RIFORMA PENSIONI/ Quota 100 e riscatto laurea, il calcolatore Inps (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Cesare Damiano attacca ancora il Governo in tema di riforma pensioni. Riscatto laurea, ecco il calcolatore dell’Inps

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RISCATTO LAUREA, IL CALCOLATORE INPS

A proposito di riforma pensioni e previdenza, nella sezione “riscatto laurea” del sito internet dell’Inps c’è il calcolatore. Si tratta di un sistema di simulazione del costo dell’onore che è più evoluto del precedente. Grazie a questa funzionalità si può calcolare la spesa teorica per tutte le gestioni Inps dei periodi di studio da riscattare con il metodo contributivo. La novità, come riportato dal Sole 24 Ore, la novità è la possibilità di simulare anche il riscatto dei periodi collocati prima del 1996. Più in generale ciò riguarda il periodo di competenza del metodo retributivo per i cittadini iscritti nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti e alle Gestioni degli artigiani e commercianti, coltivatori diretti e coloni mezzadri. Si usa il complesso metodo della riserva matematica per calcolare in questo caso il riscatto. Questo sintetizza in un onere da pagare il vantaggio prodotto dal riscatto sulla futura pensione. Restano esclusi i dipendenti pubblici che devono invece continuare a rivolgersi alla propria sede Inps competente per conoscere la spesa da sostenere per il riscatto. Clicca qui per accedere al sito internet dell’Inps, poi bisogna entrate nel proprio profilo. (agg. di Silvana Palazzo)

SPESA PENSIONI IN RIALZO E PRESSIONE SUI CONTI PUBBLICI

La spesa pensionistica crescerà fino al 2040 con un picco di oltre 0,7 punti percentuali del Pil nel 2022. Lo rileva l’Ufficio parlamentare di bilancio nel rapporto sulla programmazione di Bilancio. Ciò è dovuto a Quota 100, lo stop fino al 2026 dell’adeguamento degli assegni all’aspettativa di fida e il raffreddamento delle indicizzazioni delle pensioni per il periodo 2019-2021. Per l’agenzia di rating Moody’s il recente intervento sulle pensioni farà crescere la «pressione» sulla finanza pubblica. «La recente decisione del governo di capovolgere alcuni importanti aspetti delle precedenti riforme delle pensioni aumenterà le pressioni» sui conti pubblici di un Paese che «è già altamente indebitato». Questo peraltro è stato uno dei fattori che hanno contribuito alla decisione di tagliare il racing dell’Italia a Baa3 nell’ottobre 2018. Per Moody’s l’introduzione delle pensioni anticipate con Quota 100 farà crescere l’effetto dell’impatto negativo dell’invecchiamento sulle finanze pubbliche, che dovrebbe salire nei prossimi decenni, con conseguente peggioramento dello stato dei conti pubblici italiani. (agg. di Silvana Palazzo)

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DAMIANO

Cesare Damiano attacca ancora il Governo in tema di riforma pensioni. Secondo i parlamentari del Movimento 5 Stelle, infatti, da quando c’è il nuovo esecutivo si è messo fine a quale periodo in cui gli italiani “si sono visti togliere e non dare”, ma per l’ex ministro del Lavoro queste osservazioni sono sicuramente quantomeno discutibili e fanno a pugni con la realtà. “Infatti, i pensionati che ricevono un assegno lordo mensile superiore ai 1.500 euro lordi, circa 1.200 euro netti, subiscono dal primo gennaio di quest’anno un ulteriore ‘rosicchiamento’ degli aumenti che derivano dall’adeguamento delle pensioni al costo della vita”. Il riferimento è dunque al blocco parziale delle rivalutazioni, contestato anche dai sindacati.

IL BLOCCO DELLE INDICIZZAZIONI NELLA RIFORMA PENSIONI

Damiano ricorda che questa è “una decurtazione proporzionale all’importo della pensione che il premier Conte ha definito ‘ritocchi impercettibili, non se ne accorgerebbe neanche l’Avaro di Moliere’. Peccato che questi ‘ritocchi’ valgano, nel triennio, circa 3,6 miliardi di euro e servano per pagare, in parte, Quota 100 e Reddito di cittadinanza. Una mano dà, l’altra toglie”. L’ex deputato del Partito democratico sottolinea quindi come “ancora una volta, pensioni che servono da bancomat. In questo caso il tanto evocato ‘cambiamento’ non si vede, neanche con il binocolo”. I membri della maggioranza hanno già comunque nelle scorse settimane spiegato che, rispetto al meccanismo di indicizzazioni vigente sotto il Governo Renzi, i pensionati, specie nelle fasce più basse, percepiscono di più.

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