UNIVERSITÀ E LAVORO/ Mirandola (Master Publitalia): ecco cosa chiedono oggi le aziende

Non solo competenze tecniche, le aziende oggi chiedono ai giovani soft skill e un po’ di esperienza, tramite uno stage o maturata all’estero

10.02.2019 - int. Roberto Mirandola
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Il Master Publitalia ha raggiunto quest’anno il traguardo della trentunesima edizione. L’illuminante colloquio con il Direttore della Didattica di questo Master, il dott. Roberto Mirandola, ha reso evidenti le ragioni di questo duraturo successo, tra le quali la capacità di rinnovarsi per intercettare costantemente i bisogni delle aziende tenendo sempre presente l’evoluzione dei giovani.

Come conciliare tradizione e innovazione?

Il tema dell’ascolto è fondamentale: da un lato l’ascolto degli studenti, attraverso le interviste per selezionare i partecipanti al Master, le quali ci permettono di incontrare più di 200 persone ogni anno e capire i bisogni dei giovani, e dall’altra l’ascolto delle aziende e delle loro esigenze. Il nostro Master nasce all’interno di Publitalia, la quale annovera numerosi clienti, con un tasso di rinnovamento del 20% ogni anno, quindi abbiamo molte possibilità di ricerca in questo senso. In base alle richieste che abbiamo rispetto alle tipologie di stage e posizioni, noi modifichiamo il programma della didattica dell’anno successivo o di quello in corso.

Quali sono le richieste più importanti che vede arrivare dalle aziende?

Le aziende in questo momento hanno un’ampia possibilità di scelta in quanto è il mercato a offrire molto. Esse cercano persone che non solo abbiano una media alta e le competenze tecniche, le cosiddette hard skill, che pur sono fondamentali, ma anche delle soft skill e un minimo di esperienza, perché spesso ci presentano casi concreti. Quindi, oltre a valutare i risultati conseguiti, cerchiamo innanzitutto persone che si siano cimentate in un’esperienza all’estero o in uno stage, che abbiano anche avuto esperienze in lavori di gruppo, e quando non è possibile, come può accadere, ad esempio, per gli studenti delle lauree triennali, prima del Master forniamo lezioni di team building per favorire la relazione tra i ragazzi. Ogni anno inoltre pensiamo e ritagliamo appositamente un percorso sulle soft skill dove i ragazzi hanno tante opportunità di incontrare professionisti che possano aiutarli a prepararsi per l’incontro con le aziende.

Dopo il Master che percentuale avete di assunzioni?

Già prima della fine del nostro Master riceviamo richieste da parte delle aziende per degli stage, anche perché gli stessi studenti perfezionano e aggiornano costantemente il proprio profilo professionale sui social. Alla fine del Master il 100% dei ragazzi inizia uno stage o addirittura inizia a lavorare con un contratto presso le aziende che hanno portato testimonianze e business case al nostro Master. Lo stage è un ottimo strumento per lo studente, per completare la propria formazione e anche per capire quale sia la scelta professionale migliore. È per questo motivo che durante la loro permanenza presso le società rimaniamo in contatto, sia con l’azienda che con lo studente, per capire appunto le opportunità che ha e, nel caso in cui non dovessero esserci, fornirgli un’attività di placement a suo sostegno. Andando a visionare la condizione dei ragazzi dai 6 ai 9 mesi dopo la fine dello stage, il 60% circa ha ottenuto un contratto, ad altri è stato rinnovato lo stage per altri 6 mesi e altri ancora sono stati assunti presso altre aziende.

Con quali criteri uno studente dovrebbe scegliere un master?

I criteri sono molteplici. Lo scorso anno abbiamo incontrato, come dicevo, più di 200 persone e il consiglio che diamo è quello di sperimentare, di non limitarsi a valutare in base alle brochure, ma fare benchmarking, anche prima di terminare l’università, prima di prendere la decisione. Chiedere ad amici, conoscenti, a coloro che hanno affrontato i master, che tipo di ambiente si trova, con quali aziende si entra in contatto, che tipo di didattica viene adottata, esperienziale, collaborativa o di altro tipo, o anche quali docenti insegnano.

(Luca Brambilla)

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