Contratti Statali/ Rinnovo e aumenti forze dell’ordine: le promesse di Renzi nel programma Pd

Contratti statali, ultime notizie e rinnovo Pa: scuola e Forze di Polizia, richieste e forti critiche al governo su orari e aumenti stipendi. Novità e scontro Pa-sindacati

02.02.2018 - Niccolò Magnani
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Valeria Fedeli, Ministra uscente dell'Istruzione (LaPresse)

È di questi giorni il durissimo comunicato pubblicato dal sindacato di Polizia “SiLiPo” contro il Governo e la Pubblica Amministrazione sul fronte del rinnovo “truffa” dei contratti statali. Indirettamente, attraverso la presentazione del programma Pd avvenuto ieri a Bologna, Renzi ha fatto mettere nei “100 punti-cose da fare” un capitolo specifico sui contratti delle forze dell’ordine. In particolare, secondo il Partito Democratico durante la precedente Legislatura sono stati sbloccati i contratti per le forze dell’ordine e il riordino delle carriere: «Diminuito anche il numero dei reati, finanziati poi vari progetti di videosorveglianza per 37 milioni di euro». A seguito di quanto fatto, i dem provano ad alzare l’asticella per il prossimo programma di governo: a chi contesta a Minniti e Madia di non aver badato ad un serio rilancio e rinnovo con aumento stipendiale, Renzi “replica” indirettamente con questa “cosa da fare”. «Diecimila assunzioni tra carabinieri, poliziotti, finanzieri, agenti penitenziari e vigili del fuoco ogni anno per aumentare la presenza capillare sul territorio e la percezione effettiva della sicurezza. Finanziare 50.000 nuove videocamere per la sorveglianza su tutto il territorio nazionale». 

SINDACATO POLIZIA, ASPRE CRITICHE AL GOVERNO

Sono gravi e molto pesanti le accuse che il sindacato LiSiPo rivolge al Governo dopo la firma sui contratti statali del comparto Sicurezza: in una lunghissima nota il Libero Sindacato di Polizia vengono ripresi gli ultimi mesi di trattative e con un bilancio nettamente negativo, secondo lo stesso. «Il 22 Dicembre 2017, con mossa squisitamente politica, sono stati convocati i Sindacati al tavolo della contrattazione con la richiesta di accettazione della bozza delle proposte già pianificate dal Governo. Per nulla soddisfatte, la maggioranza delle sigle sindacali ed i COCER delle Forze Armate hanno rifiutato di firmare, fatta eccezione per il Siulp e il Siap. Nella fattispecie, per la Polizia di Stato, questo Governo offriva un rimborso forfettario per gli anni 2016 e 2017 per complessivi 400-450 euro netti pro-capite e un aumento stipendiale di circa 100 euro lordi per il ruolo degli Ispettori e gradualmente meno per i ruoli dei Sovrintendenti e degli Assistenti ed Agenti, somme che, tassate, si sarebbero tradotte mediamente in 62 euro netti», lamenta Marco Scialdone, segretario regionale LiSiPo per il Lazio.

L’argomento usato per contestare la decisione del Ministro Minniti e del Ministro Madia riguarda i compensi dediti ai carcerati che rientrano nel mondo del lavoro già da dentro alle case circondariali: secondo il sindacato – che non trova, va detto, sponde su altre sigle delle forze dell’ordine – il Governo “premia” paradossalmente più i carcerati di chi è invece impegnato ad assicurare alla giustizia i malviventi. «Il Libero Sindacato di Polizia (Li.Si.Po.) ritiene oltraggiosa l’imposizione di questo Governo e oltremodo irriguardosa verso le Forze dell’Ordine, perché non tiene nella dovuta considerazione la specificità del lavoro e l’altissimo tributo in termini di vite umane pagato dai nostri colleghi per rendere servizio allo Stato. La stessa compagine politica, dal mese di Ottobre 2017, ha riconosciuto ai detenuti che lavorano per sei ore al giorno, per conto delle amministrazioni statali (svolgendo varie mansioni nelle cucine, per le pulizie, nel giardinaggio ecc.) il loro diritto all’aumento dello stipendio dell’83% portandolo a circa 1000 euro mensili, per 14 mensilità», conclude la nota di LiSiPo.

RICHIESTE UIL SULL’ORARIO DEI DOCENTI

Secondo Pino Turi della Uil, il prossimo testo Aran che sarà presentato ai sindacati per il rinnovo dei contratti statali del comparto Scuola potrebbe trovare una convergenza; solo se però saranno mantenute alcune promesse, implementate dalle ultime richieste dei confederati. «Nel documento controfirmato il 30 novembre 2017 – ha dichiarato la Serafini – veniva chiaramente scritto che per migliorare le difficoltà lavorative si può partecipare alla mobilità. Se si mettono dei vincoli questo principio verrà a mancare. Se, quindi, teniamo fede all’accordo firmato non mi sta bene il vincolo», spiega a Orizzonte Scuola il sindacalista Uil. Fa discutere e non poco il contratto di mobilità 2019-2020 che si rinnoverà ogni tre anni con il vincolo di trasferimento per almeno tre anni. Non solo, l’Aran avrebbe proposto di accorpare le ore funzionali dei docenti in un unico contenitore di 80 ore, superando l’attuale separazione di 40 + 40: qui la Uil invece si dimostra possibilista, sempre Turi «bisogna capire se c’è uno scambio da fare, se c’è out out ci si irrigidisce».

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