PENSIONI, RIFORMA QUOTA 100/ RITA, il cumulo si può fare (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, la Quota 100 può essere cumulabile con la RITA ma non con l’Ape Sociale: le novità e le misure. Le parole di Tridico e Durigon

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Claudio Durigon (Lapresse)

QUOTA 100 E RITA: IL CUMULO SI PUÒ

Con la riforma pensioni del 2018, la RITA – ovvero la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata – diviene cumulabile con la Quota 100 e con tutti i trattamenti pensionistici erogati prima dell’età di vecchiaia stabilita dalla Legge Fornero: la misura della RITA doveva partire dal maggio 2017 assieme all’ape sociale e all’ape volontario ma diversi ostacoli e paletti hanno di fatto rinviato il tutto al 1 gennaio 2018 e una volta ora approvata la riforma della Quota 100, il Governo ha permesso di rendere cumulabile le due formule, cosa che invece non avviene con il cosiddetto Ape Sociale. Come ha più volte stabilito l’INPS, «cesserà automaticamente al momento del pensionamento con quota 100 in quanto le due misure non sono cumulabili tra loro». (agg. di Niccolò Magnani)

QUOTA 100 E REDDITI DA LAVORO

Le pensioni, con le novità introdotte da Quota 100, è uno degli argomenti più caldi degli ultimi mesi. Questa formula non è cumulabile “con i redditi da lavoro dipendente o autonomo”, fatta eccezione per quelli “derivanti da lavoro autonomo occasione, nel limite di 5mila euro lordi annui”. Con un circolare attuativa l’Inps ha chiarito che il divieto di cumulo “si estende anche ai redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa, svolta anche all’estero”. Questo, come riportato da QuiFinanza, vuol dire che la cumulabilità è ammessa con il reddito da lavoro autonomo occasionale, purché non si superi il limite di 5mila euro lordi annui. L’incumulabilità si applica fino alla maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. E vale la regola generale della totale cumulabilità dei redditi da lavoro dipendente o autonomo con la pensione. Questa è dunque la normativa che regola a livello generale il rapporto tra Quota 100 e i redditi da lavoro. (agg. di Silvana Palazzo)

OPZIONE DONNA, L’APPUNTO DEL CODS

La riforma pensioni, oltre a Quota 100, ha previsto la proroga di Opzione donna per un anno. Anche se ora si comincia a parlare della possibilità che ci sia un’ulteriore proroga di un altro anno. Sul tema Orietta Armiliato, sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social, ha scritto parole piuttosto chiare: “Il Cods non sostiene norme a tempo specie per le donne: basta con questo stillicidio del ‘di anno in anno’, del ‘tu si e tu no, forse la prossima volta’. Se le analisi tecnico-economiche hanno certificato la bontà di alcune misure, tipo Opzione Donna, la si renda accessibile almeno per i prossimi cinque anni (dopo non avrebbe più granché senso), tanto più che ha carattere opzionale, così che si possa pianificare il proprio futuro con la dovuta serenità”. Difficile che questo messaggio venga recepito dal Governo. Si spera invece che, con l’appoggio anche dei sindacati, si arrivi a far diventare la richiesta di valorizzazione, ai fini previdenziali, del lavoro di cura delle donne, avanzata da tempo dal Cods, una realtà.

SALVINI: STUFO DELL’EUROPA DEI NO

Il sito de L’Arena riporta le parole pronunciate da Matteo Salvini a Negrar, comune in provincia di Verona, durante un comizio elettorale in cui ha parlato anche di riforma pensioni. “Sono stufo dell’Europa dei no, che ci vuole tutti precari e in pensione a 97 anni per risparmiare. Ci vadano la Merkel, Soros e Juncker in pensione a 97 anni, qui abbiamo altre idee per i nostri figli”. Il vicepremier ha anche evidenziato come, attraverso Quota 100, “gli italiani hanno riconquistato la libertà, perché prima sembrava fosse un privilegio andare in pensione dopo 42 anni di fabbrica, o di ospedale”. Salvini ha anche punzecchiato i suoi avversari politici, dicendo che “per quelli della sinistra prima vengono gli altri, i rom, i richiedenti asilo, poi vengono i poveri italiani, se avanza qualcosa”. Dal suo punto di vista, quindi gli elettori ora possono “riportare in vigore i valori, i principi, a rimettere al centro il lavoro”. Si conferma quindi come anche il tema della previdenza sia tra i principali della campagna elettorale per le europee.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI

I sindacati continuano a prepararsi in vista della manifestazione del 1° giugno per protestare contro la riforma pensioni del Governo. Come spiega nuovosud.it, si sono tenute anche delle assemblee di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil nella provincia di Siracusa, dove sono state ricordate le proposte che i sindacati hanno per il Governo: “la tutela delle pensioni (rivalutazioni delle pensioni, tutela del potere d’acquisto, aumento della platea dei beneficiari della 14esima, previdenza separata dall’assistenza); la riforma fiscale (riduzione delle tasse per i pensionati le più alte d’Europa, lotta all’evasione fiscale e risorse recuperate destinate alla riduzione delle tasse e a servizi sociali più adeguati); il diritto a curarsi, alla salute e a una sanità pubblica efficiente (per abolire superticket e ticket, liste d’attesa, garantire i Lea – Livelli essenziali di assistenza – sanitaria a tutto il Paese, investire nella medicina del territorio e nell’assistenza domiciliare, per ospedali che funzionino e di qualità); una legge nazionale sulla non autosufficienza; un invecchiamento attivo”.

TRIDICO (INPS) SU RISPARMI DI QUOTA 100

In un’intervista a La Stampa, Pasquale Tridico ha parlato di riforma pensioni con Quota 100, spiegando che “in un trimestre sono arrivate 130mila domande a fronte di una previsione di 290mila in un anno. Siamo assolutamente in linea con le previsioni. Non mi aspetto risparmi significativi da quota 100. Potrebbe esserci invece una minore spesa per il reddito pari a circa un miliardo”. Sulla misura cara al Movimento 5 Stelle, ovvero il reddito di cittadinanza, il Presidente dell’Inps ha annunciato che è già pronto, sul suo tavolo, una bozza di provvedimento per allargarne l’utilizzo anche a chi ha appena perso il lavoro, in modo che le domande per accedere alla misura siano valutate in base al reddito corrente. “Ciò permetterà ai disoccupati in particolari situazioni, percettori di sussidio di disoccupazione o disoccupati da oltre diciotto mesi, di accedere al reddito”, ha detto Tridico, secondo cui  “le richieste procedono a un ritmo di mille al giorno. La percentuale di quelle accolte dovrebbe aggirarsi attorno al 75%”.

LAVORATORI PRECOCI INCONTRANO SALVINI

I lavoratori precoci non si arrendono a una riforma pensioni senza Quota 41. E Gino Caccamo, sulla pagina Facebook del gruppo 41 x tutti lavoratori uniti, segnala che una delegazione ha incontrato Matteo Salvini in uno dei suoi incontri elettorali, facendogli presente di “non aver mantenuto le promesse fatte ai 41unisti e che i paletti di quota100 che dovevano stare sulle piste da sci ce li siamo ritrovati in c..o noi dei 41 facendole presente che ci sono lavoratori con 41 anni e più di contributi a lavoro mentre chi ha 38 anni di contributi può accedere alla pensione”. Il vicepremier ha fatto presente che il Governo sta lavorando per Quota 41 e i precoci gli hanno anche fatto notare che ci sono molte persone che non riescono a rientrare, per poche settimane, nel parametro delle 52 settimane di contributi versati prima dei 19 anni richiesto per accedere alla Quota 41 interna all’Ape social precoci. Salvini ha detto di non ritenere giusta tale situazione e che pertanto l’avrebbe segnalata a Claudio Durigon per cercare di porvi rimedio.

TRUFFA ALL’INPS PER MEZZO MILIONE DI EURO

Fanno molto discutere alcune misure contenute nella riforma pensioni che andranno a incidere sulle prestazioni erogate ad alcuni pensionati, sia mediante il contributo di solidarietà sugli assegni più alti, sia mediante il blocco parziale dell’indicizzazione. Per questo la notizia che arriva dalla Calabria in queste ore solleva molto sdegno nei cittadini. La Guardia di finanza, nell’ambito di un’operazione denominata “Vita eterna”, ha infatti scoperto una truffa ai danni dell’Inps per circa mezzo milione di euro. Di fatto alcune persone nella locride hanno continuato a percepire la pensione di parenti defunti. “I finanzieri hanno segnalato alla Corte dei Conti di Catanzaro 19 dipendenti comunali e medici che, con la loro condotta omissiva consistita nella mancata comunicazione dei decessi, avrebbero causato un danno economico rilevante all’istituto previdenziale”, si legge sul Quotidiano del Sud. In pratica in alcuni casi le comunicazioni del decesso dei pensionati non erano state trasmesse all’Inps.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DURIGON

Ormai anche lo stesso Luigi Di Maio parla di risorse avanzate, rispetto a quelle stanziate, per il Reddito di cittadinanza. E a quanto pare dei risparmi si avranno anche sul fronte della riforma pensioni. Claudio Durigon, intervistato da Repubblica, spiega infatti che quanto a domande presentate all’Inps “siamo a 130 mila più 14 mila di opzione donna. Sta andando benissimo. Chiuderemo a 250-260 mila, l’80% della platea stimata per quest’anno, di cui 220-230 mila per quota 100. Direi un grande risultato: abbiamo svuotato il bacino creato dalla legge Fornero. Detto questo, si tratta di una opzione. E nel triennio pensiamo di spendere 16 miliardi dei 20 preventivati”. Riguardo il turnover nel mercato del lavoro, il sottosegretario prevede che “tra fine anno e il prossimo ci sarà un’infornata importante nello Stato”.

PRIMA QUOTA 100 E NOMINE INPS

Quanto invece al cosiddetto fenomeno di “Prima Quota 100”, quella sorta di corsia preferenziale che sarebbe stata riservata alla lavorazione delle domande presentate all’Inps per accedere a Quota 100, Durigon dichiara di aver “chiesto a Inps e mi hanno risposto che le pratiche sono aumentate del 14% nel primo trimestre sull’anno passato. Però certo anch’io ho riscontrato lentezze. Ad esempio alcuni disabili senza assegni da 8 mesi”. Rispetto al blocco parziale delle indicizzazioni, che tanto fa discutere e protestare i sindacati, l’esponente della Lega ricorda che la rivalutazione è “comunque più generosa degli ultimi anni” e che il conguaglio “potrebbe essere a giugno. O con la tredicesima”, in moda da “pesare di meno”.

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