RIFORMA PENSIONI/ La bufala sugli assegni di reversibilità (ultime notizie)

Riforma pensioni, ultimissime. La bufala sugli assegni di reversibilità. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 20 febbraio

19.02.2018 - Lorenzo Torrisi
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Lapresse

LA BUFALA SULLE PENSIONI DI REVERSIBILITÀ

Una bufala sulle pensioni di reversibilità ha ripreso a circolare sui social network. Ivan Pedretti ha infatti segnalato sulla sua pagina Facebook che “su alcuni siti e su alcune pagine Facebook tornano a girare notizie false sulle pensioni di reversibilità”. Nello specifico la notizia diffusa riguarda il rischio, effettivamente corso in passato, di un intervento per tagliare gli assegni ai superstiti. E chi la fa circolare ancora “sta usando delle mie dichiarazioni di due anni fa quando abbiamo affrontato e risolto questo problema”, scrive il Segretario generale dello Spi-Cgil. Che poi aggiunge: “Voglio tranquillizzare tutti: non c’è alcun intervento sulla reversibilità. Queste notizie vengono diffuse ad arte per inquinare il clima, per farvi arrabbiare e per spaventarvi. Fate sempre attenzione a quello che leggete e aiutatemi ad informare tutti che si tratta di una bufala. Grazie!”.

OPZIONE DONNA, LA RICHIESTA A CESARE DAMIANO

Dal Movimento Opzione donna arriva una richiesta di chiarimenti indirizzata a Cesare Damiano. Visto che l’ex ministro del Lavoro ora chiede la proroga di Opzione donna, quando in precedenza l’aveva ostacolata, il Movimento gli chiede di precisare se il Pd intende effettivamente prorogare al 2018 Opzione donna, se consideri questo intervento una priorità e se quindi possa essere approvato nei primi tre mesi di governo, vista l’urgenza di fare in modo che la proroga sia quanto prima effettiva. Il Movimento chiede anche a Damiano di chiarire la posizione del suo partito su Opzione donna, visto che nel programma elettorale si parla di rendere strutturale questa forma di pensionamento anticipato, ma con un’età anagrafica più alta rispetto ai 57-58 anni della versione originale, cui tra l’altro lo stesso Damiano sembra rifarsi quando parla di proroga.

LE PRIORITÀ PER LA UIL

In vista delle elezioni del 4 marzo la Uil ha segnalato ai partiti politici quelle che ritiene essere le priorità per il Paese. Buongiornorimini.it segnala che il sindacato, in tema di pensioni, reputa importante “il risultato raggiunto con l’ultimo accordo col governo che ha visto l’introduzione di agevolazioni per la pensione per le categorie di lavori usuranti”. Quindi, “occorre proseguire su questa strada perché i lavori non sono tutti uguali e va riconosciuta l’uscita anticipata, senza decurtazione alcuna, a chi svolge lavori pesanti”. Per la Uil “va altresì rivisitata la cosiddetta legge Fornero, per meglio raccordare l’uscita volontaria dei lavoratori con le singole esigenze di vita” e non si dimentica di chiedere anche di difendere “la condizione delle donne, oggetto di un super lavoro, anche attraverso il riconoscimento del lavoro di cura con particolare riferimento ai figli e ai familiari disabili o anziani”.

LA REPLICA INPS PALERMO ALL’ORSA

Palermotoday.it aveva riportato la denuncia del sindacato Orsa circa l’assenza di personale all’ufficio Inps che si occupasse della liquidazione della pensioni dei marittimi, tanto che si parlava di ex lavoratori in attesa da oltre sei mesi. Ora arriva l’intervento del Direttore provinciale Inps Fabrizio Innaimi che spiega: “Al fine di tranquillizzare gli utenti interessati, ma anche allo scopo di offrire un’informazione più corretta, preciso che per quanto ovvio la direzione ha già messo in atto ogni possibile azione volta ad assicurare la più celere definizione delle 29 domande non ancora lavorate, alcune delle quali hanno decorrenza 1° febbraio 2018”. Il dirigente ha anche fatto sapere “che la direzione provinciale di Palermo nell’anno 2017 ha definito ben 15.700 domande di pensione, l’84% delle quali, entro 30 giorni dalla presentazione”.

LA PROPOSTA DI CHIARA SARACENO

Chiara Saraceno torna ad affrontare il tema pensioni con un articolo su Repubblica. La sociologa e filosofa inizialmente ricorda come nel nostro Paese accanto alla concessione delle baby pensioni ci sono state diverse categorie professionali per le quali è stato ed è importante lavorare fino a 70 anni. “Eppure, sia in passato che nell’attuale dibattito sulla opportunità o meno di mantenere la riforma Fornero, la discussione continua a rimanere concentrata sull’età alla pensione, sui requisiti minimi e massimi, sulle possibili eccezioni, sulla sostenibilità finanziaria del sistema”, scrive ancora la sociologa, spiegando che si tratta certo di “temi importantissimi, che tuttavia ignorano la questione di come rendere sostenibile rimanere al lavoro anche in età molto matura modificando le condizioni di lavoro con l’avanzare dell’età”.

Dal suo punto di vista, quindi, “se è vero che non è possibile continuare a fare alcuni lavori anche in età anziana, vuoi perché troppo rischioso, vuoi perché il rendimento è inferiore, invece dell’alternativa secca tra continuare nello stesso lavoro o cercare di andare in pensione, bisognerebbe incominciare a pensare a curricula lavorativi che tengano conto dell’età”. Per esempio, un muratore, anziché stare sulle impalcature, “potrebbe utilmente essere utilizzato, anche con un’adeguata formazione e aggiornamento, nella piccola manutenzione di edifici pubblici e privati”. Per Saraceno, quindi, “se venisse offerta la possibilità di cambiare mansione, magari anche con una riduzione dell’orario di lavoro, forse molti non aspetterebbero la pensione come una liberazione da ottenere il prima possibile”.

GENTILONI, “NON SI TORNA INDIETRO SUL SISTEMA APE”

In un editoriale apparso oggi sul Sole 24 ore in vista delle prossime elezioni, il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha voluto ribadire, una volta di più, che lo sforzo fatto dal Governo sulla riforma delle pensioni non dovrà subire bruschi dietrofront, qualsiasi governo salirà nei prossimi mesi. «L’Italia non può permettersi di rinunciare alla serietà sui conti pubblici e alla riduzione del debito. L’Italia non può immaginare di buttare giù le riforme del mercato del lavoro», scrive il Premier sul quotidiano economico di Milano e aggiunge, «non dobbiamo rischiare di pregiudicare la sostenibilità del sistema pensionistico; o di mettersi ai margini dell’Europa che, nei mesi prossimi, aprirà un cantiere di riforma cruciale del quale l’Italia deve essere protagonista. Guai a tornare indietro. E guai a restare fermi, paghi dei risultati raggiunti». Secondo Gentiloni la credibilità dei governi a guida Pd verrà confermata dalle urne e dovrà rimanere un punto solido anche per il futuro del sistema Italia in Europa: per questo il sistema Ape non dovrà subire dietrofront altrimenti si rischia, secondo il Pd, di aggravare una situazione già piuttosto delicata come quello della previdenza dei prossimi anni. (agg. di Niccolò Magnani)

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