Riforma pensioni/ Padoin contro Lega e Movimento 5 Stelle (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, ultimissime. Padoin contro Lega e Movimento 5 Stelle. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 5 aprile

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PADOIN CONTRO LEGA E M5S

Lega e Movimento 5 Stelle sembrano essere concordi su abolizione della Legge Fornero, riforma delle pensioni d’oro e taglio dei vitalizi. Lo evidenzia Paolo Padoin sulle pagine di firenzepost.it. Dal su punto di vista, tuttavia, “il prossimo governo non deve continuare a tartassare i soliti noti (lavoratori dipendenti e pensionati)”, perché “altre sono le categorie (grande industria, banche, alta finanza), protette e favorite dai vari governi recenti (Renzi, Monti ecc..), alle quali debbono essere chiesti sacrifici”. “I pensionati con queste ultime riforme e con le vergognose sentenze della Consulta hanno già perso il 15-20% del loro potere d’acquisto. Basta sacrifici, hanno già dato abbastanza”, è quanto segnala l’ex Prefetto di Firenze, invitando quindi i partiti ad abbandonare l’idea di toccare le pensioni in essere.

L’APPELLO DI DAMIANO AL PD PER CONTRASTARE LEGA E M5S

Da Cesare Damiano arriva un invito al suo stesso partito, il Pd. L’ex ministro del Lavoro ritiene infatti che anziché dividersi tra chi vuole andare al Governo e chi all’opposizione converrebbe “capovolgere l’approccio e partire dai contenuti che, per noi, fanno la differenza”. Dal suo punto di vista occorre quindi sfidare i partiti che hanno “vinto” le elezioni “con le nostre proposte perché non basta dire soltanto che ‘tocca a loro’. Tra poco questo ritornello mostrerà la corda perché i cittadini vorranno sapere che cosa ne pensiamo sui singoli argomenti”. E ha quindi fatto un esempio, riguardante le pensioni: “Essendo estremistica la posizione che vorrebbe abolire la ‘legge Fornero’, e questo lo sanno il Movimento 5 Stelle e la Lega, non possiamo esimerci dal proporre anche noi nuove correzioni, dopo quelle fatte nella scorsa legislatura dal Pd e che hanno consentito di restituire 20 miliardi di euro ai pensionati”.

ELSA FORNERO DIFENDE LA SUA LEGGE SUL FT

Il Financial Times ha dedicato un articolo alla Legge Fornero che potrebbe essere rivista in Italia, dando anche voce alla stessa autrice della riforma delle pensioni del 2011. Elsa Fornero, come riporta finanza.com, ha ricordato che !quella riforma non è avvenuta in condizioni normali. Volevamo impedire che nel corso dell’asta di titoli di debito non si presentasse nessuno. Ma lo scopo non è stato solo quello di risparmiare soldi e tagliare la spesa. Il punto era fare in modo che i cittadini comprendessero che le loro pensioni dipendono dai contributi che pagano e non dalla generosità dei politici”. Il quotidiano della City ha sentito anche Tito Boeri, secondo cui una revisione della Legge Fornero avrebbe costi non solo economicamente alti, ma anche in termini di credibilità internazionale dell’Italia. Alberto Bagnai ha però ricordato che “il duo Monti-Fornero ha provocato un double-dip del Pil italiano”, in quanto non hanno considerato “l’impatto dei tagli alle pensioni sulla domanda”.

ESODATI, NUOVO APPELLO AL GOVERNO CHE VERRÀ

La trasmissione “Legge o Giustizia”, condotta da Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus, ha dato ancora spazio a uno dei 6.000 esodati rimasti esclusi anche dall’ottava salvaguardia. Angelo Castagna, questo il nome dell’esodato, ha evidenziato come purtroppo per gli esclusi nessuno stia facendo nulla per rimuovere dei vincoli e dei paletti che ne hanno impedito l’accesso a uno degli otto provvedimenti di salvaguardia approvati dalla Legge Fornero a oggi. “Il nuovo Governo, come primo atto, dovrebbe fare un Decreto per sanare questa situazione”, ha quindi detto Castagna, sottolineando che non è da escludere qualche gesto disperato da parte di uno dei 6.000 esodati esclusi, visto che, rimasti senza lavoro, devono attendere ancora per poter accedere alla pensione. Nel suo caso specifico, fino al 2023, dopo aver lasciato il lavoro nel 2010.

I RISCHI NEL TAGLIO DEI VITALIZI

Bisogna stare attenti a come si tagliano i vitalizi. È quanto segnala Raffaele Marmo sul Quotidiano Nazionale, evidenziando come il Movimento 5 Stelle probabilmente riuscirà a portare avanti la sua battaglia contro i costi della politica, anche se con un risvolto pericoloso. Infatti se “intervenire sugli eccessi era e rimane un atto doveroso. Tanto più dopo un decennio di feroce crisi economica che ha straziato famiglie e comunità. Il problema della retroattività dei tagli, però, pone ugualmente un tema di democrazia e di civiltà giuridica: come ogni forma di operazione che incida su patti pregressi”. Secondo Marmo, quindi, “per evitare che a un’ingiustizia si reagisca con un’altra ingiustizia, servirebbe equilibrio. E gradualità. Da tutte le parti in causa: compresi gli ex parlamentari e le loro associazioni”.

LE PAROLE DI ALBERTO BRAMBILLA SULLA LEGGE FORNERO

Con un intervento su L’Economia, l’inserto settimanale de Il Corriere della Sera, Alberto Brambilla ricorda che subito dopo le elezioni del 4 marzo sono arrivate diverse voci, dall’estero, a evidenziare la necessità di non toccare la Legge Fornero. Per l’ex sottosegretario al Welfare è giusto però chiedersi se la riforma delle pensioni del 2011 abbia o meno funzionato. Dal punto di vista dei conti la risposta è affermativa, ma, dato che sono stati frequenti i ritocchi negli anni successivi, forse c’è qualcosa che non va nella Legge Fornero. Dal suo punto di vista c’è una parte che non va toccata ed è quella che “recepisce i contenuti di precedenti interventi previdenziali inclusi quelli dell’ultimo Governo Berlusconi”. Il riferimento è all’aggancio dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita e la revisione triennale dei coefficienti di trasformazione.

C’è però una seconda parte della Legge Fornero che ha irrigidito il sistema: l’innalzamento repentino dell’età pensionabile per tutti; l’eliminazione della pensione di anzianità con il requisito di 40 anni di contributi; l’indicizzazione dell’anzianità contributiva alla speranza di vita. “Di questo passo tra pochi anni occorrerà avere 45 anni di anzianità contributiva, requisito che non è richiesto da nessun sistema pensionistico Ocse, come del resto i 67 anni di età”, scrive Brambilla, che ricorda anche che la spesa Ivs (invalidità, vecchiaia e superstiti) per le pensioni sia inferiore al 14% del Pil, dunque nella media Ue. Dal suo punto di vista si può quindi introdurre “un minimo di flessibilità in uscita peraltro con proposte che hanno costi contenuti”.

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