Riforma pensioni/ Cumulo, ancora niente per esodati e Opzione donna (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, ultimissime. Cumulo, ancora niente per esodati e Opzione donna. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 11 aprile

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Sondaggi Politici 2018 (LaPresse)

CUMULO, ANCORA NIENTE PER ESODATI E OPZIONE DONNA

Il cumulo contributivo gratuito pian piano sta diventando effettivamente utilizzabile anche dai professionisti, visto che la querelle Inps-Adepp sembra essere stata del tutto superata. Resta però il fatto, come ricorda pensionioggi.it, che ancora non è possibile usufruire del cumulo contributivo gratuito qualora si voglia accedere a Opzione donna o all’ottava salvaguardia degli esodati. Si tratta di un’evidente ingiustizia, cui non è stato posto rimedio in un anno e mezzo circa da quando la misura è stata introdotta nella Legge di bilancio 2017. Anche alcuni parlamentari, specie appartenenti alla commissione Lavoro della Camera, avevano fatto presente come sarebbe stato importante intervenire in materia. In alcuni casi, però, i loro tentativi di sanare la situazione sono andati a vuoto. Il nuovo Parlamento e il nuovo Governo, quando sarà formato, interverranno sul tema?

LE PRIORITÀ DEL GOVERNO SECONDO GLI ITALIANI

Riforma delle pensioni e taglio di quelle d’oro sembrano essere molto importanti per gli italiani. Secondo quanto riporta un sondaggio Swg, infatti, tra le priorità per il prossimo governo il taglio della maxi pensioni viene indicato nel 25% dei casi, mentre l’abolizione della Legge Fornero dal 21%. C’è da dire che davanti a queste misure troviamo la riduzione della pressione fiscale (34%), incentivi per l’avviamento al lavoro di giovani e adulti (34%), il dimezzamento degli stipendi ai parlamentari (29%) e il blocco dei flussi migratori (25%). Se sommassimo tuttavia le due voci relative alle pensioni, queste balzerebbero al primo posto. Un’indicazione importante anche in virtù del tentativo di arrivare alla formazione di una maggioranza politica in grado di esprimere un Governo. Di certo se ne terrà conto.

FEDERMANAGER E IL RICORSO ALLA CEDU SUL BONUS POLETTI

Federmanager ha deciso che informare i propri associati pensionati che, rispetto alla mancata rivalutazione degli assegni dopo la sentenza della Corte Costituzionale favorevole al bonus Poletti l’unica strada percorribile è quella “di un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo anche se non possiamo sottacere e ribadire che, alla luce del completamento degli approfondimenti effettuati con lo Studio legale Orrick, uno dei più autorevoli presenti nel nostro Paese, il percorso in Europa (in assenza di precedenti agevolmente riconducibili al nostro caso) presenta oggettivi margini di incertezza, sia sul piano procedurale che in termini di accoglimento del ricorso stesso”. Federmanager terrà quindi diversi incontri sul territorio, come quello in programma a Catania di cui dà notizia lavalledeitempli.it, proprio per dare maggiori informazioni su modi e tempi del ricorso.

REQUISITI PENSIONISTICI INPS E CISL

Con una circolare l’Inps ha ricordato i nuovi requisiti pensionistici che scatteranno dal 2019. E Ignazio Ganga, Segretario Confederale della Cisl, ha evidenziato che grazie al confronto tra Governo e sindacati il meccanismo con cui si calcola la variazione dell’aspettativa di vita è stato reso più equo, anche perché è stato posto un tetto di 3 mesi ai futuri aumenti (quello che scatteranno dal prossimo 1° gennaio è pari a 5 mesi). Vincenzo Albanese, Segretario Generale della Fnp-Cisl della Val d’Aosta ha anche ricordato che per le 15 categorie di lavori gravosi è previsto il blocco dell’aumento dei requisiti pensionistici. Secondo quanto riporta aostacronaca.it, dai sindacalisti è arrivato anche un messaggio circa la necessità di far cominciare i lavori della commissioni tecniche sui lavori gravosi e la separazione tra spesa assistenziale e previdenziale previste dalla Legge di bilancio.

LA RICHIESTA DI RAFFORZAMENTO DEI FONDI PENSIONE

Tommaso Corcos, presidente di Assogestioni e numero uno di Eurizon Sgr, ha ricordato che nel nostro Paese la tassazione dei fondi pensione è relativamente più favorevole rispetto ad altre soluzioni finanziarie, ma tuttavia non è, come in altri paesi, incentivante, visto che altrove la fase di accumulo è esentasse. “Il rafforzamento dei fondi pensione non è solo una questione di welfare per le famiglie, farebbe bene al nostro sistema nazionale e all’Europa”, ha detto  in un’intervista a L’Economia, l’inserto settimanale del Corriere della Sera, facendo quindi capire che dato che è un investitore di lunghissimo periodo, il fondo pensione “può impegnarsi anche su asset illiquidi e infrastrutturali che invece non sono adatti ai fondi classici e anche ai Pir”. Dunque bisognerebbe cambiare qualcosa nelle regole fiscali riguardanti il settore dei fondi pensione.

LA LETTERA DI FALOMI A FICO E CASTELLATI 

L’Associazione degli ex parlamentari, nella persona del suo Presidente Antonello Falomi, ha scritto una lettera a Roberto Fico ed Elisabetta Castellati, Presidenti di Camera e Senato, per chiedere un confronto sul tema degli interventi che si paventano sui vitalizi in essere. Pur condividendo la necessità di contenere i costi della politica, l’Associazione vuole poter avviare un confronto con i rappresentanti delle due camere anche per evitare che, come avvenuto nella scorsa legislatura, non ci siano decisioni comuni. Nella lettera, secondo quanto riportato dall’Agi, si fa anche riferimento al fatto che le eventuali misure sui vitalizi dovranno essere rispettose della Costituzione e dunque si potrà arrivare al massimo a un contributo di solidarietà, “nel rispetto dei principi di legittimo affidamento, di ragionevolezza, di proporzionalità e di non reiterabilità”.

“Anche i regolamenti vigenti di Camera e Senato in materia previdenziale hanno rispettato questo principio”, sottolineano gli ex parlamentari. I quali fanno in sostanza capire di essere disponibili al dialogo, purché si seguano delle strade precise che evitino poi i loro eventuali ricorsi. Anche perché, dal loro punto di vista, “uscire dai binari della legalità costituzionale significa creare, inoltre, un pericoloso precedente che mette a rischio lo Stato di diritto e apre la strada al taglio delle pensioni in essere degli italiani”. Quanto al ricalcolo con il sistema contributivo delle loro pensioni, Falomi ricorda che “l’applicazione retroattiva del metodo contributivo ai vitalizi degli ex parlamentari obbligherebbe alla restituzione delle tasse, da loro pagate, sui contributi previdenziali”.

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