REDDITO DI CITTADINANZA/ Il “modello Mississippi” sbarca in Italia

Si continua a parlare del reddito di cittadinanza e per avviare la riforma dei Centri per l’impiego Di Maio ha chiamato dal Mississippi Domenico Parisi

08.11.2018 - Giancamillo Palmerini
Luigi Di Maio con Domenico Parisi

Come noto, nel contratto per il Governo del cambiamento si prevede il lancio dell’ormai “famoso” reddito di cittadinanza anche nel nostro Paese. In quel documento si chiarisce però che la misura partirà per step successivi. In una prima fase verrà, infatti, posta l’enfasi sulla necessità di rafforzare i Centri per l’impiego in modo da agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e solo successivamente verrà erogato il sostegno economico vero e proprio. Fino a pochi giorni fa, però, sembrava mancare ogni organica, e chiara, idea di come, se e quando, verrà realizzata questa proposta/promessa elettorale.

Molti dubbi ha provato a chiarirli il Blog delle Stelle con un articolo che si propone di spiegare come funzionerà il reddito di cittadinanza che verrà. La misura partirà, quindi, nei primi tre mesi del prossimo anno e la platea dei beneficiari coinvolgerà ben 4,5 milioni di persone sulla base non delle dichiarazioni dei redditi, ma dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), quello strumento che serve, come noto, a misurare la situazione economica delle famiglie e considera non soltanto il reddito, ma anche il patrimonio mobiliare e immobiliare e la composizione dei nuclei familiari.

L’assegno massimo a cui il singolo beneficiario avrà diritto sarà pari a 780 euro al mese per un single che vive in affitto, mentre sarà minore per chi è proprietario di una casa. All’aumentare dei componenti del nucleo familiare, aumenterà anche l’assegno previsto dal reddito di cittadinanza. La misura, si precisa, funzionerà a integrazione del reddito percepito. Se una persona sola, ad esempio, ha un lavoretto e guadagna 400 euro al mese, potrà ottenere solamente fino a 380 come integrazione. Nella proposta poi dei 5 stelle chi proverà a fare il furbo e mentirà per ottenere, illegittimamente, il reddito di cittadinanza rischia addirittura fino a sei anni di galera.

Il primo passaggio necessario, da realizzare già nelle prossime settimane, sarà quello di preparare i Centri per l’impiego alla nuova sfida dotandoli anche degli idonei strumenti di lavoro. Saranno poi lanciate campagne di marketing dedicate per attrarre i datori di lavoro e informare i cittadini interessati sull’iter da seguire per l’accesso al reddito di cittadinanza. Il tutto sarà gestito dal professor Domenico “Mimmo” Parisi, arrivato direttamente dal Mississippi, ma nato e cresciuto nel nostro Salento, chiamato dal vice premier Di Maio a progettare, e gestire, questo nuovo ambizioso progetto.

Riuscirà, quindi, il nostro Paese, finalmente, a dotarsi di un sistema moderno di servizi, e politiche, per il lavoro adeguato al mercato del lavoro di oggi e alla sfida del reddito di cittadinanza? Dopo aver provato a testare vari modelli europei ,come quelli olandese e tedesco, la soluzione verrà forse da oltreoceano dal Paese di Elvis the pelvis?