Riforma pensioni/ Opzione donna nei chiarimenti Inps

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni: la proroga di Opzione donna. Il messaggio Inps con la serie di domande e risposte che fornisce utili chiarimenti sulle novità.

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Luigi Di Maio (LaPresse)

OPZIONE DONNA NEI CHIARIMENTI INPS SU RIFORMA PENSIONI

La riforma pensioni, oltre che con Quota 100, è intervenuta con altri provvedimenti sul sistema pensionistico, per esempio varando la proroga di Opzione donna. Il messaggio Inps con la serie di domande e risposte che fornisce utili chiarimenti sulle novità, affronta anche questo tema. Come spiega Daniele Cirioli su Italia Oggi, “un quesito chiede di sapere quale contribuzione è utile al perfezionamento dei 35 anni. L’Inps spiega che sono utili tutti i contributi (obbligatori, riscatto, ricongiunzione, volontari, figurativi), eccetto quelli accreditati per malattia e per disoccupazione (Naspi, Aspi, mini-Aspi, ecc.)”. Ancora quindi, come è stato detto più volte dal Comitato Opzione donna social, non è possibile utilizzare il cumulo contributivo gratuito per poter accedere a Opzione donna. Nemmeno il Governo Conte è quindi intervenuto per sanare questa disparità di trattamento, considerando che il cumulo è utilizzabile per altre forme di pensionamento (eccezion fatta per l’ottava salvaguardia degli esodati).

CALO PENSIONI VECCHIAIA, INPS: -39% IN PRIMO TRIMESTE 2019

Secondo le stime e i dati forniti dall’Inps, l’incremento dell’aspettativa di vita a cinque mesi in più scattato ad inizio 2019 ha avuto nell’immediato un drastico calo di richieste per la pensione di vecchiaia: addirittura -39% nel primo trimestre del 2019, con i dati che vedono calate anche le pensioni di anzianità, 24%, da 31.397 a 23.842. Il tutto emerge dal Monitoraggio sui flussi di pensionamento dell’Inps, come citato dal Messaggero: in totale, le pensioni liquidate dall’Istituto con decorrenza 1 gennaio 2019 per tutti i primi tre mesi sono state 93.123 con un calo del 16% rispetto al primo trimestre 2018. Da ultimo, sempre l’Inps sostiene che l’importo medio di tali pensioni di anzianità è di 1025 euro a fronte dei 1.093 del primo trimestre 2018 e dei sempre 1.090 di media per l’interno anno passato. Ricordiamo, è ovvio, che in questo calcolo non sono inserite le pensioni frutto delle riforma Quota 100 che sono invece calcolate decorrenti da aprile, il primo mese dopo il trimestre preso in considerazione. (agg di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI: LA SENTENZA SULLA LIQUIDAZIONE DEGLI STATALI

Dalla Corte Costituzionale arriva una sentenza che risulta importante per i dipendenti pubblici anche per quel che riguarda la riforma delle pensioni con Quota 100. La Consulta ha infatti respinto un ricorso presentato da una lavoratrice assistita dal sindacato Confsal Unsa contro il differimento del pagamento della liquidazione che esiste nel settore pubblico. La Corte, come si legge in un comunicato stampa, chiarisce però che “le questioni sono state dichiarate infondate ma con esclusivo riferimento al caso di una lavoratrice in pensione per ragioni diverse dal raggiungimento dei limiti massimi di età o di servizio”. Dunque restano “impregiudicate le questioni sul pagamento delle indennità nel termine di 12 mesi, e sulle relative rateizzazioni, per i pensionati che hanno raggiunto i limiti massimi di età o di servizio”. Questo vuol dire che anche i dipendenti pubblici che useranno Quota 100 dovranno rassegnarsi all’attesa per la liquidazione, salvo far ricorso al possibile anticipo che è stato fissato nella somma massima di 45.000 euro proprio con il recente decreto.

MOODY’S SUGLI EFFETTI DELLA RIFORMA DELLE PENSIONI

La riforma delle pensioni finisce ancora una volta nel mirino di istituzioni e organismi esteri. In questo caso dell’agenzia di rating Moody’s, secondo cui l’Italia, essendo il terzo Paese più vecchio al mondo, con un’età media di 46 anni, rischia di dover affrontare delle pesanti conseguenze sul fronte economico e dei conti pubblici. Dunque per Moody’s la recente riforma delle pensioni, quella che ha portato al varo di Quota 100, aumenterà la pressione sui conti pubblici italiani, che nei prossimi decenni dovrebbe continuare a subire un impatto negativo dovuto all’invecchiamento della popolazione. Cittadini più anziani hanno poi abitudini di consumo che incidono non poco sull’economia e, soprattutto, hanno più bisogno di servizi pubblici di assistenza, in particolare sanitaria. Il quadro che emerge non è quindi positivo. Come detto, Moody’s non è certo la prima voce a levarsi contro Quota 100 al di fuori dei nostri confini e resta ora da capire se, come nei precedenti casi, ci sarà una qualche forma di replica ai rilievi avanzati da parte dei membri della maggioranza di governo.

L’UGL SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI CON QUOTA 100

Anche l’Ugl è intervenuta in audizione sul Def, presentando un documento attraverso il Segretario confederale Ornella Petillo e il dirigente confederale Fiovo Bitti. Documento nel quale si cita anche la riforma delle pensioni con Quota 100. Il sindacato evidenzia infatti che “è tutta l’economia mondiale, ed europea in particolare, a subire un periodo di rallentamento e di forte incertezza” e che “l’Unione europea appare oggi nell’impossibilità di prendere una qualsiasi decisione e non soltanto di ordine economico. L’avvicinarsi delle elezioni di maggio per il rinnovo del Parlamento europeo e il caso Brexit stanno amplificando esponenzialmente quello che potrebbe essere definito il peccato originale dell’intero costrutto europeo: l’aver creato un sistema poco solidale e molto burocratico”. Per l’Ugl, “in uno scenario così complesso e di difficile definizione, il nostro Paese paga molto in termini di disagio sociale. La legge di bilancio prova a dare una prima risposta, intervenendo sulla previdenza e sul contrasto alla povertà, con Quota 100 e reddito di cittadinanza”.

SALVINI E LA RIFORMA DELLE PENSIONI FORNERO

Matteo Salvini ha tenuto un comizio a Perugia, dove oltre ai suoi supporter ha trovato anche alcuni contestatori. “A me fanno enorme simpatia quelli che nel 2019 cercano i fascisti che non ci sono, cercano i razzisti che non ci sono, cercano gli alieni, i nazisti, gli squadristi, i sessisti, i populisti. Fascismo e comunismo non torneranno, ma finché sono ministro dell’Interno in Italia si entra se si ha il permesso di entrare, altrimenti a casa”, ha detto quindi il vicepremier, che, secondo quanto riportato da Lapresse, ne ha anche approfittato per evidenziare come il suo partito si sia sempre opposto alla Legge Fornero, fino ad arrivare a varare la riforma delle pensioni con Quota 100, con l’obiettivo poi di arrivare alla Quota 41 entro la fine della legislatura. “Sono curiosi i compagni anti-fascisti che ce l’hanno con la Lega, ma quanto approvavano la Legge Fornero erano al centro sociale a farsi due canne. Perché non si erano accorti di cosa stava succedendo”, ha detto Salvini, facendo sorgere molti applausi tra i suoi sostenitori.

I DATI INPS SULLE PENSIONI LIQUIDATE

L’Inps ha comunicato il numero di pensioni liquidate con decorrenza nel primo trimestre del 2019. In tutto si tratta di poco più di 93.000 assegni, in calo rispetto allo stesso periodo del 2018, quando erano stati quasi 111.000. C’è da tener presente che i dati non comprendono tutte le domande per Quota 100 presentate, visto che non sono state tutte lavorate, e che la riforma delle pensioni ha introdotto una finestra trimestrale anche per i pensionamenti di anzianità, senza dimenticare che il requisito anagrafico per quelle di vecchiaia è stato portato a 67 anni. Probabilmente i dati del secondo trimestre riusciranno a fornire un quadro più completo, anche se sarà sempre difficile fare un confronto con l’anno passato, proprio in virtù di regole e requisiti sui pensionamenti che hanno subito dei cambiamenti. Secondo quanto riporta Lapresse, nel primo trimestre 2019 l’importo medio degli assegni è stato pari a 1.025 euro, contro i 1.093 del primo trimestre 2018 e c’è stato un calo del numero sia delle pensioni di vecchiaia che di quelle di anzianità.

GOVERNO CERCA DIALOGO CON LE CASSE PREVIDENZIALI

Il Governo nella sua riforma delle pensioni non si è occupata delle Casse previdenziali, ma sembra che ora voglia cercare con esse un dialogo. Lo spiega Il Sole 24 Ore, riferendo di un incontro avvenuto con Claudio Durigon. Il quotidiano di Confindustria cita il sottosegretario al Lavoro, secondo cui “già nel decreto crescita e nel decreto sblocca-cantieri si potrebbero individuare delle modalità di investimento nelle infrastrutture per le Casse previdenziali. Si tratterà sempre di possibilità a cui le Casse saranno libere di aderire”. Resta da capire se l’esecutivo penserà a qualche forma di incentivazione per questi investimenti o se magari interverrà in altro modo per aiutare le casse di previdenza. Del resto anche in passato si è cercato di incentivare il collegamento tra risparmio previdenziale e investimenti in economia reale, non probabilmente con il successo sperato. Molto probabilmente dipenderà anche dal ritorno che potrà esserci per le Casse da un investimento in infrastrutture come quello che verrà messo sul piatto dal Governo.

RIFORMA PENSIONI, I CHIARIMENTI INPS

In un articolo pubblicato su Italia Oggi, Daniele Cirioli riassume i contenuti di un messaggio dell’Inps, al cui interno si trovano risposte ai quesiti sulle nuove misure derivanti dalla riforma delle pensioni. Scopriamo così che “il professionista pensionato può fruire di quota 100 per una seconda pensione dell’Inps. La pensione erogata da una cassa professionale, infatti, non impedisce il ricorso alla misura per il pre-pensionamento introdotta dal dl n. 4/2019, cosa che succede, invece, con le pensioni che vengono erogate dalle gestioni previdenziali dell’Inps (Ago e forme esclusive e sostitutive)”. Nello specifico, scrive Cirioli, “un quesito chiede di sapere se sia possibile conseguire la pensione da parte di soggetti già titolari di una pensione a carico di forme di previdenza diverse dall’Ago e forme esclusive e sostitutive gestite dall’Inps. La risposta è positiva: la titolarità di pensione a carico di forme diverse da quelle Inps non osta al conseguimento della pensione con quota 100”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI GHISELLI

Roberto Ghiselli, intervistato da Radio Articolo 1, ha evidenziato come il Governo non solo abbia varato una riforma delle pensioni con Quota 100 senza incontrare prima i sindacati, ma che abbia ignorato le proposte presentate successivamente da Cgil, Cisl e Uil. “Probabilmente, il governo si è distratto. Aveva preso alcuni impegni con noi sulle pensioni, ma non li ha mantenuti: il primo, era quello di valutare le proposte del sindacato, gli emendamenti che avevamo presentato al decreto dell’esecutivo, per poi riconvocarci. Non c’è stato l’incontro, né tantomeno abbiamo avuto risposte e alla fine il decreto è rimasto immutato”, ha detto il Segretario confederale della Cgil, spiegando anche che “il sottosegretario al Lavoro Durigon si era preso l’onere di riconvocare il tavolo su un discorso più complessivo sulla previdenza, arrivando al superamento vero della legge Fornero, poiché ‘quota 100’ non ha tali caratteristiche, ma, anche qui, tutto è rimasto lettera morta”.

LA RIFORMA DELLE PENSIONI MANCA DA TANTO TEMPO

Secondo la sintesi riportata dal sito di Rassegna sindacale, Ghiselli ha detto anche che “Quota 100, resta una misura temporanea e marginale, a partire dai numeri: 117.000 le domande presentate, di queste, oltre il 18% sono state respinte. Di sicuro, non c’è stato un boom di domande, anzi, la cifra è assai inferiore a quella che il governo aveva auspicato, malgrado la propaganda alimentata in questo periodo”. Il sindacalista ha anche aggiunto che “una vera riforma pensionistica non c’è da tanto tempo, perché la ‘Fornero’ è stata più che altro una misura finanziaria, che ha creato anch’essa storture”.

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