RIFORMA PENSIONI/ Quota 100, nel Def c’è un disconoscimento (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

La riforma delle pensioni con Quota 100 continua a far discutere, anche per quello che c’è scritto al riguardo nel Documento di economia e finanza

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Claudio Durigon (Lapresse)

LA SCONFESSIONE DELLA RIFORMA DELLE PENSIONI

La riforma delle pensioni con Quota 100 continua a far discutere. Il Secolo d’Italia ricorda che lo stesso Governo, tramite il Def, ammette che “il calo del numero degli occupati a seguito del nuovo canale di accesso al trattamento pensionistico porterebbe ad una corrispondente riduzione delle forze di lavoro”, il che rappresenterebbe “un plateale disconoscimento della previsione di Salvini secondo cui per ogni pensionato che avrebbe lasciato il lavoro al raggiungimento di Quota 100 (38 anni di contributi e 62 anni di età) ci sarebbero stati tre nuovi assunti. Il Def ora dice che non è vero  e che il turn over coprirà solo il 35 per cento (0,3 a 1 invece di 3 a 1)”. Quel che è certo è che in certi settori Quota 100 potrebbe portare a situazioni di organici insufficienti. L’edizione spezzina de Il Secolo XIX racconta per esempio che ci sono molti medici e infermieri nella Asl 5 che dovrebbero andare in pensione con Quota 100 e per questo sono stati già stanziati 350.000 euro per le prestazioni di medici a gettone e 80.000 euro per quelle aggiuntive degli infermieri.

ELSA FORNERO CONTESTATA PER LA SUA RIFORMA DELLE PENSIONI

La scorsa settimana a Pieve di Cadore, nella sala consiliare della Magnifica Comunità, si è tenuto un incontro cui ha partecipato Elsa Fornero. Prima che iniziasse, l’ex ministra del Lavoro è stata contestata dal giornalista Matteo Gracis, che ha anche postato sul suo blog un video relativo a questa contestazione. Di fatto l’uomo ha voluto esprimere il dissenso per l’iniziativa presa dal Comune e ha voluto anche che venisse consegnata alla Fornero una lettera con la voce di alcuni cittadini cadorini. Gracis ha fatto capire che la protesta era legata alla riforma delle pensioni varata dalla Fornero e alle sue conseguenze. Sul suo blog ha infatti scritto: “Il piccolo comune di montagna dove vivo, ha avuto la splendida idea di organizzare un evento con ospite l’ex ministro del lavoro, colei che ha distrutto centinaia di migliaia di vite creando il fenomeno degli esodati. Un’intervista pubblica senza contraddittorio, come si fa per le star. Sono andato semplicemente a urlarle vergogna, a lei e al sindaco del mio comune che ha messo il patrocinio su una porcata simile”.

RIFORMA PENSIONI, IL GIUDIZIO DI DE RITA

Giuseppe De Rita è stato intervistato da Teleborsa e ha parlato anche delle politiche economiche del Governo, compresa la riforma delle pensioni con Quota 100. Secondo Il Presidente del Censis, nel nostro Paese si è creato un rancore dovuto principalmente al blocco dell’ascensore sociale. Di fronte a questa situazione, “l’aiuto non può arrivare dallo Stato che in questo momento ha di fronte una crisi di tutti i suoi strumenti, soprattutto con questo Governo. Il Governo si dedica alla povertà, alle pensioni anticipate, a garantire qualcosa che non rispecchia le responsabilità dei singoli. In poche parole ci troviamo davanti a un ruolo dello Stato vecchio, quasi di Stato assistenziale pontificio”. Parole molto forti, che vengono approfondite per quel che riguarda il reddito di cittadinanza. “Si fa una legge dicendo sconfiggiamo la povertà, ma poi alla fine nessuno viene allo sportello per sconfiggere la povertà e ognuno continua a fare il proprio conto, a disperarsi per campare, a disperarsi per esportare”, dice De Rita.

LANDINI DOPO LA RIFORMA DELLE PENSIONI CRITICA LA FLAT TAX

Il Def, come è stato evidenziato da più parti, in qualche modo evidenzia che la riforma delle pensioni con Quota 100 non avrà effetti benefici sull’economia italiana: aumenterà la spesa pensionistica e non ci sarà spinta sul Pil. L’esecutivo punta ora a introdurre la flat tax, che, secondo Maurizio Landini, sarebbe “una presa in giro per chi paga le tasse, in un Paese che ogni anno registra 120 miliardi di evasione fiscale e 50-60 dispersi in corruzione, con una pressione elevatissima sul lavoro dipendente e sui pensionati troppo alta. E poi la nostra Costituzione dice che la tassazione deve essere progressiva. Un sistema progressivo è altra cosa”. Intervistato da La Stampa, il Segretario generale della Cgil ritiene che sia necessaria una “profonda riforma fiscale, che allarghi davvero la platea alleggerendo il peso su salario e pensioni, che semplifichi, e cancelli le norme pro-elusione ed evasione, che potrebbe essere efficacemente stroncata. Un sistema in cui si pagano tasse giuste, in cui si garantiscono diritti sociali veri, in cui si crea lavoro. Con Cisl e Uil avanzeremo una proposta concreta di riforma”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DURIGON

Claudio Durigon, intervistato da Panorama, parla della riforma delle pensioni con Quota 100 come di un “capolavoro”. Incalzato dalle domande di Luca Telese, il sottosegretario al Lavoro è anzitutto entusiasta del numero di domande presentate all’Inps, ma anche dal fatto che “le prime indagini sulle domande già pervenute ci dicono che una parte importante di queste richieste provengono da persone che erano rimaste ‘intrappolate’”, ovvero rimaste senza stipendio o pensione dopo aver lavorato almeno 38 anni. L’ex sindacalista ritiene anche che sia falso quanto sostengono alcuni detrattori di Quota 100, ovvero che non si creeranno opportunità di lavoro per i giovani. Dal suo punto di vista, infatti, i pensionandi “saranno sostituiti uno a uno nella Pubblica amministrazione, e saranno sostituiti anche nelle imprese, con cui io parlo tutti i giorni”.

I CONTI SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI

Durigon evidenzia anche i risparmi che questa riforma delle pensioni genera: “Nelle aziende il costo di chi entra a sostituire, secondo i primi calcoli, sarà di un terzo inferiore a quello di chi esce. Ecco perché saranno tantissimi i nuovi assunti, anche nel settore privato”. Secondo il sottosegretario, nella Pubblica amministrazione si libereranno 40.000 posti di lavoro. “Però sono contento perché si stia creando il più grande e positivo paradosso di questi anni”, dice anche riferendosi al fatto che se prima bisognava “gestire, con poche risorse, un enorme eccesso di esuberi. Ovvero gente da mandar via”, ora “grazie a questa riforma, spieghiamolo, dobbiamo affrontare il problema opposto: e cioè un enorme eccesso di assunzioni da fare”.

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