RIFORMA PENSIONI/ Ultime notizie. Quota 100 e il chiarimento su riscatto laurea

- Lorenzo Torrisi

Dopo la riforma pensioni con Quota 100 è aumentato l’interesse degli italiani verso riscatto della laurea, che può avvicinare il traguardo pensionistico

Fornero_Elsa_Profilo_Lapresse
Elsa Fornero (Lapresse)

IL CHIARIMENTO SUL RISCATTO DELLA LAUREA

Dopo la riforma pensioni con Quota 100 è aumentato l’interesse degli italiani verso riscatto della laurea, che può avvicinare il traguardo pensionistico. Sul sito dell’Inps è stato predisposto un simulatore che aiuta a capire quanto può costare aumentare il proprio monte contributivo grazie a questa misura e un lettore del sito di Repubblica ha posto una domanda che riguarda la deducibilità del costo sostenuto per chi è residente all’estero. La risposta a cura della Fondazione studi Consulenti del lavoro è la seguente: “Gentile lettore, qualora a norma del trattato internazionale contro le doppie imposizioni lei abbia redditi imponibili dalla legislazione fiscale italiana il costo del riscatto di laurea sarà ivi fiscalmente deducibile, a condizione che i suddetti redditi non siano assoggettati a tassazione separata o sostitutiva (es. cedolare secca, trattamento di fine rapporto etc.). In assenza di redditi in Italia e di specifiche indicazioni presenti nel mod. Ocse non sarà possibile godere della deduzione nell’altro paese dove risulterà fiscalmente residente”.

ELSA FORNERO PARLA DI RIFORMA PENSIONI

Elsa Fornero oggi ha tenuto all’Università di Messina una lezione “Chi ha paura delle riforme”, in cui ha parlato, come nel suo omonimo ultimo libro, anche di riforma pensioni. Secondo quanto riporta stampalibera.it, l’ex ministra del Lavoro ha spiegato di aver “riflettuto circa 5 anni prima di decidermi a pubblicare questo libro che, ci tengo a sottolineare, è stato fatto per parlare in modo pacato delle riforme e di pensioni”. Quindi ha spiegato che dal suo punto di vista il sistema pensionistico è “un contratto fra generazioni. Anche questo, nel tempo, è stato mal compreso e male interpretato. Quando cambiamo le regole di questo contratto, dobbiamo pensare non solo alle generazioni di oggi, già pensionate o vicine alla pensione, ma anche a quelle future. Nel testo, cerco di raccontare, con semplicità, che cosa è una pensione, evidenziando come l’economia debba sorreggerla. Questo significa, oltretutto, che la riforma delle pensioni, dovuta anche al cambiamento demografico e del sistema economico, deve essere fatta rispettando coloro che verranno.”​

LE NOVITÀ SU OPZIONE DONNA

Di riforma pensioni e Quota 100 ha parlato Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro in occasione delle celebrazioni del Primo Maggio. A suo dire, il binomio rappresenta “il paradigma di una realtà fatta, prima di tutto, di ascolto di esigenze tangibili a cui noi abbiamo cercato di dare delle risposte reali, concrete, serie”. Come riporta Diritto.news, su Facebook Durigon ha parlato dei numeri definendoli non  “freddi e distaccati ma individuano persone a cui è stato data un’opportunità di vita diversa”. Nelle sue ultime dichiarazioni c’è spazio anche per Opzione donna: “Siamo sulla strada giusta, ora è necessario incentivare la produttività e il lavoro femminile. Proprio in questi giorni la lega ha proposto un Disegno di legge che va in questa direzione”, ha dichiarato, parlando dei confortanti dati Istat sulla disoccupazione. In merito al decreto legge, questo prevede “agevolazioni Inps per chi assume donne di qualunque età, diritto al part-time per le donne con sconti previdenziali, agevolazioni fiscali per le imprese che allestiscono asili nido aziendali ed Opzione donna prorogata anche per l’anno 2020”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LE PAROLE DI TRIDICO SULLA RIFORMA PENSIONI

Ospite di Bruno Vespa a Porta a porta, Pasquale Tridico ha evidenziato che la riforma pensioni con Quota 100 ha fatto registrare nel primo trimestre dell’anno 123.000 domande. “È presto per fare dei conti, io ritengo si arrivi a 290 mila domande, che è quanto previsto per il primo anno”, ha evidenziato il Presidente dell’Inps, secondo quanto riporta l’Ansa. Dal suo punto di vista, poi, il risparmio di risorse per il reddito di cittadinanza sarà pari a “800 milioni, al massimo un miliardo”. L’edizione aretina de La Nazione riporta intanto la lamentela dello Spi-Cgil circa il fatto che l’Inps non ha ancora reso disponibile il modello O1bis. “Non parliamo di un documento qualsiasi ma della certificazione dell’Istituto che è indispensabile al pensionato per verificare trattenute, conguagli, correttezza ed esattezza degli importi ricevuti. Non sappiamo i motivi del ritardo e non sappiamo quando sarà disponibile il documento”, spiega Giancarlo Gambineri, della Segreteria provinciale Spi-Cgil.

RIFORMA PENSIONI, LA POSIZIONE DI DAMIANO

Intervistato da Tiscali News, Cesare Damiano torna sulla riforma pensioni con Quota 100, spiegando di condividerne “il principio ma non il metodo. Le ‘quote’ sono state inventate da me e Prodi, la prima fu nel 2007, la quota 95, 60 anni e 35 di contributi. Sono, lo dico con orgoglio, una misura di sinistra. Per noi però le quote erano concepite con addendi mobili, l’importante era la somma finale, nel nostro caso 95. Quella di Salvini è invece una finestra riservata, come dimostra l’analisi delle oltre centomila domande arrivate, a chi nel mondo del lavoro ha già goduto di maggiori vantaggi”. Per l’ex ministro del Lavoro, infatti, “i requisiti per Quota 100 tagliano fuori chi ha lavorato nel privato e magari ha avuto pause, sospensioni o è stato licenziato tra i 55 e i 60 anni, le donne per via della maternità, chi svolge lavori discontinui, ad esempio nell’edilizia perché i cantieri nascono e poi chiudono. Non è un caso se forse l’unica proposta, mia e del Pd, accettata dal governo è stata la conferma dell’Ape social e Opzione donna”.

RIFORMA PENSIONI, SCONTRO M5S-CISL

Stefano Patuanelli, Nunzia Catalfo, Susy Matrisciano, Elena Botto, Antonella Campagna, Barbara Guidolin e Sergio Romagnoli hanno dedicato un post, pubblicato sul blog delle stelle, al 1° maggio, parlando anche della riforma pensioni. I pentastellati hanno scritto che “i nostri nonni, dopo una vita di sacrifici, potranno finalmente andare in pensione con un minimo di 780 euro mensili. Un altro impegno mantenuto. E a proposito di pensioni, con Quota 100 un milione di lavoratori nel prossimo triennio potranno anticipare l’uscita dal lavoro fino a 5 anni rispetto alla Legge Fornero. Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto”. Bergamonews riporta però le parole di Caterina Delasa, Segretaria generale di Fnp-Cisl di Bergamo, la quale segnala che “per mesi, i due vicepremier Di Maio e Salvini hanno sbandierato l’intenzione di alzare le pensioni minime. Abbiamo invece assistito a misure del tutto opposte, dal taglio agli aumenti delle pensioni sopra i 1500 euro all’introduzione di parametri che impediscono a molti pensionati in stato di oggettivo bisogno di usufruire della misura della Pensione di Cittadinanza”.

RIFORMA PENSIONI, LE PERPLESSITÀ DI COTTARELLI

Carlo Cottarelli non ha mai nascosto le sue perplessità sulla riforma pensioni con Quota 100 e partecipando all’assemblea dei Giovani imprenditori di Confindustria Bergamo ha evidenziato come occorra rimboccarsi le maniche. Secondo quanto riporta bergamonews.it, l’economista ha detto che “tutti noi ci lamentiamo, aspettiamo che lo Stato intervenga. Forse non abbiamo compreso che lo Stato siamo tutti noi. Ognuno di noi. Anche nel voto. Se si preferiscono i partiti che promettono stipendi o pensioni facili, significa che non si vuole guardare in faccia alla realtà. L’Italia deve tornare a crescere economicamente. Per farlo necessita di riforme che vanno da una burocrazia più snella, un’amministrazione pubblica più efficiente e una giustizia civile che funzioni meglio”. Dunque servono delle riforme, ma il problema è che “gli italiani credono più a chi promette di mandare in pensione prima rispetto a chi dice di ridurre la burocrazia”. Se però l’economia non cresce, i giovani non avranno davanti un futuro facile dal punto di vista sia lavorativo che pensionistico.

SALVINI E L’OBIETTIVO DI QUOTA 41

Matteo Salvini continua in questi giorni il suo tour elettorale, che ha toccato anche Tarquinia. Come spiega etrurianews.it, il vicepremier è stato presentato dal locale candidato alle amministrative della Lega, Alessandro Giulivi, e ha poi parlato di quello che intende fare a livello europeo: “Se il 26 maggio sosterrete la Lega andremo a Bruxelles a riprenderci l’agricoltura italiana, massacrata dalla provenienza di prodotti stranieri. I frutti della nostra terra sono i migliori del mondo e porteremo avanti la battaglia in Europa per la loro tutela”. Salvini ha però anche elencato quanto già fatto in Italia nel quasi anno di governo del Paese, ricordando in particolare la riforma pensioni con Quota 100 e l’obiettivo di arrivare allo smantellamento completo della Legge Fornero. Un obiettivo che, aveva avuto modo già di spiegare in precedenti occasioni, ritiene essere di legislatura, e quindi da realizzare in diversi step, fino ad arrivare al varo di Quota 41, che ritiene essere la misura cui bisogna tendere per il 2022, dopo cioè i tre anni di Quota 100.

RIFORMA PENSIONI, ELSA FORNERO PARLA A MESSINA

Oggi all’Università di Messina Elsa Fornero terrà una lezione dal titolo “Chi ha paura del cambiamento”. L’ex ministra del Lavoro, il cui nome è legato alla riforma pensioni del 2011, troverà un presidio di protesta di Sgb e Cub, che chiedono anche un confronto con lei. Vincenzo Capomolla di Sgb, come viene riportato da messinaora.it, segnala in particolare che “da decenni, con la complicità di certi sindacati, continuano ad usare lavoratori come bancomat, producono masse di precariato e di disoccupati, giovani al bivio tra sfruttamento ed emigrazione, contratti a perdere, tagli a diritti, salario, pensioni e condizioni di tutti i lavoratori e nei posti di lavoro”.

IL DIBATTITO SULLA RIFORMA PENSIONI FORNERO

Filippo Sutera della Cub evidenzia che “il risultato è che mentre si taglia a milioni di lavoratori e cittadini, il 5% degli italiani ha accumulato una ricchezza pari a quella del 90% del resto della popolazione. Per questo crediamo che Elsa Fornero, ennesimo esempio di un pensiero fallimentare, possa solo insegnare cosa non bisogna fare, e sia invece necessario riorganizzare i lavoratori per reclamare e riprendersi direttamente salario e lavoro vero, ricostruendo certezze, diritti ed interessi”. Di Legge Fornero si è anche parlato nell’ultima puntata della trasmissione diMartedì. Pietro Senaldi, direttore di Libero, ha ricordato a Pierluigi Bersani, presente in studio, che “ha votato la riforma Fornero che ha creato gli esodati”. Tra gli ospiti anche Claudio Durigon, che ha evidenziato come la legge Fornero ha allargato la forchetta di altri 5 anni, mentre noi con Quota 100 abbiamo dato respiro all’Ape social fatta dal Pd”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA