ELEZIONI E PENSIONI/ Si può cancellare la legge Fornero? Chiedetelo all’Europa…

Manca poco più di un mese al voto e nella campagna elettorale tiene banco il tema della riforma delle pensioni. Si può cancellare la Legge Fornero? LAMBERTO MILANI

02.02.2018 - Lamberto Milani
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Manca poco più di un mese al voto, ma sembra che i partiti, nella loro quotidiana comunicazione del programma elettorale, si siano dimenticati dei giovani. Del resto questi ultimi non sembrano molto intenzionati a recarsi alle urne: nessuno pare rappresentarli davvero e il sistema elettorale messo a punto in questa legislatura è così contorto che anche i più assidui frequentatori dei seggi non hanno capito realmente come funzioni. Tuttavia dato che votano da una vita e nei telegiornali (che i giovani non guardano) sentono ripetere che votare è cosa buona e giusta non intendono certo far mancare le loro croci sulle schede.

È dunque per questo che i partiti pensano a come accaparrarsi il loro voto. Perché quel genio del marketing politico che è Silvio Berlusconi altrimenti dedicherebbe attenzione al livello delle pensioni minime e alle spese per le dentiere? Ecco dunque che la previdenza tiene banco nel dibattito elettorale. E naturalmente si parla un giorno sì e l’altro pure della Legge Fornero. Merito anche della stessa ex ministra del Lavoro, che non intende ripetere l’esperienza politica del 2011, ma non perde occasione per fare politica in televisione o in radio per sconsigliare di modificare l’attuale sistema previdenziale. Ma davvero c’è intenzione di cancellare la Legge Fornero?

Il Pd non intende di certo farlo. Finché si trattava di guadagnare consenso, Matteo Renzi ha ripetuto che era necessario introdurre flessibilità per consentire ai nonni di accudire i nipotini. Una volta al Governo si è limitato agli interventi “low cost” come il part-time agevolato, l’Ape volontaria che ancora non è entrata in funzione (certo, ci vuole tempo perché una novità entri a regime, ma non quando si tratta di una nuova tassa) o l’Ape social che tiene tante persone ancora in attesa dell’erogazione della prestazione cui si ha diritto. Del resto prima di diventare Premier sosteneva anche la necessità di rivedere le accise sui carburanti, visto che ancora si paga quella per la guerra in Libia di coloniale memoria. Non risulta però si sia impegnato su questo fronte una volta a palazzo Chigi. Dunque per i dem la Legge Fornero non è in discussione, altrimenti qualcosa di più si sarebbe fatto negli ultimi anni.

Può allora cancellare il centrodestra la Legge Fornero? Non si è capito. Matteo Salvini ripete che vuol far piangere (di nuovo) l’ex ministra abrogando la riforma che porta il suo nome. Silvio Berlusconi vuol tenere l’età pensionabile a 67 anni tranne alcuni specifici casi (salvo non dire quali siano). Giorgia Meloni ritiene che non sia giusto che i giovani abbiano condizioni e regole diverse per il pensionamento rispetto ai meno giovani. Dunque non esiste una vera posizione del centrodestra sul tema. È un “si vedrà” dopo il 4 marzo. Gli unici a essere tranquilli sarebbero i pensionati che hanno versato pochi contributi durante la loro vita lavorativa (compresi i vituperati baby pensionati): per loro il programma di centrodestra prevede l’aumento delle minime a 1.000 euro.

Il Movimento 5 Stelle si ferma invece a 780 euro, cifra standard del reddito di cittadinanza. La Legge Fornero verrebbe “superata”, ma nell’arco dei cinque anni di legislatura. Dunque i pentastellati dovrebbero avere una maggioranza solida fino al 2023 e per coprire i costi del loro programma elettorale andrebbero anche a tagliare le pensioni sopra i 5.000 euro mensili nella parte non giustificata dai contributi versati. Oltre ai dubbi sulla solidità di un’eventuale maggioranza pentastellata per cinque anni (viste le defezioni e le epurazioni che si sono avute nella legislatura appena conclusa) ve ne sono altri circa il “cronoprogramma” di questa gradualità. Ci sarebbe il rischio, quasi paradossale, per cui una persona potrebbe andare in pensione a un’età più bassa rispetto a un’altra solo perché nel frattempo è stata cancellata la Legge Fornero? Teoricamente sì, e anche in caso di una cancellazione che dovesse avvenire il giorno dopo le elezioni!

E Liberi e Uguali? Ritiene necessaria una revisione profonda della Legge Fornero, anche rivedendo il sistema delle uscite anticipate e tenendo conto della gravità del lavoro svolto. Cosa vuol dire ciò concretamente? Come fare a sapere se il proprio lavoro verrebbe ritenuto gravoso o meno (posto che ciascuno riterrà il suo “pesante”)? Non è dato saperlo.

Insomma, su un punto che pare essere così centrale nel dibattito della campagna elettorale c’è in realtà pochissima chiarezza. Non solo sulla cancellazione della Legge Fornero, ma anche su un suo eventuale cambiamento. Anche all’interno dello stesso partito: per il candidato Pd Padoan la Legge Fornero è un pilastro; per il candidato Pd Damiano, invece, la si è già cambiata e bisogna continuare a farlo. Perché questa confusione? L’ha detto tra le righe il ministro Padoan: “Quando ci saranno le previsioni di inverno, la Commissione europea darà la sua valutazione del nostro quadro macroeconomico, del nostro quadro di finanza pubblica”. Cioè, solo dopo le elezioni Bruxelles ci dirà se dobbiamo fare una manovra correttiva. Dunque, per sapere se si può o meno cancellare o modificare la Legge Fornero bisogna chiederlo all’Ue.

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