Quota 100 e Riforma pensioni/ Flat tax al 7% al Sud (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Insieme alla riforma delle pensioni con Quota 100, nella Legge di bilancio il Governo ha varato una flat tax al 7% che riguarda anche alcuni pensionati

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FLAT TAX DEL 7% AL SUD

Insieme alla riforma delle pensioni con Quota 100, nella Legge di bilancio il Governo ha varato una flat tax al 7% per quei cittadini stranieri, e quelli italiani che si sono trasferiti all’estero da almeno cinque anni, che decideranno di porre la loro residenza in alcune aree italiane. In particolare, in uno dei comuni con massimo 20.000 abitanti delle regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia. In questo modo si vuol fare anche “concorrenza” a quei paesi che hanno attratto diversi pensionati italiani con regimi fiscali particolarmente favorevoli. Il beneficio fiscale durerà cinque anni e riguarderà non solo i redditi da pensione, ma tutti quelli prodotti all’estero. Sarà fondamentale, però, provenire da paesi con cui sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa. Non resta che vedere se questa misura, che era stata annunciata nei mesi scorsi anche da Matteo Salvini, riuscirà a far tornare nel nostro Paese diversi pensionati che sono espatriati. Anche se bisognerà vedere se potranno usufruire di servizi di welfare efficienti nei piccoli comuni interessati da questa flat tax.

SCUOLA, GIÀ 17MILA DOMANDE NEL MONDO SCUOLA

Sono già 17mila le domande presentate nel mondo Scuola per la Quota 100, di cui 21mila già erano state presentate a fine dicembre sempre per l’uscita dal lavoro con Pensione anticipata: i dati emersi dalla Flc Cgil entro il 28 febbraio scorso vedono docenti, personale Ata e mondo “scuola” in generale particolarmente coinvolti nel programma di Quota 100 del Governo gialloverde. Il numero riguarda le domande presentate, relativamente alle quali l’Inps procederà all’accertamento del diritto a pensione entro i seguenti termini ultimi del 10 maggio 2019 (per chi ha presentato domanda entro il 12 dicembre) e del 31 maggio per chi invece ha presentato domanda entro il 28 febbraio. I dati rilanciati da Orizzonte Scuola riportano anche dell’ultimo messaggio Miur lanciate alle scuole e agli Uffici Scolastici Regionali relativo alle domande di pensione per l’annata 19/20: «Gli Uffici scolastici regionali possono visualizzare le domande di pensione presentate, comprese quelle relative a quota 100, inoltrate entro il 28 febbraio». (agg. di Niccolò Magnani)

BRAMBILLA: “SERVE UN RUBINETTO PER LA QUOTA 100”

Preoccupato per le prime “contaminazioni” del M5s sulla originale riforma della Quota 100, ora Alberto Brambilla è assai allarmato per l’attuale situazione delle pensioni mentre crescono le domande di accesso al meccanismo di uscita anticipata dal lavoro per come è impostata nel Decretone. Il professore esperto di politiche previdenziali, nonché tra i principali “consiglieri” di Salvini, a Tg Com24 ha spiegato il vero rischio di coperture per la Quota 100: «Le domande sono tante, oltre 77mila. Se consideriamo che siamo partiti da circa un mese, oggettivamente sono parecchie, più di quanto previsto. Di questo passo penso che dovrà scattare l’articolo 28 (commi 3 e 4): in sintesi, se le domande cominciano a essere più di tante occorre mettere un rubinetto». Per il tecnico assai vicino alla Lega – cui però non ha mai risparmiato critiche anche recenti per eccessivi “poteri” lasciati al Movimento 5 Stelle in materia di pensioni – serve un repentino cambio di passo per evitare la crisi nei prossimi mesi: per la Quota 100 in un primo momento erano stati stanziati ben 6,7 miliardi, poi divenuti però 4,7 dopo il braccio di ferro Salvini-Di Maio. Per Brambilla, l’origine dei problemi nasce proprio lì e per questo ora servirà un “rubinetto”, un ostacolo al dilagare delle troppe richieste. (agg. di Niccolò Magnani)

CASTELLI (M5S), “QUOTA 100 IL MASSIMO POSSIBILE”

Da qualche tempo “sparita” dal piccolo schermo, talk show politici e quant’altro, Laura Castelli torna a parlare in pubblico dopo le tante polemiche (e gaffe) sul suo operato in merito a Reddito di Cittadinanza e Manovra Economica: la viceministro dell’Economia in un incontro a Foggia è tornata sulla riforma pensioni prodotta dal suo Governo e per la quale «non erano possibile fare di più». Per la “madrina” del Reddito di Cittadinanza, «Quota 100 è anche della Lega, ma vorrei far notare che l’80 per cento dei provvedimenti approvati da questo governo sono del M5S»: oltre a rivendicare i presunti successi del M6s, la Castelli ritorna sul contenuto stesso della misura pensionistica e aggiunge «non si può richiedere con 40 anni di contributi + 60 anni di età (replica ad una domanda in sala di una spettatrice, ndr). Ci sono cose che non abbiamo potuto fare come avremmo potuto, 38 anni di contributi è il massimo possibile che raccoglie la maggior platea possibile». (agg, di Niccolò Magnani)

BOOM DOMANDE QUOTA 100 IN SARDEGNA

È autentico boom di domande per la riforma Quota 100 in Sardegna, come del resto anche in altri parti del Paese: pochi giorni dopo l’avvio della riforma pensioni del Governo gialloverde, l’allarme dei sindacati risuona forte e chiaro dai piani locali a quelli nazionali. In Sardegna con la penuria già piuttosto allargata in diversi settori, il “boom” di richieste d’uscita dal lavoro l’allarme pare alquanto forte: Si calcola saranno 3200 a scegliere la pensione anticipata, di cui 1197 a Cagliari, 459 a Nuoro, 834 a Sassari, 378 a Oristano e 310 nel Sud Sardegna (fonte La Nuova Sardegna, ndr): secondo gli esperti sull’Isola la preoccupazione è alta per le prossime annate, con la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi maturati al 31 dicembre 2018. «Il blocco del turn over in questi ultimi 10 anni ha progressivamente svuotato gli uffici pubblici sino al 2016 in particolare la situazione era particolarmente drammatica, per ogni 20 pensionamenti subentravano solo 3-4 unità. Poi gli enti hanno potuto attingere dalle graduatorie esistenti e bandire nuovi concorsi, ma in maniera del tutto insufficiente rispetto al fabbisogno», spiega Paolo Dettori, segretario Cgil Sassari, alla Nuova Sardegna, mentre molti uffici pubblici e sportelli sardi sono già nel “caos” da diverse settimane. (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, LE STRADE A SCADENZA

In un articolo pubblicato su Lavoro & Welfare dedicato alla riforma delle pensioni e al reddito di cittadinanza, Manuela Naldi e Ruben Schiavo evidenziano che Quota 100 “va ad aggiungersi ad altri strumenti che permettono di ritirarsi dal lavoro contribuendo così ad arricchire il complesso sistema pensionistico italiano”. Dal loro punto di vista, “l’introduzione di un pensionamento anticipato uguale per tutti, aumenta le possibilità del lavoratore di accedere alla pensione, tuttavia non consente a chi si trova in uno stato di bisogno (disoccupati, portatori di handicap ecc.) di avere una via agevolata all’accesso anticipato alla pensione. È ragionevole affermare, inoltre, che la norma riguardi in particolar modo gli abitanti del Nord e gli uomini (le donne, e i cittadini del Sud, accendono più facilmente alla pensione di vecchiaia a causa di vite contributive di media inferiori).

Naldi e Schiavo ricordano quindi che le modalità di accesso alla pensione “‘con scadenza’  diventano quattro: Quota 100, Ape sociale, Ape volontaria, Opzione Donna. Il sistema viene reso, così, complesso e insicuro; un tema che comprende altresì chi usufruirà dei benefici fra trenta o quarant’anni, necessita di una visione coerente e lungimirante”. Da loro punto di vista, quindi, “è necessario riordinare il vasto sistema pensionistico sotto poche ma definite e strutturate modalità di accesso pensionistico differenziando chi ha un effettivo bisogno – sociale, fisico e/o lavorativo  da chi riesce a proseguire più a lungo la sua vita lavorativa”.

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