RIFORMA PENSIONI 2018/ Di Maio: quota 100 si farà (ultime notizie)

Riforma pensioni, ultime notizie. Lucio Malan evidenzia i limiti dell’azione del Governo Conte. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali

29.06.2018 - Lorenzo Torrisi
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Luigi Di Maio (Lapresse)

DI MAIO: QUOTA 100 SI FARÀ

Luigi Di Maio è intervenuto oggi al Festival del lavoro, parlando anche di riforma delle pensioni. Il ministro del Lavoro ha confermato che l’intenzione del Governo è quella di introdurre Quota 100, che potrà essere anche utile per favorire un turnover di cui la Pubblica amministrazione ha un certo bisogno. Quindi questo provvedimento aiuterà anche i giovani ad avere più opportunità occupazionali. Di Maio ha anche ricordato che a breve, dopo il provvedimento riguardante i vitalizi degli ex parlamentari, ci sarà un intervento sulle cosiddette pensioni d’oro. Quanto alle necessarie coperture economiche per gli interventi di riforma delle pensioni, il ministro ha spiegato che l’atteggiamento avuto dall’Italia in Europa sui migranti è stato l’antipasto di quello che terrà sulle questioni economiche.

DAL GOVERNO PROMESSE IMPOSSIBILI?

Continua a far discutere l’annuncio dell’intervento sui vitalizi degli ex parlamentari. Lucio Malan, in una nota, prende le difese della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, ricordando che ha chiesto solamente che il provvedimento sia abbastanza solido da non essere rovesciato da un ricorso e che eviti di essere esteso ai comuni pensionati. “Chi attacca la presidente Casellati vuole forse una riforma-spot, buona per un po’ di propaganda, ma che non cambia nulla perché sarà smontata dai ricorsi? Oppure si prepara ad usare lo stesso metro per i comuni pensionati e ricavarne qualche decina di miliardi per i provvedimenti di bandiera come il reddito di cittadinanza?”, chiede il vice capogruppo vicario di Forza Italia al Senato. Malan spiega anche di avere l’impressione “che gli esponenti del M5S siano alla ricerca di ogni pretesto per attirare l’attenzione su questo provvedimento, per far dimenticare ai loro elettori le promesse sulle pensioni, sul reddito di cittadinanza, l’aumento dei fondi per sanità, scuola, ricerca, enti locali e centro altre cose dal costo di decine di miliardi che non hanno la minima idea di dove trovarli”.

DAMIANO: SÌ A QUOTA 100, MA DA 63 ANNI

Cesare Damiano manda un chiaro messaggio alla Bce, ricordando che già dalla scorsa legislatura è stato avviato un graduale superamento della Legge Fornero. “Reintrodurre le Quote (non dai 64 anni di età come propone Di Maio, ma dai 63 anni come proponiamo noi) e la pensione di anzianità con 41 anni di contributi, è un obiettivo che abbiamo sempre perseguito, e in parte realizzato, ma per il quale non c’erano tutte le risorse necessarie per raggiungere il traguardo al 100%. Su questa bisogna continuare, ma andando nella direzione giusta”, spiega l’ex ministro del Lavoro, secondo cui “eliminare l’Ape sociale sarebbe un grave errore che punirebbe in particolare chi svolge lavori gravosi, le lavoratrici, i disoccupati e chi convive con un portatore di handicap. In sostanza, le categorie più deboli che avrebbero soli svantaggi da una Quota 100 che parte dall’età di 64 anni”.

ATTESA PER QUOTA 100 E QUOTA 41

Tardano ad arrivare novità sulla riforma delle pensioni che facciano intravvedere la possibilità di introdurre delle modifiche all’attuale sistema. Questo significa che nel 2019 scatterà l’aumento dei requisiti pensionistici che porterà a 67 anni l’età pensionabile. In alternativa sarà possibile andare in quiescenza con un’anzianità contributiva di 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne, sempre che non si scelga la strada dell’Anticipo pensionistico. A cambiare la situazione potrebbe essere il varo di Quota 100 e Quota 41, più volte annunciato dagli esponenti del Governo Lega-M5s. Resta da capire se nella Legge di bilancio ci sarà effettivamente spazio per inserire questi provvedimenti che hanno comunque un costo. Inoltre, per molti possibile beneficiari resta importante capire quali saranno le condizioni poste per poter andare in pensione.

RIFORMA PENSIONI, LE CRITICHE A DI MAIO DI DAMIANO E NANNICINI

Luigi Di Maio ha già fatto sapere che dopo quello sui vitalizi degli ex parlamentari il Movimento 5 Stelle, insieme agli alleati di Governo della Lega, intende mettere a punto un provvedimento sulle cosiddette pensioni d’oro. Un provvedimento che viene però già criticato dal Partito democratico. L’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano dice infatti di essere d’accordo “sull’obiettivo, ma non sul ricalcolo delle pensioni in essere, perché si introduce un principio molto pericoloso che, una volta sdoganato, potrebbe estendersi in futuro ad altri lavoratori, anche a quelli che le pensioni d’oro non ce l’hanno”. Dal suo punto di vista, poi, “questo taglio annunciato diventa pura propaganda se con la flat tax a questi stessi pensionati ricchi si restituisse un vantaggio fiscale, che vale 4 volte tanto il taglio”.

Tommaso Nannicini, ex consigliere economico del Governo Renzi, ora senatore del Pd, evidenzia invece che il taglio degli assegni più alti non garantirebbe un risparmio di risorse pubbliche tanto importante da poter garantire un sostanzioso aumento delle pensioni minime, come invece il ministro Di Maio ha detto. “Quali pensioni basse si vuole aumentare, quelle assistenziali o di natura previdenziale?”, chiede Nannicini, ricordando che gli assegni sotto i 1.000 euro sono già stati aumentati dal governo Renzi attraverso l’ampliamento della quattordicesima, “dando di più a chi ha versato più contributi. Basta prese in giro sulla pelle degli italiani, il Ministro dica una volta per tutte cosa intende fare e con quali risorse”.

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