MANOVRA/ Gli oltre 26.000 posti di lavoro in arrivo nella Pa

Nella Legge di bilancio sono contenute delle norme che predispongono già l’assunzione di alcune migliaia di lavoratori nella Pubblica amministrazione

06.11.2018 - Giuliano Cazzola
Ufficio_LavoroR439
Lapresse

In attesa che si realizzi la vana speranza di aumentare l’occupazione attraverso quello che chiamano lo sblocco del turnover (che nient’altro sarebbe se non l’anticipo del pensionamento per qualche centinaio di migliaia di lavoratori), il Governo ha pensato bene di garantire un bel po’ di assunzioni nella Pubblica amministrazione. Ammesso e non concesso infatti che fosse possibile l’equazione di Luigi Di Maio “un prepensionato = 2 (forse 3) giovani neoassunti”, bisognerà attendere, visto che l’articolo 21 si limita a costituire due fondi (uno per il reddito e la pensione di cittadinanza; l’altro per la controriforma della disciplina in tema di pensioni) senza prendersi la briga di dare un contenuto normativo alle tante chiacchiere dissipate negli ultimi mesi. Tutto viene rinviato a emendamenti (poco credibili) e a disegni di legge collegati (che non godono delle priorità riconosciute alla Legge di bilancio). Così hanno pensato ai travet.

È anche questo un preciso segnale rivolto a decretare – a dire dei fratelli De Rege – la fine dell’austerità, dal momento che, negli anni scorsi, i dipendenti pubblici erano stati sottoposti sia a restrizioni degli organici che al blocco della contrattazione e della dinamica retributiva. A scorrere il testo del disegno di legge di bilancio c’è solo il timore di aver lasciato scappare qualche decina di nuovi posti di lavoro annidati tra le righe degli articoli. Ma anche ad accontentarsi di quelli individuati non è un malevolo processo alle intenzioni evocare una propensione alla cuccagna da parte del Governo giallo-verde.

I programmi di assunzioni – va precisato – sono in genere triennali e a volte sono distribuiti su di un arco di anni superiore. Se balzano subito in bella evidenza le 18mila assunzioni per le Forze dell’Ordine (nei loro diversi corpi), non scherza neppure il ministero di Giustizia che annuncia 3mila nuove assunzioni di personale amministrativo a cui si aggiungono 600 nuovi magistrati. I Vigili del Fuoco aumenteranno di 1,5mila unità; il ministero dell’Ambiente potrà anch’esso contare su 700 nuovi funzionari, mentre saranno mille per i Beni Culturali, 600 al ministero degli Interni. Mille unità rafforzeranno l’Ispettorato nazionale del lavoro. In ugual numero saranno i nuovi ricercatori. Poi vi sono alcune nicchie: 60 assunzioni all’Inail; oltre 200 all’Agenzia per la sicurezza nei trasporti, 91 all’Avvocatura generale dello Stato, 26 al Consiglio di Stato e ai Tar, 55 alla Consob.

Interessante è notare la creazione di nuove strutture. Campeggia a tal proposito la Centrale per la progettazione di opere pubbliche (forse nella logica dei costi/benefici) che dovrebbe aiutare le amministrazioni in questo difficile compito, per adempiere il quale, a partire dal 2019, potrà assumere 300 persone. Non si sa ancora quanti saranno gli esperti e il personale chiamati a fare parte di InvestItalia, una Struttura di missione, operante alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio dei ministri, a supporto delle attività di coordinamento delle politiche del Governo e dell’indirizzo politico e amministrativo dei Ministri in materia di investimenti pubblici e privati.

Come si vede è difficile fare a meno dei tecnici e risolvere tutti i problemi con la politica.

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