QUOTA 100 E RIFORMA PENSIONI/ Pochi i quotisti puri (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

La riforma delle pensioni con Quota 100 sembrerebbe indirizzata principalmente a chi, a 62 anni di età, ha già potuto cumulare 38 anni di contributi

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POCHI I QUOTISTI PURI

La riforma delle pensioni con Quota 100 sembrerebbe indirizzata principalmente a chi, a 62 anni di età, ha già potuto cumulare 38 anni di contributi. In realtà, secondo quanto comunicato dall’Ufficio parlamentare di bilancio in un dossier consegnato alla Camera, solamente l’1,9% di chi andrà in pensione quest’anno  avrà queste caratteristiche, mentre il 98,1% avrà almeno 63 anni o 39 o più anni di contribuzione. Secondo quanto riporta Adnkronos, che ha elaborato i dati dell’Upb, il 18,4% dei pensionandi avrà comunque 62 anni, ma il 16,5% potrà contare su più di 38 anni di contributi. Sembra quindi che i “quotisti puri” siano piuttosto pochi, mentre tra gli aspiranti pensionati capeggiano coloro che, sommando età anagrafica e anzianità contributiva, arrivano a Quota 104, pari al 19,4% del totale di quanti andranno in pensione quest’anno. Alle loro spalle, il 17,3% dei potenziali pensionati, ci sono coloro che arrivano a Quota 105. Addirittura più numerosi dei quotisti puri sono coloro che raggiungono Quota 107 (l’8,6% dei pensionandi).

FDI, I PROBLEMI DELLA QUOTA 100 PER IL PROSSIMO ANNO

Carmela Ella Bucalo, deputata di Fratelli d’Italia, in un lungo post su Facebook lancia l’attacco alla Quota 100 all’interno del mondo scuola: «Maledetto algoritmo, anche il ministro Bussetti ha capito che non funziona e i posti liberati dai docenti che andranno in pensione con quota 100, non saranno disponibili per i trasferimenti di quest’anno e di conseguenza neppure per le immissioni in ruolo. Non c’è il tempo materiale per prevederlo» scrive la deputata di Fratelli d’Italia spiegando come la riforma pensioni del Governo gialloverde potrebbe ripercuotersi in maniera negativa per il prossimo anno scolastico. Come ben spiega Orizzonte Scuola, il nodo consiste nella tempistica di pensionamento e di verifica da parte delle segreterie scolastiche di tutti i requisiti dei docenti richiedenti l’uscita dal mondo del lavoro. Secondo la Bucalo, «Si continua a scherzare sulla pelle dei docenti fuori sede che pur di lavorare sono costretti a vivere anni difficili lontani dagli affetti più cari. La verità è che fino ad oggi nessuno ha avviato, né previsto, un piano straordinario di mobilità per far rientrare queste persone. Governo giallo-verde, è giunto il momento di dire basta ad una politica arruffona e superficiale: i lavoratori della scuola meritano rispetto e soprattutto risposte concrete!». (agg. di Niccolò Magnani)

QUOTA 100 SVUOTA ANCHE L’ATAC

Sarebbero almeno 350 i dipendenti tra autisti e personale operativo di Atac a poter andare in pensione a breve per effetto della riforma Quota 100: l’allarme suonato dal Messaggero questa mattina riguarda per l’appunto la maxi-azienda dei traporti di Roma Capitale che, al netto delle già perduranti difficoltà e ammanchi di bilancio, dovrà far fronte alle possibile uscite entro fine 2019. Secondo i colleghi del Messaggero, il numero dei possibili prossimi pensionati è quasi il doppio di quanto era stato calcolato a inizio anno (meno di 200 la primissima stima): il vero rischio riguarda la metropolitana, sulle linee A e B, con diversi turni che potrebbero scoprirsi sguarniti, «considerato che già oggi la coperta dei macchinisti è cortissima. […]  a differenza di tante altre pubbliche amministrazioni, dove comunque la riforma delle pensioni produrrà più di un disagio, il contratto degli autoferrotranvieri non prevede praticamente alcun preavviso al datore di lavoro. Basta spedire la lettera di dimissioni il mese prima, per quello successivo». (agg. di Niccolò Magnani)

FORZA ITALIA, “GIÙ LE MANI DALLE PENSIONI”

Con una lunga nota pubblicata da AgenPresso due membri di Forza Italia appartenenti al movimento “Seniores” – Enrico Pianeta e Gianfranco Sangaletti – lo dicono senza mezzi termini, facendo comprendere che non solo la Legge Fornero è ricca di punti “oscuri” e di forti critiche. «Da Monti a Renzi. Adesso è il Governo giallo-verde che rimette le mani nelle tasche di oltre 5 milioni di pensionati: per finanziare quota 100 e reddito di cittadinanza, non solo blocca ancora una volta la piena perequazione ma, per le pensioni cosiddette “d’oro”, istituisce un ulteriore “contributo di solidarietà” a carico della stessa categoria di contribuenti», scrivono i due esponenti azzurri, che poi affondano il colpo parlando delle “vessazioni” in arrivo anche con questa ultima riforma pensioni. «i tratta di pensioni maturate versando fino all’ultimo contributo, dopo una vita di lavoro col quale si è pienamente dato il proprio apporto allo sviluppo economico e sociale del Paese. È facile ritenere che anche questa ulteriore vessazione sia incostituzionale come la mancata perequazione della legge Fornero», spiegano Pianetta e Sangaletti per nulla convinti, come tutta Forza Italia, che si possa produrre un «accanimento ingiusto ed ingiustificabile a danno dei 5,2 milioni di pensionati italiani, stanchi di essere sempre il bancomat del governo di turno». (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, EMENDAMENTO SUGLI ESODATI

L’emendamento che il Governo vorrebbe presentare per il decreto sulla riforma delle pensioni con Quota 100 rivolto a circa 1.300 esodati, che potrebbero riscattare fino a otto anni di contribuzione versando circa 2.600 per ogni anno mancante al raggiungimento del requisito contributivo necessario ad accedere alla quiescenza, non è stato assolutamente gradito dagli esodati stessi, in particolare dalle donne. Questo soprattutto perché la notizia è stata riportata dal Sole 24 Ore proprio il giorno della Festa della donna, specificando come la “soluzione” del Governo possa consentire l’accesso alla pensione tramite Opzione donna, che, come noto, prevede un ricalcolo contributivo dell’assegno. In sintesi, quindi, il Governo avrebbe pensato come soluzione per alcune esodate (ricordiamo che si trovano nel “limbo” tra lavoro e pensione senza reddito) la possibilità di pagarsi l’accesso a una forma pensionistica che prevede una riduzione del proprio futuro assegno.

Una vera e propria beffa (che, sia chiaro, riguarderebbe anche gli esodati uomini) contro cui Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d’Italia ha già promesso battaglia. E anche Antonio Boccuzzi, deputato del Pd, nel commentare su Facebook la notizia riportata su queste pagine, promette opposizione: “Ho scritto pochi giorni fa un post che voleva sollecitare il governo a trovare una soluzione che chiudesse finalmente il capitolo esodati.  Questi scienziati cosa inventano??? Questa assurdità peggiore della Fornero!!!”. Vedremo se l’opposizione all’emendamento, che sembra essere trasversale rispetto ai partiti di appartenenza, riuscirà a evitare la sua approvazione.

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