Riforma pensioni/ Elsa Fornero: Quota 100 lascia immutata la mia legge (ultime notizie)

Il Governo ha approvato il decreto relativo alla riforma delle pensioni con Quota 100. Secondo Elsa Fornero, la sua legge resta immutata

17.01.2019, agg. il 18.01.2019 alle 09:12 - Lorenzo Torrisi
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ELSA FORNERO SU QUOTA 100

Il Governo ha finalmente approvato il decreto sulla riforma delle pensioni, ma già ieri Elsa Fornero, in un’intervista a La Stampa, aveva spiegato che Quota 100 non cancella affatto la legge che porta il suo nome, “ma è un provvedimento che contiene molta propaganda, come tutte le misure di questo governo; che sostanzialmente lascia immutata la legge, perché non la cancella ma neanche la modifica in alcune sue parti sostanziali”. Per l’ex ministro del Lavoro, Quota 100 dà “un vantaggio ad alcune coorti di lavoratori, con un’ottica elettoralistica. E c’è anche un bel paradosso, a ben vedere. Come noto, se le persone troveranno non conveniente uscire con quota 100, la spesa sarà minore, e Salvini dirà che comunque per lui è stato un successo. Ma la maggiore o minore convenienza dipende dall’adozione del metodo contributivo, a partire dal primo gennaio 2012. Se si versano contributi più a lungo, si va in pensione più anziani; se vai via prima, la pensione sarà più bassa”. Probabilmente il leader della Lega non darà troppo peso ai rilievi mossi dalla Fornero.

LE PAROLE DI PROIETTI

Manca poco all’inizio del Consiglio dei ministri che dovrebbe varare il decreto sulla riforma delle pensioni e sul reddito di cittadinanza. Domenico Proietti ritiene che Quota 100 sia “un passo importante al fine di garantire una flessibilità di accesso alla pensione, risponde alle esigenze dei lavoratori del nord e del settore pubblico, ma meno a quelle dei lavoratori del centro-sud dove i 38 anni di contribuzione si raggiungono con più difficoltà, ed è del tutto insufficiente per le donne”. Secondo il Segretario confederale della Uil, occorre “assicurare che 41 anni di contribuzione sono sufficienti per l’uscita dal mondo del lavoro e valorizzare ai fini contributivi il lavoro di cura delle donne e la maternità. Inoltre, è essenziale prevedere meccanismi in grado di tutelare le future pensioni dei giovani”. Dal suo punto di vista, poi, “il decreto Legge deve anche contenere la proroga dell’Ape sociale e opzione donna e completare la salvaguardia degli esodati”. Vedremo se quanto approvato dal Governo soddisferà le sue aspettative.

LA DELUSIONE DEGLI ESODATI

La trasmissione “Stasera Italia”, in onda su Rete 4, ieri ha dato spazio alla storia di Salvatore Bello, uno dei circa 6.000 esodati ancora privi di una salvaguardia. In studio era ospite Roberta Lombardi, che ha evidenziato come l’uomo, non appena entrerà in vigore il reddito di cittadinanza, potrà percepire un sussidio e un aiuto a ricollocarsi nel mercato del lavoro. Le parole della capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Regione Lazio hanno sollevato la protesta del Comitato esodati licenziati e cessati. La coordinatrice Elide Alboni ha scritto un post sulla pagina Facebook del comitato in cui si legge: “Come Comitato che segue gli esodati da 6 anni siamo sdegnati. Si tradisce per la seconda volta un cittadino provato da un Danno Spaventoso come un furto di Stato subito a fine 2011? Sovvertono un diritto previdenziale con un provvedimento x loro iniquo assistenziale? Gente che ha lavorato una vita risolverebbero con un rdc? Vergognoso davvero”. Alboni ricorda anche che il Governo avrebbe l’opportunità di sanare una grave ingiustizia risolvendo “un furto di Stato verso persone massacrate da 7 anni”, ma a quanto pare non sembra intenzionato a farlo.

OGGI IL VIA LIBERA AL DECRETO

Il vertice di governo si è concluso ed è arrivata la conferma che nel Consiglio dei ministri convocato per le ore 18:00 ci sarà la discussione e approvazione del decreto relativo alla riforma delle pensioni con Quota 100 e al reddito di cittadinanza. I testi sono pronti e c’è stata anche la “bollinatura” della Ragioneria generale dello Stato, ha fatto sapere il sottosegretario Durigon. Verrà quindi varata anche la pensione di cittadinanza, sulla quale l’Inac, il patronato della Cia, evidenzia che “garantirebbe, a persone che non hanno versato un solo euro di contributi, assegni di importi superiore a quelli destinati agli agricoltori”. La maggior parte dei quali non potrà accedere alla pensione di cittadinanza perché magari è proprietaria di un terreno il cui valore fa superare il tetto stabilito dai requisiti per l’accesso ala misura relativi al patrimonio immobiliare. Come spiega il Presidente dell’Inac, Antonio Barile, il rischio è quindi che “chi ha lavorato una vita in agricoltura, versando i regolari contributi, rimarrà con una pensione al di sotto della soglia di povertà”.

IL RICHIAMO DEL FMI

Già in passato istituzioni internazionali si erano espresse contro una riforma della Legge Fornero in Italia. Il Fondo monetario internazionale torna a evidenziare le criticità che ci sarebbero nel nostro Paese con una riforma delle pensioni che cambiasse l’attuale sistema aumentandone la spesa, come del resto sta per avvenire con l’approvazione di Quota 100. L’istituzione di Washington, come riporta Rainews, ha infatti pubblicato uno studio relativo all’invecchiamento della popolazione, con le relative conseguenze sulla spesa pensionistica, evidenziando che già diversi paesi hanno adottato significative riforme delle pensioni negli ultimi anni, “ma ulteriori riforme potrebbero essere necessarie, per esempio la razionalizzazione del generoso mantenimento dei diritti acquisiti nelle riforme precedenti” in paesi come l’Italia e il Portogallo. Parole che per certi versi sembrano però promuovere l’operato del Governo, visto che sta andando a incidere sui diritti acquisiti di chi è già in pensione, come nel caso dei parlamentari.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI CAZZOLA

Non è ancora chiaro se sarà oggi o domani che il decreto relativo alla riforma delle pensioni con Quota 100 vedrà la luce. In ogni caso Giuliano Cazzola non ha dubbi: si tratta di una misura sbagliata, contro il lavoro. “I dati ci dicono che in realtà quelli che sono andati in pensione anticipata sono più di quelli che ci sono andati con la vecchiaia, quindi non è che la Fornero costringesse i lavoratori di andare in pensione all’età di Matusalemme”, ha detto l’ex deputato intervistato da Radio Cusano Campus. Secondo la sintesi dell’intervento riportata da urbanpost,it, Cazzola ha spiegato che la Legge Fornero ha aumentato l’età pensionabile soprattutto per le donne. Ma anche quota 100 è una norma maschilista perché trovare una donna che riesca a mettere insieme 38 anni di contributi è molto raro, soprattutto nel privato. Ciò detto c’è questa idea che lavorare fa male, per cui prima si esce e meglio è”.

Dal suo punto di vista è anche sbagliato pensare che Quota 100 possa contribuire ad aumentare l’occupazione giovanile. “Il meccanismo automatico che esce un lavoratore e ne entra un altro non c’è, bene che vada è un ricambio 1 a 1, ma è difficile che sia un ricambio 1 a 3”, ha evidenziato, dicendosi poi convinto che il provvedimento “produrrà dei guai sul versante dell’offerta di lavoro al settentrione perché quelli che se andranno saranno soprattutto lavoratori residenti al nord. Ci sarà più gente che esce rispetto a quella che entra, per un semplice dato demografico. Per quelli che usciranno non ci saranno fisicamente persone in egual misura che potrebbero entrare al loro posto e quindi alla fine arriveranno nuovi lavoratori stranieri”.

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