Contratti statali, due mini-aumenti nel 2019/ Ma per il rinnovo vero e proprio le risorse mancano ancora

Contratti statali, due mini-aumenti nel 2019, ma per il rinnovo vero e proprio le risorse mancano ancora. Le ultime notizie

03.01.2019 - Silvana Palazzo
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Due mini-aumenti per i dipendenti pubblici nel 2019, ma le risorse mancano ancora per il rinnovo dei contratti statali per il triennio appena cominciato. La manovra appena approvata ha stanziato 1,1 miliardi di euro per gli statali nel 2019, che salgono a 1,4 nel 2020 per arrivare a regime a circa 1,8 miliardi. Ma sono somme che riguardano solo la pubblica amministrazione centrale, quindi dovranno essere raddoppiate da Comuni e Regioni per i propri dipendenti. In attesa che parta il dialogo tra sindacati e Aran, l’Agenzia che tratta il rinnovo per il governo, da aprire i dipendenti pubblici riceveranno un’indennità di vacanza contrattuale dello 0,42%, cioè circa 8 euro al mese. Stando a quanto riportato da Il Messaggero, a luglio questo aumento salirà a circa 14 euro al mese. All’interno del fondo per il rinnovo sono stati “riservati” 250 milioni di euro per il mini bonus da circa 20 euro al mese garantito dall’ultimo rinnovo del contratto a tutti gli statali che hanno una retribuzione inferiore ad una determinata soglia. Tecnicamente si chiama “elemento perequativo” e sarebbe scaduto al 31 dicembre dello scorso anno senza finanziamento. Con la manovra, il governo lo paga fino a quando non sarà firmato il nuovo contratto che dovrà, tra le altre cose, risolvere la questione del riassorbimento della somma “temporanea”.

CONTRATTI STATALI, MANCANO ANCORA RISORSE PER IL RINNOVO

C’è una partita ancor più complessa che si giocherà nei prossimi mesi sul nuovo tavolo tra governo e Aran da una parte, e sindacati dall’altra. Con il governo Gentiloni c’è stato un aumento del 3,48%, quindi circa 85 euro lordi al mese. Ma con le risorse stanziate nell’ultima manovra, a regime non si arriverebbe neppure a 50 euro. Nel 2019 le risorse stanziate sarebbero sufficienti a garantire aumenti sui 32,60 euro fino ad arrivare a 48,90 euro per il 2021. Questo però, precisa Il Messaggero, al netto del fatto che alcune risorse sono state già “destinate” dal governo: 250 milioni per il mini-bonus, 310 milioni per l’indennità di vacanza contrattuale e 210 milioni per l’incremento delle risorse destinate a finanziare le “specificità” delle forze di polizia. L’aumento reale garantito con i fondi stanziati finora non supererebbe i 20 euro mensili, secondo alcuni sindacati come l’Unsa-Confsal. I soldi dovrebbero essere trovati con la prossima manovra, quella per il 2020, ma non sarà facile. Servirebbero altri 2,7-3 miliardi solo per le amministrazioni centrali e 5,4-6 per la pubblica amministrazione. Sono gli stessi soldi stanziati quest’anno per il Reddito di cittadinanza e più di quanto calcolato per il superamento della Legge Fornero con l’introduzione di Quota 100. Senza contare che bisognerà “sterilizzare” un aumento iva da 23 miliardi di euro…



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