Riforma Pensioni 2019/ Il ‘bilancio’ di Di Maio per il nuovo anno: Quota 100 e non solo (ultime notizie)

Riforma delle pensioni e varo di Quota 100: Pubblica Amministrazione e rischio scuola. Blocco indicizzazioni ed enigma esodati: Di Maio traccia il suo bilancio

25.12.2018, agg. il 26.12.2018 alle 12:26 - Lorenzo Torrisi
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In una lunga intervista rilasciata ad Affari Italiani, il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio traccia il suo personale bilancio all’anno appena trascorso e guarda con speranza ad un 2019 che non solo per le pensioni sarà un possibile balzo in avanti: il Governo ne è convinto, un po’ meno operatori internazionali e mercati, oltre ovviamente alle opposizioni. Eppure proprio sulle pensioni il leader del M5s è convinto che sia già stato fatto tantissimo: «Il presidente Conte ha portato avanti una trattativa con la Commissione da vero avvocato degli italiani, difendendo le misure contenute all’interno della manovra ed evitando la procedura di infrazione. In sei mesi aumentiamo le pensioni minime e quelle d’invalidità, parte il reddito di cittadinanza che rivoluzionerà il mercato del lavoro, eliminiamo la legge Fornero, abbassiamo il costo del lavoro tagliando le tariffe Inail che le aziende pagano senza diminuire le garanzie per i lavoratori». Per Di Maio, attivo anche il rilancio dello sviluppo e degli investimenti, in attesa di capire però tramite decreto attuativo come tanto il Reddito di Cittadinanza quanto soprattuto Quota 100 potranno essere strutturate nei primi mesi del 2019. (agg. di Niccolò Magnani)

QUOTA 100 PER DIPENDENTI PA

La Quota 100 per la Pubblica Amministrazione vedrà importanti novità a partire dal nuovo anno che incombe dove scatterà la nuova riforma Pensioni del Governo gialloverde: poco prima di Natale il Ministro PA Giulia Bongiorno ha confermato quanto già anticipato da Di Maio prima dell’approvazione in Senato della Manovra Economica, ovvero che la tempistica prevista per l’uscita dal lavoro (per chi ha i requisiti della Quota 100) degli impiegati pubblici aver nell’ottobre 2019, mentre per i dipendenti privati rimarrà ad aprile 2019. «Sono stata io a chiedere che i tempi di uscita per il pubblico siano più larghi dei tre mesi dei privati, perché non possiamo permetterci di lasciare scoperte le strutture pubbliche. Serve tempo per una corretta programmazione e io credo che sei mesi aggiuntivi siano il tempo giusto. Quindi chi ha maturato il diritto già entro il 2018 dovrebbe uscire a ottobre. Questo è il nostro orientamento», ha confermato al Messaggero il Ministro per la Pubblica Amministrazione. Resta il “rischio” per la Scuola, visto che i Sindacati da giorni chiedono che vi sia inserita in Manovra (o nel decreto attuativo sulla Quota 100 per le prossime settimane) una norma specifica che dettagli al meglio quale fine faranno i dipendenti Miur per ora tenuti tenuti fuori dall’uscita della pensione per le particolarità del ciclo lavorativo, come spiega Orizzonte Scuola. (agg. di Niccolò Magnani)

BLOCCO INDICIZZAZIONI: ECCO I RISPARMI

Governo al lavoro su Quota 100, il taglio alle pensioni ha due volti: come riporta Il Messaggero, il primo riguarda gli assegni alti con una vera e propria sforbiciata, il secondo riguarda quelli più bassi, ovvero quelli della fascia media dei pensionati con un blocco parziale alle rivalutazioni. Un provvedimento che porterebbe ossigeno nelle case dell’Erario, risorse fresche per introdurre Quota 100: dal blocco delle indicizzazioni il governo gialloverde risparmierà 2,29 miliardi di euro in tre anni. Altri 239 milioni arriveranno invece dai tagli alle pensioni alte. Un piano B ben architettato per ovviare alla diminuzione degli stanziamenti, da 6,7 a 3,9 milioni, dopo il patto con l’Unione Europea. Il nuovo sistema previdenziale, aggiunge il quotidiano, potrebbe riguardare 315 mila persone con una adesione all’85 per cento. Ricordiamo inoltre che il decreto pensioni arriverà tra il 10 e il 12 gennaio, come confermato dal leghista Durigon. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

RIFORMA PENSIONI, LA SORTE DEGLI ESODATI

La riforma delle pensioni che porterà al varo di Quota 100 non è ancora chiaro se farà qualcosa di concreto per i circa 6.000 esodati ante-Fornero che sono ancora privi di una salvaguardia. Uno di loro, Salvatore Bello, è intervenuto nei giorni scorsi a Radio Cusano Campus raccontando che dovrebbe andare in pensione nel 2024, stante la situazione venutasi a creare dopo il varo della Legge Fornero. “I vecchi governi hanno cercato di correggere questa legge con delle salvaguardie. Io per 23 giorni non sono entrato nell’ottava salvaguardia, pur sapendo che sono avanzati dei soldi perché le domande accettate sono state circa la metà di quelle che sono state fatte. I soldi disponibili, si parla di 750 milioni, sono stati spostati al fondo occupazionale”, sono le sue parole riportate da agenpress.it.

Bello ha anche spiegato che dopo l’incontro avuto a metà ottobre con Luigi Di Maio la delegazione degli esodati esclusi non è stata ricevuta da Inps e ministero del Lavoro e ha potuto confrontarsi solo con Claudio Durigon, che “ci ha detto che questa nona salvaguardia non si farà. Fedriga in tv aveva detto che nel programma della Lega era previsto di risolvere la situazione degli ultimi esodati, evidentemente con l’accordo fatto con questo governo noi siamo rimasti lo scarto dello scarto”. La situazione quindi per circa 6.000 persone si sta facendo sempre più difficile, anche perché “l’Inps ci dice che non ci sono più esodati per loro”. E dire, come ha sottolineato lo stesso Bello, che i soldi per questo intervento ci sono. Basterebbe poco per sanare l’ingiustizia che si è creata ai danni di queste persone.

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