SCUOLA E LAVORO/ Così il Governo può correggere gli errori del 2018

In tema di rapporto tra scuola e lavoro il Governo non sembra essere partito col piede giusto. Eppure ha dati e casi importanti cui guardare

21.12.2018 - Massimo Ferlini
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Altroché se lo è... (LaPresse)

I dati Istat relativi all’andamento del mercato del lavoro nel terzo trimestre del 2018 registrano una diminuzione dell’occupazione rispetto al trimestre precedente. Il dato è inserito in un contesto congiunturale in cui calano sia gli occupati che i disoccupati. È l’aumento del tasso di persone inattive che spiega il saldo per il mercato. Le ragioni che portano a questo risultato negativo sono politiche e strutturali.

L’economia italiana è ancora debole, aveva avviato un percorso di uscita dalla crisi, ma bastano i primi segnali negativi dell’economia mondiale e il nostro Pil cala dello 0,1% mentre l’Europa resta con tassi positivi dello 0,2% anche negli ultimi mesi. Ragioni politiche sono quelle dell’incertezza che il nuovo Governo giallo verde, proprio nel trimestre oggetto dei dati, ha diffuso. Da un lato lo scontro avviato con l’Europa, l’impennata dello spread e la contrazione del credito hanno frenato gli investimenti. A ciò si è aggiunto l’intervento sui contratti di lavoro del “Decreto dignità” che hanno rimesso in discussione un equilibrio nuovo che si stava determinando sul mercato del lavoro.

Con l’obiettivo di cercare di favorire il tempo indeterminato, il decreto ha in realtà riportato una grande incertezza sui contratti a tempo determinato e sul ricorso alla somministrazione. Si prevede che tutto ciò porterà a tagliare posti di lavoro fra la fine dell’anno e i primi mesi del 2019, ma già nel corso del trimestre agosto-ottobre 2018 ci sono stati degli effetti. I primi risultati apparentemente positivi è che i contratti a tempo indeterminato sono maggiori di quelli a termine. Ma ciò in un calo complessivo delle assunzioni e perché la scadenza dei contratti a termine in corso è previsto fra dicembre e gennaio.

I dati del trimestre indicano già quanto oggi è ancora più evidente. Questo Governo non ha una visione unica su occupazione mercato del lavoro. Interviene con provvedimenti contraddittori e spesso per eterogenesi dei fini ottiene risultati opposti a quanto sta nei suoi desideri. Eclatante è il caso del rapporto scuola-lavoro. Dopo anni di vuoto completo nel corso dell’ultima legislatura sono state avviate due iniziative che erano attese da tempo dagli operatori del settore. Da un lato l’avvio del sistema duale di scuola-lavoro che tramite percorsi di apprendistato permette di arrivare dalla scuola dell’obbligo al livello universitario. Si affianca così al percorso scolastico tradizionale un percorso formativo professionalizzante che è caratteristico dei paesi dove la corrispondenza fra percorso formativo e inserimento lavorativo nel settore per cui ci si è formati ha performance migliori.

A fianco di questa innovazione si è poi introdotto l’obbligo per tutti gli studenti di svolgere, negli ultimi anni del percorso scolastico, un progetto di alternanza scuola-lavoro. Sia gli istituti tecnici che i licei devono perciò assicurare che tutti gli studenti abbiano l’occasione di essere inseriti, per un periodo diversificato a seconda degli istituti, in esperienze lavorative. Queste possono essere veri e propri progetti aziendali vissuti in impresa oppure essere organizzati a scuola, in collaborazione con manodopera e imprenditori, in una “impresa virtuale”, sempre per vivere un’esperienza lavorativa.

Camera di Commercio di Milano Monza e Brianza e Lodi, con la sua azienda speciale per la formazione Formaper, ha supportato il sistema di imprese per sviluppare progetti con istituti scolastici. Attivando gli operatori accreditati per i servizi al lavoro e alla formazione, in collaborazione con le associazioni di rappresentanza delle imprese presenti nella Camera, sono riusciti in pochi mesi ad attirare progetti di alternanza per 2.500 studenti, con oltre 100 istituti scolastici e circa 600 piccole e medie imprese coinvolte. A questa campagna di iniziative si aggiunge Campus Party Connect, un’iniziativa che dal 17 al 21 di dicembre ha coinvolge 500 studenti e 40 imprese in una grande iniziativa di alternanza e formazione.

L’iniziativa è una vera e propria gara imprenditoriale. Ogni gruppo di studenti sarà impegnato a realizzare un progetto di impresa o di prodotto e i migliori, a fine settimana, saranno premiati. Le giornate saranno scandite da momenti formativi su nuove tecnologie, o nuove tecniche di marketing o incontri con testimonial di storie di successo. A ciò si aggiungano i momenti di produzione durante i quali ogni gruppo deve sviluppare la propria idea originale. È insieme un’esperienza di alternanza scuola-lavoro e una nuova forma di collaborazione e di sviluppo di nuove idee. La crescita dei talent garden punta, in fase già lavorativa, a sviluppare questo metodo come incubatore e facilitatore di start-up innovative.

L’alternanza scuola-lavoro è perciò un’opportunità da sviluppare e sicuramente può essere uno dei modi con cui affrontare i cambiamenti tecnologici in corso facendo prevalere la capacità dell’uomo di usare e sviluppare le nuove tecnologie vincendo la paura che la tecnica uccida il lavoro.

Milano ci ha creduto e ci ha investito. Il Governo dovrebbe capire che anche queste sono infrastrutture essenziali per costruire un futuro migliore.

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