RIFORMA PENSIONI 2018/ Flessibilità a 62 anni e Quota 41, la Cgil non molla (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni 2018, ultime notizie. Flessibilità a 62 anni e Quota 41, la Cgil non molla. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali

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RIFORMA PENSIONI, IL RILANCIO DELLA CGIL

Sul suo profilo Facebook, Roberto Ghiselli ha condiviso un manifesto della Cgil riguardante le richieste di risposte concrete in tema di riforma delle pensioni. Al Governo e al Parlamento vengono chiesti interventi per varare Quota 41 senza vincoli, ampliare la flessibilità per poter andare in pensione già a 62 anni, introdurre la pensione di garanzia per i giovani, prorogare Opzione donna e valorizzare il lavoro di cura delle donne, superare il meccanismo che lega i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, riconoscere in maniera più estesa ed efficace la diversa gravosità dei lavoratori, separare la spesa previdenziale da quella assistenziale, rafforzare la previdenza complementare, tutelare il potere d’acquisto delle pensioni in essere. Perché si possano raggiungere questi obiettivi, la Cgil chiede che venga riaperto il confronto tra Governo e sindacati sulla previdenza.

QUOTA 41, IL MALUMORE DEI PRECOCI

La Cgil chiede al Governo di riaprire il tavolo di confronto sulla riforma delle pensioni che era stato avviato nella scorsa legislatura. Tra i lavoratori precoci c’è però chi si chiede dove fosse il sindacato di Susanna Camusso mentre veniva approvata la Legge Fornero che ora viene contestata anche dall’organizzazione di corso d’Italia. Non manca anche qualcuno convinto che l’obiettivo della Cgil sia quello di danneggiare il Governo Conte cercando di farlo cadere in modo da poter mantenere intatti i privilegi dei sindacati. C’è anche chi critica il Governo, perché intenzionato ad approvare la Quota 100, mentre non parla più della Quota 41, che invece è quel che i lavoratori precoci chiedono da tempo e che Lega e M5s avevano promesso in campagna elettorale.

COTTARELLI ANCORA CONTRO IL GOVERNO

Carlo Cottarelli commenta un articolo di Gianfranco Polillo, che è stato sottosegretario al Tesoro nel Governo Monti, sulle pagine di Business Insider Italia. E non risparmia critiche a quella che sembra essere la strategia dell’attuale esecutivo, “secondo cui un aumento del deficit porterebbe a una riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil (e magari anche a risorse per finanziare flat tax, reddito di cittadinanza e controriforma delle pensioni)”. In altre occasioni l’ex commissario alla spending review aveva criticato le misure economiche contenute nel contratto di Governo e anche l’ipotesi di smontare la Legge Fornero, mediante l’introduzione della Quota 100 e di Quota 41. Interventi che, secondo quanto si legge nelle ultime settimane, potrebbero non entrare nella prossima Legge di bilancio o quanto meno non insieme.

VITALIZI, ANCHE LA SICILIA PENSA AL TAGLIO

Il taglio dei vitalizi alla Camera è stato già approvato e al Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha fatto capire che intende acquisire “qualificati pareri” prima di sottoporre al voto dell’aula un analogo provvedimento. La Regione Siciliana non vuole essere da meno e l’ufficio di presidenza dell’Assemblea, come spiega Il Gazzettino di Sicilia, “ha dato mandato agli uffici dell’Assemblea Regionale Siciliana di approfondire la questione entro settembre. Dopo questi studi si aprirà il dibattito e si procederà alla votazione”. A presentare la proposta è stato il deputato M5s Giancarlo Cancelleri, che già durante la campagna elettorale che ha preceduto il voto in Sicilia aveva fatto del taglio dei vitalizi uno dei temi principali del suo programma. Nonostante abbia perso in quell’occasione, il provvedimento potrebbe comunque essere approvato.

RIFORMA PENSIONI, LA NONA SALVAGUARDIA DEGLI ESODATI

Gli esodati non mollano e continuano a lottare per far sì che venga approvata una nona salvaguardia in grado di comprendere i circa 6.000 ancora esclusi e che, in molti casi, non hanno più una fonte di reddito su cui far affidamento e hanno di fronte a loro anni di attesa prima di poter arrivare alla pensione. Paolo Papa ha raccontato, in diretta su Radio Cusano Campus, nel corso della trasmissione “Legge o giustizia” degli incontri avuti con diversi esponenti politici, specie dell’attuale maggioranza, e persino con il Presidente della Camera Roberto Fico. Sembra esserci una disponibilità a portare avanti le istanze degli esodati, ma c’è un problema difficile da sormontare per le forze politiche. Quello di cui parla Luigi Metassi, del Comitato esodati licenziati e cessati, in un post sul suo blog ilvolodellafenice.net: “Alla guida dei ministeri chiave, quelli ai quali l’articolo 81 della Costituzione affida l’ultima parola in tema di vincoli di spesa, non c’è alcuna disponibilità a derogare dalle politiche ‘lacrime e sangue’ che tanto hanno già inciso sulla qualità della vita del Paese”.

Difficile pensare si possano fare i grandi interventi di riforma delle pensioni sbandierati in campagna elettorale, come l’introduzione di Quota 100 o Quota 41. Si potrebbe però puntare a piccoli aggiustamenti che richiedono poche risorse o per i quali in parte dei risparmi esistono già. Come appunto è il caso della nona salvaguardia degli esodati. Dunque i partiti al Governo hanno una grande occasione: varare questo intervento, prima della Legge di bilancio, così da non perdere la fiducia dei cittadini. Vedremo se coglieranno tale occasione.

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