Riforma Pensioni 2018/ Ugl: “uscita a 41 anni di servizio, legge Fornero va superata” (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Riforma Pensioni 2018, ultime notizie: taglio pensioni d’oro, la proposta M5s e il “disegnino” di Di Maio “welfare sociale più equo”. Tutte le novità sulla legge Fornero e temi previdenziali

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Luigi Di Maio (Lapresse)

Paolo Capone, Segretario Generale della UGL, ha voluto ricordare come il suo sindacato non da oggi sul tema pensioni riflette l’intenzione comunque confermata anche dal nuovo governo di dover “superare la riforma Fornero”, esattamente come impostato dalla linea Cgil rimanendo sul fronte delle sigle nazionali (la Cisl invece è più “accorta” e rimane sul chi va là rispetto alle proposte del Governo per rivoluzionare la legge Fornero). «La manovra 2019 sarà decisiva per il tema pensioni, da sempre una polveriera sociale che, in particolare, a causa della Riforma Fornero ha messo in ginocchio i giovani, osteggiando, di fatto, il loro ingresso nel mondo del lavoro. Per questo, deve essere modificata. Intanto, il bilancio delle pensioni è in rosso, quindi chiediamo al Governo di essere convocati al più presto per avere maggiori delucidazioni sui fondi da destinare alle due eventuali manovre: Quota 100 e Quota 41», scrive in una nota pubblica il Segretario, non prima di sottolineare «È fondamentale il ricambio generazionale che, al momento, è bloccato, per cui è opportuno che un lavoratore dopo 41 anni di servizio vada meritatamente a casa. Si continui, dunque, in tal senso con l’obiettivo di liberare posti per le nuove generazioni». 

GABANELLI: “INPS, PROFONDO ROSSO DA 38 MILIARDI”

Nel reportage “Data Room” sul Corriere della Sera, Milena Gabanelli illustra il grosso problema che nei prossimi anni potrebbero avere i pensionati italiani che oggi hanno attorno ai 40 anni: «a vedere il bilancio previsionale 2018 dell’Inps, nelle sue casse entreranno 227 miliardi di contributi (di cui 56 da dipendenti pubblici e 146 da dipendenti privati) e ne usciranno 265 in prestazioni», con un rosso evidente e molto semplice da calcolare da 38 miliardi. Secondo poi quanto “ipotizzato” dalla giornalista ex Report, il taglio pesantissimo che il Governo dovrà fare nei prossimi anni potrebbe comportare disagi non indifferenti ai futuri pensionati: «Secondo il Rapporto sullo Stato sociale 2011, un dipendente pubblico con 40 anni di contributi versati (di cui 18 entro il 1996) e 60 anni di età, poteva contare su un trattamento pari a circa il 100% dell’ ultimo stipendio; un lavoratore privato arrivava al 77%», spiega ancora la Gabanelli che conclude dicendo che nel 2036, «un soggetto con le stesse caratteristiche, avrà una pensione pari al 58% del salario». 

COTTARELLI, “REVISIONE FORNERO È IRREALIZZABILE”

Scende in campo l’ex premier incaricato (durato una settimana) Carlo Cottarelli, noto economista ed ex commissario alla spending review: intervistato dal Corriere della Sera, illustra tutti i problemi e i dubbi che sorgono in merito al programma “base” stabilito dal Governo Lega-M5s su pensioni, reddito di cittadinanza e Flat Tax. «Il programma del governo gialloverde è irrealizzabile», stronca subito il professore della Cattolica di Milano che non crede al parallelo taglio delle tasse invocato da Di Maio anche negli scorsi giorni. «Se ci riescono tanto meglio, ma questa operazione si può fare se la si finanzia con taglio dal lato della spesa o delle agevolazioni fiscali. La Flat Tax da sola costa 50 miliardi», sottolinea ancora Cottarelli al collega Enrico Marro, «Le misure per superare la Fornero circa 8 miliardi, il reddito di cittadinanza altri 17 miliardi. In tutto parliamo di circa 75 miliardi di euro. Finanziare queste riforme strutturali ricorrendo a un aumento del deficit non avrebbe senso, perché significherebbe andare a chiedere prestiti a investitori che già pretendono interessi più alti sui nostri titoli di Stato. Insomma, se uno mi dice “ce ne freghiamo delle agenzie di rating e aumentiamo il deficit” poi mi deve spiegare dove trova chi ci presta i soldi».  

QUOTA 100 “SELETTIVA”: I DUE NODI DELLA MANOVRA

La Quota 100 è il piano base del Governo per la riforma delle pensioni, ma è tutt’altro che definita in vista delle prossime settimane tesissime per le discussioni sulla Manovra economica: come spiega bene questa mattina il Sole 24 ore, il nodo più importante di tutte riguarda l’effettiva entità delle risorse pubbliche da utilizzare “in deficit” oppure con coperture autonome per poter soddisfare i temi principali del Contratto Lega-M5s, con la rivoluzione della Legge Fornero che dopo il Reddito di Cittadinanza e la Flat Tax è il capitolo principale. Le opzioni principali sono due: «dare il via a quota 100 come ulteriore strumento per la gestione degli esuberi, rendendo modulabili il requisito anagrafico e quello contributivo e attivando un fondo unico o più fondi», spiega il Sole 24 ore. Oppure, seconda possibilità, rendere aperta l’uscita dal lavoro per una platea più ampia per alcune categorie di lavoratori, oppure vincoli rigidi come l’età non inferiore a 64 anni, i 2 anni di contribuzione figurativa oppure il ricalcolo contributivo (è nei fatti la proposta del leghista Brambilla, non particolarmente “supportato” dalla maggioranza grillina). Prima di qualsiasi discussione o divisione sul fronte politico, questa scelta tra le 2 opzioni è necessaria e quantopiù urgente per impostare l’intero lavoro del Ministero del Lavoro sul fronte pensionistico. 

PENSIONI D’ORO, LA PROPOSTA M5S

È come se la sfida a distanza tra Lega e Movimento 5 Stelle non passi (quasi) mai da uno scontro diretto, come giusto che sia in una coalizione di Governo: eppure sul fronte pensioni d’oro, la proposta grillina del Ministro Di Maio – ribadita ancora ieri tramite un “disegnino-grafico” su tutti i canali social e media del Movimento – è distante se non “anni luce” quantomeno diverse “esperienze” dell’elettorato leghista. Borghi e Brambilla, sempre piuttosto restii ad accettare la proposta di legge a firma Francesco D’Uva, ancora devono battere un colpo in merito all’ultima mossa avanzata ieri dal M5s, con appunto quel “disegnino” che sa molto di ironia anti-stampa ma suona anche come un avvertimento al compagno di Governo: «noi andiamo avanti, chi è contro è contro il Contratto di Governo», parrebbero dire i sottotraccia del messaggio di Di Maio. «Per quelli che ancora fanno finta di non aver capito come funziona la nostra legge che abolisce le pensioni d’oro senza aver versato i contributi, abbiamo fatto il disegnino. Ora sono sicuro che lo capirà chiunque, compresi i giornalisti de La Repubblica e il Giornale che la smetteranno di scrivere fake news. Dite che lo faranno?», ha scritto Di Maio ieri pomeriggio, subito seguito a ruota da tutti i colonnelli M5s che hanno rilanciato il post. Il commento più interessante arriva da Emilio Carelli che su Twitter scrive «agliare le #pensioni d’oro che non corrispondono ai contributi versati, significa aumentare le pensioni minime ridando dignità a chi ha difficoltà economiche. Il #GovernoDelCambiamento vuole garantire un concetto di #welfare superiore che dia più equità sociale ai cittadini».

QUI LA CRONACA DELLA GIORNATA DI IERI

RIFORMA PENSIONI, LEGGE FORNERO: CISL, “CORRETTIVI DEI SINDACATI SONO SERVITI”

L’azione dei sindacati sul fronte pensionistico, secondo Annamaria Furlan (Cisl), non è solo di “critica” feroce ma anche di piani continui di correttivi per portare ad una migliore risoluzione dell’immane problema previdenziale che attanaglia non solo il nostro Paese. Dal convegno Pd in Toscana di questi giorni, la segretaria generale Cisl spiega come «non vi è dubbio alcuno che la riforma pensioni va rivista e corretta», precisando poi subito dopo in merito a quanto finora fatto comunque dall’impegno dei sindacati. «Abbiamo portato un po’ di correttivi migliorativi come sindacato e siamo riusciti a portarli a casa bene. i 63 anni almeno per 15 categorie più disagiate, ma non basta». Secondo la Furlan infatti serve che il Governo faccia una proposta molto più chiara in merito a quale fine voglia far fare alla legge Fornero, «la proposta deve essere precisa, senza continue contraddizioni».

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