Quota 100 e Riforma pensioni/ La critica di Patrizia Toia (ultime notizie)

Il decreto relativo alla riforma delle pensioni con Quota 100 e il reddito di cittadinanza continua a far discutere, specialmente dopo le previsioni di crescita non entusiasmanti

07.02.2019, agg. il 08.02.2019 alle 10:26 - Lorenzo Torrisi
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LA CRITICA DI TOIA (PD)

Il decreto relativo alla riforma delle pensioni con Quota 100 e il reddito di cittadinanza continua a far discutere, specialmente dopo le previsioni di crescita non entusiasmanti per il nostro Paese. Secondo Patrizia Toia, “se teniamo conto della probabile manovra bis necessaria quest’anno e i 23 miliardi di clausole Iva che pendono sui conti pubblici è chiaro che non ci saranno né migliori pensioni né fantomatici redditi di cittadinanza per affrontare la prevedibile emergenza sociale che si sta preparando”. Secondo quanto riporta Adnkronos, la capo della delegazione del Pd al Parlamento europeo ha anche evidenziato che “sulle responsabilità i dati della Commissione europea sono senza appello: l’Italia è il fanalino di coda dell’intera Unione europea, non c’è rallentamento europeo o globale che tenga. Su numeri così evidenti non si può fare propaganda o incolpare i governi precedenti perché è solo l’Italia a fare una performance così scadente. Del resto le parole dei commissari europei di oggi, che accusano le scelte e le incertezze dell’attuale governo, sono perfettamente in linea con l’analisi del Fondo monetario internazionale”.

LE PROPOSTE DELLA UIL

La Uil si prepara a scendere in piazza sabato, ma Carmelo Barbagallo ci tiene a precisare che il sindacato considera la riforma delle pensioni con Quota 100 “un provvedimento utile nell’azione di modifica delle legge Fornero”. Tuttavia, non è ancora “sufficiente a risolvere, del tutto, la complessa questione. Saranno ancora molti, infatti, i lavoratori a non avere la possibilità di utilizzare questo strumento”. Il Segretario generale della Uil spiega che “a tal proposito, abbiamo delle proposte molto chiare sulle quali vorremmo discutere con il Governo, proprio per proseguire, insieme, nella completa azione di riforma della legge Fornero. Peraltro, vorrei ribadire che, a suo tempo, la Uil, con gli altri sindacati, protestò, tutti i giorni, per un mese intero, davanti a Montecitorio mentre la stragrande maggioranza dei parlamentari sanciva l’approvazione di quella legge”. Barbagallo evidenzia quindi che “la manifestazione di Cgil, Cisl, Uil non è ‘contro’ il Governo, ma ‘per’ sostenere le proposte unitarie a favore dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani e per lo sviluppo del Paese”.

LA CRITICA A OPZIONE DONNA DI MANAGERITALIA

Anche il Presidente di Manageritalia, Guida Carella, è intervenuto in audizione alla commissione Lavoro del Senato, evidenziando i limiti della riforma delle pensioni con Quota 100. “Carella ha evidenziato i limiti del provvedimento, per la sua transitorietà e per le disposizioni che potrebbero riportare il sistema previdenziale agli anni della ‘giungla pensionistica’ e, in futuro, rendere necessaria una dolorosa riforma Fornero Bis”, si legge sul sito di Manageritalia, dove si spiega anche che il Presidente si è espresso su Opzione donna, criticando “il mantenimento dell’obbligo di calcolo col sistema contributivo, considerato molto penalizzante anche per l’oggettiva difficoltà delle lavoratrici nel raggiungere i requisiti temporali per la pensione”. Ancora su Quota 100, Carella ha spiegato che la reintroduzione del divieto di cumulo “penalizza chi vorrebbe avviare attività imprenditoriali o consulenziali, sottraendo importanti competenze al sistema Paese e ostacolando l’invecchiamento attivo”.

IL PD PREPARA EMENDAMENTI AL DECRETO

Sulla pagina Facebook del gruppo “Lavoro e pensioni: pensioni e soluzioni”, Mauro D’Achille ha spiegato di aver incontrato Tommaso Nannicini con cui ha parlato della riforma delle pensioni. Il Senatore del Pd ha mostrato al suo interlocutore “un ddl sulle pensioni non ancora pubblicabile in quanto ancora in corso prima della stesura finale. Da questo ddl verranno estratti gli emendamenti che già da lunedì sarà possibile presentare in commissione lavoro del Senato”. D’Achille ha chiesto di poter contribuire al completamento di tale ddl avanzando una serie di proposte: di queste (quindici), la gran parte erano state già inserite, a testimoniare come il sentire comune sia in estrema sintonia. Altre due, non presenti, ha provveduto seduta stante a inviarle tramite mail affinché venissero subito aggiunte”. Tuttavia D’Achille non nasconde che “probabilmente la gran parte di tali emendamenti saranno tagliati già in commissione lavoro e dei restanti si dovrà poi attendere il verdetto della successiva commissione di bilancio, però ritengo importante si sappia che le nostre richieste troveranno sempre una sponda disponibile alla discussione e, se lo si ritenesse fattibile come finora è sempre stato, possano essere trasformate in proposte di legge.

QUOTA 100, PIÙ DOMANDE DAL SUD

Il Corriere della Sera ha riportato i dati relativi alle domande inoltrate all’Inps per accedere a Quota 100. La novità della riforma delle pensioni sta avendo un certo successo, soprattutto al Sud. Infatti delle oltre 27.000 domande risultanti alle 19:00 di ieri, il 41% arriva dal Mezzogiorno. Più di 11.000 richieste sono state presentate da lavoratori del settore privato, circa 8.400 da dipendenti pubblici e 2.200 dai commercianti e altrettanti dagli artigiani. A livello provinciale, le domande arrivano prevalentemente da Roma e Napoli, con Milano al terzo posto. Seguono Palermo, Bari, Catania, Salerno, Torino, Messina e Firenze. Al momento, dunque, non si vede il paventato boom di utilizzo da parte dei lavoratori del Nord. Il quotidiano milanese riporta le parole di Gigi Petteni, Presidente dell’Inas-Cisl, che fa notare come molte persone stiano presentando domanda nel timore che possa arrivare presto un altro Governo che cambi le regole del pensionamento. L’Inca-Cgil, invece, evidenzia che ci sono anche alcuni lavoratori indecisi, che intendono vagliare quanto perderebbero andando in pensione prima rispetto al pensionamento di vecchiaia o di anzianità.

RIFORMA PENSIONI, LA STRADA IN SALITA PER LE DONNE

Mentre si attendono gli effetti della riforma delle pensioni con Quota 100, truenumbers.it ha realizzato un’analisi dei dati relativi alle pensioni liquidate dall’Inps nel 2017 e nel 2018, scoprendo così che l’età effettiva di pensionamento con trattamento di vecchiaia l’anno scorso è stata paria a 66,5 anni per gli uomini e 65,9 per le donne, mentre con le pensioni di anzianità i dati erano rispettivamente di 61 e 60,1 anni. Questo per quel che riguarda il settore dei lavoratori dipendenti. Tra gli agricoltori, le donne vanno a 67,6 anni con la pensione di vecchiaia, contro i 67,5 degli uomini. In caso di pensione di anzianità, invece, l’età effettiva è di 60 anni per le donne e di 60,9 per gli uomini.

Tra gli artigiani, le pensioni di vecchiaia per le donne arrivano a 67,6 anni, contro i 67,5 degli uomini. Tra i commercianti, le donne vanno in pensione di anzianità a 62,3 anni contro i 61,1 degli uomini. E per le pensioni di vecchiaia le donne vanno a 67,1 anni contro 66,9 degli uomini. Per quanto riguarda i lavoratori subordinati, “l’età a cui la gran parte si ritira è di 68 anni per gli uomini e di 68,3 per le donne”. Complessivamente, quindi, tenendo anche conto dei dati relativi al 2017, “l’età effettiva di pensionamento si sta alzando, ma soprattutto per le donne, e in particolare per quelle che devono aspettare l’età della pensione di vecchiaia per ottenere il primo assegno”. Difficile che le cose vadano meglio con Quota 100, visto che per le donne non è facile raggiungere i 38 anni di contributi. E Opzione donna prevede il ricalcolo contributivo dell’assegno.

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