Riforma pensioni 2019/ I consigli tra Quota 100 e Legge Fornero

Ancora non si sa come funzionerà concretamente Quota 100, dato che ancora la riforma delle pensioni 2019 non è stata scritta. Dunque non è facile muoversi

08.11.2018, agg. il 09.11.2018 alle 09:13 - Lorenzo Torrisi
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Luigi Di Maio (LaPresse)

I CONSIGLI TRA QUOTA 100 E LEGGE FORNERO

Visto che ancora non si sa come funzionerà concretamente Quota 100, dato che ancora la riforma delle pensioni 2019 non è stata scritta, c’è chi si chiede se non sia più vantaggioso “dimettermi (non percepire stipendio e pensione) versare due anni e un mese di contributi volontari (60.000 euro circa) e pensionarmi” con la certezza che il calcolo dell’assegno pensionistico avverrebbe con il sistema misto. La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, sul sito di Repubblica, risponde così al quesito del lettore: “In assenza di un provvedimento normativo per Quota 100 si suggerisce di continuare a contribuire per raggiungere i requisiti (certi) della pensione anticipata, non necessariamente con gli assai onerosi versamenti volontari, ma anche utilizzando il cumulo contributivo ex art. 1 c. 239 L. 228/2012 presso la Gestione Separata o Artigiani e Commercianti, previo versamento del minimale contributivo vigente anno per anno”. Ricordiamo che la pensione anticipata richiede 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne) di contributi.

SALVINI PARLA DI QUOTA 100

Ospite ieri della puntata di Otto e mezzo, Matteo Salvini ha parlato anche di riforma delle pensioni, spiegando che con Quota 100 saranno tra i 400 e i 500 mila gli italiani che potranno andare in quiescenza nel 2019. Nello specifico dal mese di febbraio e senza penalizzazioni. Il vicepremier ha anche ricordato che il suo obiettivo sarebbe quello di arrivare a Quota 41, ma non c’è la possibilità, ha spiegato, di poter fare tutto subito. Salvini ha anche evidenziato che gli italiani potranno scegliere se andare in pensione o restare al lavoro e che nel primo caso probabilmente si creeranno posti di lavoro per i più giovani. Dal leader leghista è arrivata anche la conferma del divieto di cumulo della pensione con redditi da lavoro, ma non è stato spiegato se tale divieto sarà temporaneo (si era parlato di una sua durata biennale) o permanente. Inoltre per i dipendenti pubblici si continua a ragionare sull’entità del preavviso che verrebbe chiesto prima del pensionamento, in modo da poter garantire l’erogazione dei servizi pubblici.

QUOTA 100, COME ARRIVARE PREPARATI

Il Governo continua la messa a punto della riforma delle pensioni 2019, che comprenderà anche la Quota 100. Da quando si è cominciato a parlare di questa misura, diversi italiani che hanno più di 60 anni hanno cominciato a chiedersi se potranno o meno sfruttarla per accedere alla quiescenza. Secondo l’esecutivo, saranno più di 400.000 coloro che potranno utilizzare Quota 100 per accedere alla pensione: si tratta di quanti hanno almeno 62 anni di età e 38 di contributi. Tuttavia potrebbero non mancare limitazioni, come per esempio sugli anni di contribuzione figurativa, che potrebbero creare dei problemi. “Ai nostri Uffici arrivano da giorni persone a chiedere di poter fare domanda di pensione. In mancanza della specifica normativa ovviamente ciò non è ancora possibile, ma abbiamo ritenuto che può essere utile fare subito una disamina gratuita della propria situazione personale affinché appena si conosceranno i nuovi criteri, ogni nostro utente avrà già un proprio quadro preciso e sarà quindi possibile dare immediatamente una risposta”, racconta Gianluca Viola, responsabile del patronato Inapi per la provincia di Massa-Carrara a voceapuana.com.

DAMIANO E PROIETTI APPREZZATI DAL CODS

Le parole dette da Domenico Proietti, ospite della trasmissione di Cesare Damiano su ReteSole a proposito della riforma delle pensioni, non sono passate inosservate e anzi sono state condivise da Orietta Armiliato sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social, con un video, accompagnato da un commento: “Finalmente ho ascoltato, cosa che non succedeva da tempo, un’intervista di alto livello dove gli spazi dell’interlocuzione vengono riempiti esclusivamente dalla competenza, restituendo quell’immagine di conoscenza profonda che vorrei poter rilevare sempre, quando ascolto gli addetti ai lavori. Grazie di cuore a Cesare Damiano (PD) e a Domenico Proietti (UIL) professionisti seri ed accreditati: è stato un piacere ascoltarvi”. Se l’ex ministro del Lavoro ha rilevato la mancanza di risorse adeguate a rispettare tutte le promesse fatte sul fronte previdenziale dal Governo, il sindacalista ha evidenziato che servono altri interventi oltre alla Quota 100, tra cui, tema caro al Cods, la valorizzazione dei lavori di cura delle donne.

QUOTA 100, LE PAROLE DI PROIETTI

La riforma delle pensioni con Quota 100 che il Governo sta mettendo a punto è stato tra gli argomenti che Domenico Proietti ha trattato durante una puntata de “L’approfondimento”, la trasmissione di Cesare Damiano in onda su Retesole. Il Segretario confederale della Uil ha spiegato di ritenere importante la Quota 100, anche se certamente presenta dei vantaggi più per i lavoratori del centro-nord e del comparto pubblico, a discapito di chi vive al centro-sud e delle donne, per cui raggiungere i 38 anni di contribuzione minima richiesti non è affatto semplice. Per il sindacalista, dunque, Quota 100 andrebbe affiancata da interventi che valorizzino il lavoro di cura delle donne, proroghino Opzione donna per un paio d’anni, stabiliscano che 41 anni di contribuzione bastano per andare in pensione indipendentemente dall’età, che affrontino oggi il problema della futura pensione dei giovani e consentano di riprendere un processo di rivalutazione delle pensioni come quello precedente la Legge Fornero. Dal canto suo Damiano ha ricordato che le risorse stanziate dal Governo non sembrano consentire tutti questi interventi.

RIFORMA PENSIONI, ACCORDO LEGA-M5S SUI TAGLI

Mentre la manovra 2019 prosegue il suo iter parlamentare, il Governo continua la messa a punto della riforma delle pensioni, che ancora non è chiaro se sarà oggetto di un decreto ad hoc, piuttosto che di un emendamento alla Legge di bilancio. Secondo Adnkronos, per quanto riguarda Quota 100 sembra certo che si arriverà a un formula che prevederà quattro finestre, “il che significa che per uscire dal lavoro una volta raggiunto il requisito occorre aspettare la prima finestra utile. Viene comunque ipotizzato un meccanismo di finestra mobile di 3 mesi che fa in modo che dalla maturazione del requisito non si superano mai i tre mesi per andare in pensione”. Tuttavia, ai dipendenti pubblici verrà chiesto un preavviso di sei mesi, “che servirà agli uffici per gestire eventuali richieste massicce che potrebbero mettere in difficoltà il funzionamento stesso della macchina amministrativa”. Il che potrebbe portare ad attese vicine ai nove mesi prima di poter andare in quiescenza per i lavoratori della Pa.
Lega e Movimento 5 Stelle sembrano aver poi raggiunto un accordo per l’intervento sulle pensioni d’oro, che consterà in un contributo di solidarietà della durata di 5 anni per gli assegni superiori a 90.000 euro lordi annui “con aliquote progressive a partire dall’8% fino a un’aliquota del 20% per le pensioni oltre 200.000 euro lordi”, oltre a un “raffreddamento” dell’indicizzazione delle pensioni: “in pratica per le pensioni fino a 2.000 euro netti al mese ci sarà un aumento del recupero, mentre per quelle di importo superiore scatterà un progressivo raffreddamento della perequazione fino a un sostanziale azzeramento per le pensioni oltre i 5.000 euro netti”.