Quota 100 e Riforma pensioni/ Nessuna modifica per Opzione donna

- Lorenzo Torrisi

Nella notte si è chiuso l’esame, da parte delle commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera, del decreto relativo alla riforma delle pensioni con Quota 100

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NESSUNA MODIFICA PER OPZIONE DONNA

Nella notte si è chiuso l’esame, da parte delle commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera, del decreto relativo alla riforma delle pensioni con Quota 100 e al reddito di cittadinanza, che ora approderà quindi in aula per la votazione. Come spiega Orietta Armiliato, con un post sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social,  “nessun emendamento che andava nella direzione di modificare i criteri di accesso alla misura dell’Opzione Donna consentendo l’ingresso anche alle nate nell’anno 1961 nonché la richiesta di diminuzione dei requisiti di accesso per Quota100 tramite riconoscimenti contributivi, come anche da noi richiesto, a cui sono seguiti infatti una serie di emendamenti sia da parte del Pd sia di FdI nonché di FI (vedi mie pubblicazioni precedenti dai a siti della Camera e del Senato), è stato accolto”. Non è certo una buona notizia. Ricordiamo che in materia di Opzione donna ancora resta l’impossibilità di poter utilizzare il cumulo contributivo gratuito per poter raggiungere il requisito contributivo richiesto per l’accesso alla quiescenza.

DAMIANO CHIEDE MODIFICHE PER EDILI

Il Governo ha varato la riforma delle pensioni prevedendo, oltre a Quota 100, la proroga dell’Ape social. Una misura che però non aiuta i lavoratori del settore dell’edilizia, che faticano a raggiungere l’anzianità contributiva richiesta. Per questo motivo Cesare Damiano ritiene che facciano bene i sindacati di categoria “a ricordare che sarebbe ora di includere davvero, e non solo a parole, un lavoro così faticoso in un vero anticipo pensionistico. Un edile, che svolge un lavoro discontinuo, ai 38 anni di contributi previsti dalla Quota 100 non ci arriverà mai e neanche ai 36 dell’Ape”. Per l’ex ministro del Lavoro “va prevista, dunque, una specifica misura legislativa che modifichi l’attuale normativa troppa restrittiva dell’Ape sociale, perché non si può accettare un lavoro su impalcature in altezza svolto a 67 anni”. Damiano, che ha partecipato alla manifestazione nazionale dei sindacati confederali di categoria, non dimentica l’importanza che il settore ha per l’economia del Paese e che meriterebbe quindi più attenzione.

MOSSA ELETTORALE SUI TAGLI ALLE PENSIONI?

Mentre il decreto relativo alla riforma delle pensioni con Quota 100 è ancora al vaglio della Camera, allo Spi-Cgil non sfugge che il taglio degli assegni più alti e il blocco parziale delle indicizzazioni siano stati rinviati, “giusto il tempo per scavallare la data delle elezioni europee”. All’Huffington Post il Segretario generale Ivan Pedretti fa presente: “Siamo di fronte a un piccolo imbroglio. Quello del governo è un giochino elettorale, perché evita di far arrabbiare i pensionati togliendogli via un po’ di soldi dalla pensione”. Il sindacalista poi aggiunge: “È inaudito che il Governo recuperi soldi dai pensionati che hanno avuto il giusto adeguamento in base alla legge vigente, dopo aver già pagato in passato. Invece di nascondere tutto e rinviare il prelievo del conguaglio a dopo le elezioni, sarebbe meglio dire subito come stanno le cose esattamente. E lasciare quei soldi ai pensionati, già duramente colpiti durante la crisi”. Difficile però che l’esecutivo faccia marcia indietro su questi provvedimenti.

RIFORMA PENSIONI, LA POSIZIONE DI FEDERSPEV

Il Governo, insieme alla Quota 100, ha inserito nella riforma delle pensioni un taglio degli assegni più consistenti e un blocco parziale della rivalutazione di quelli di importo superiore a 1.500 euro al mese. Negli ultimi giorni sembra che queste misure che ridurranno l’importo delle pensioni possano entrare effettivamente in vigore dopo le elezioni europee, ma i pensionati non stanno certo a guardare e ne è conferma quello che viene definito un “grido di battaglia” da parte di Michele Poerio, presidente nazionale Federspev e segretario generale della Confedir, lanciato a Taranto domenica scorsa in un incontro pubblico: “Siamo qui per difenderci da questa Legge di bilancio con un ricorso!”. Secondo quanto riporta politicamentecorretto.com, all’incontro ha partecipato anche Giuseppe Pezzella, Presidente  della Federspev di Taranto e provincia, il quale ha sottolineato: “Siamo quelli che per una intera vita hanno lavorato in ruoli di responsabilità e hanno versato tutto quello che  è stato loro chiesto di versare”.

Poerio ha attaccato Luigi Di Maio, perché “ha detto che noi abbiamo rubato il futuro alle nuove generazioni. È vergognoso. Questa nostra generazione ha portato l’Italia al suo massimo benessere: noi il futuro l’abbiamo creato”. Poi ha aggiungo: “Se si chiede la ‘solidarietà’ ai pensionati da cinquemila euro in su, perché non si pretende identica sovrattassa anche dai lavoratori attivi pari reddito?”. I pensionati hanno comunque già pronto un ricorso alla Corte Costituzionale contro la misura approvata dal Governo. Vedremo quale esito avrà.

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