RIFORMA PENSIONI/ Il blackout pronto a “stangare” gli italiani

Continua a far discutere la proposta presentata da Lega e Movimento 5 Stelle sulle pensioni superiori agli 80.000 euro lordi l’anno. Il commento di MARIO CARDARELLI

15.08.2018 - Mario Cardarelli
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Riforma pensioni 2018, Lapresse

Caro direttore, ho letto con piacere l’acuto e analitico articolo di Giuliano Cazzola di ieri, che segue quello altrettanto significativo della settimana scorsa. Come semplice lettore, dopo aver letto anche quanto scritto da Di Maio su Facebook, deduco che il Paese è in mano a dilettanti, peraltro arroganti e ignoranti: tre non qualità che seppelliscono quell’umiltà e quella fatica di studio e di ascolto non elettorale che servono nel servizio al Paese. In questo confortato da decine d’interventi autorevoli pubblicati ovunque registro una forte e grande preoccupazione. 

Come persona (@Cardarellimario) impegnata in politica e portavoce di Popolari & Progressisti (@Popolari_p) ritengo che questo dilettantismo, colorato anche dalle performance di Salvini, stia tracimando pericolosamente nel Paese. Ciò avviene senza accorgersene (diamolo per buono e per vero, ma ugualmente grave per chi fa politica), preparando un terreno da “pensiero unico” di sovietica o fascista o filosoficamente di rousseauniana (ma guarda un po’…) memoria, a piacere. Sono situazioni chiare perché esposte dalle caratteristiche di confronto adottate, dove non si dovrebbe perseguire come risultato sociale, né lo scontro per la crescita dell’iniquità laddove si vuole combatterla, né lo spargimento di sale proprio su quel terreno su cui nasce qualunque patto sociale.

Gli esempi sono molti. I campi in cui questo emerge, pure. Dal tema più o meno ampio delle pensioni, a quello del lavoro, a quello dell’accoglienza e della sicurezza. Ma limitiamoci alle pensioni su cui negli ultimi articoli abbiamo dibattuto ampiamente senza prima porci una domanda. Ma Boeri, noto gran parlatore e inquisitore nonché propugnatore di equità, perché in questi giorni tace? Perché sparisce il ricalcolo contributivo,  da lui propugnato e sul quale avevamo mosso le nostre critiche? Grazie allora! Abbiamo avuto ragione. Perché un ddl cofirmato 5Stelle e Lega produce errori da forzatura, politica, della metodologia del coefficiente di trasformazione correlato a un ricalcolo a passo corrente dell’aspettativa/speranza di vita retroattivamente applicato a quarant’anni prima? 

Si tratta di guasti e iniquità, con in primis la produzione di insanabili contraddizioni nel quadro giuridico in materia e pericolosi risvolti ravvisabili nella relazione di accompagno. Sì, perché la relazione di accompagno nel trattare sinteticamente il tema sul quale si sono esercitati invece con dovizia i media (@sole24ore e @repubblica, per esempio) svela le motivazioni  grimaldello verso la Consulta quasi scritte da bravi imbonitori cresciuti alla scuola (quella sì) della Pnl, cioè la Programmazione neuro linguistica.

Chiudo tornando a Cazzola che conclude con un “continuiamo a farci del male” cui legherei quanto dichiarato da Giancarlo Caselli, il cui contributo sulla riforma del processo penale è stato recepito nel nostro Appello ai Liberi e Forti. Ora non è tempo di continuare a farsi del male, bensì di avviare una Campagna di Autunno per evitare guasti crescenti e non misurabili. Una proposta per riformare la Legge Fornero noi l’abbiamo fatta e scritta su questa testata. La stessa Elsa Fornero ha riconosciuto la bontà dell’Ape volontaria che ha mutuato il nostro principio di flessibilità volontaria, anche se la formulazione giuridica e procedurale è stata resa (chissà perché) farraginosa e complicata. Gli stessi 5 Stelle inserirono in competizione con i Dem e il Governo lo stesso principio, ante programma elettorale (ma loro copiano e copiano male e poi cambiano per cercare di copiare altro che sembra meglio) e lo fecero votare on line. Poi il blackout, un brutto blackout se i risultati sono quelli attuali. 

In definitiva finirà forse che matureremo una legge di iniziativa popolare sulle pensioni? Forse sì. Vedremo. Servono 50mila firme per attivare il percorso previsto dalla Costituzione. La partecipazione al confronto per la stesura è libera. L’importante è lavorare bene e non da dilettanti per il Paese, al fine anche di evitarne l’impoverimento a tutto tondo e di frenare qualsiasi progetto coperto, verso questo obiettivo.



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