Pagamento pensioni Inps aprile 2019/ Scatta Quota 100 e taglio rivalutazioni

- Niccolò Magnani

Pagamento pensioni oggi, 1 aprile 2019: scatta la Quota 100 per i lavoratori privati. Taglio su rivalutazioni: tutte le info e ultime notizie

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Poste Italiane

Non è un pesce, da oggi 1 aprile scatta il pagamento delle pensioni erogate dall’Inps sia tramite accredito bancario che con il consueto bollettino di Poste Italiane: un giorno molto particolare però, non solo per il rischio “scherzi” ma perché con oggi iniziano ad andare in pensione i primi aderenti alla riforma di Quota 100 (con 62 anni d’età e almeno 38 anni di contributi), i “pionieri” del Decretone del Governo voluto fortemente dalla Lega. Il giorno di paga delle pensioni, come sanno bene i pensionati “consueti”, coincide con il primo giorno bancabile del mese (qui l’intero calendario date del 2019, ndr) e dunque già da oggi saranno accreditate le prime somme per tutti coloro (circa 25mila) che nel settore privato hanno fatto domanda per la Quota 100. Ricordiamo che ad oggi usufruiscono della misura solo chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018: per tutti gli altri, e per i lavoratori del settore pubblico, sarà il 1 agosto il giorno d’esordio della riforma Quota 100.

SCATTANO I PRIMI QUOTA 100

Il D.L. 4/2019, infatti, prevede una finestra mobile trimestrale per i lavoratori del settore privato, stabilendo che solamente coloro che hanno maturato i 38 anni di contributi e compiuto il 62° anno di età entro l’ultimo giorno del 2018 ricevono l’assegno da aprile 2019: sono dunque circa 25mila le pensioni erogate dall’Inps con la nuova formula, mentre sono 92mila le domande di adesione pervenute entro la metà di marzo. Attenzione alla seconda novità di giornata, unita al pagamento delle pensioni con il consueto cedolino per ogni ex lavoratore: dal 1 aprile è prevista anche un taglio sulle rivalutazioni per via delle novità introdotte nella Legge di Bilancio 2019: sostanzialmente sono previste regole meno vantaggiose per tutti coloro che ricevono un assegno previdenziale superiore ai 2mila euro. Come sottolinea il Giornale, «per le pensioni superiori a 3 volte il minimo e inferiori a 4 la rivalutazione sarà del 97%, del 77% per gli importi tra 4 e 5 volte il minimo, del 52% tra 5 volte e 6 volte il minimo, del 47% oltre 6 volte, del 45 oltre 8 volte e solo del 40% oltre 9 volte il minimo».







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