RIFORMA PENSIONI/ E Quota 100, i sindacati fanno il punto (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Continuano le assemblee unitarie sindacali in avvicinamento alla manifestazione del 1° giugno a Roma contro la riforma pensioni del Governo

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IL PUNTO SU QUOTA 100 E RIFORMA PENSIONI DEI SINDACATI

Continuano le assemblee unitarie sindacali in avvicinamento alla manifestazione del 1° giugno a Roma contro la riforma pensioni del Governo. Lunedì si riuniranno Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil e Savt Rétraité della Valle d’Aosta. L’assemblea, come spiega il sito di Rassegna sindacale, sarà tenuta da Ivan Pedretti, Segretario generale dello Spi-Cgil. In una nota dello Spi della Valle d’Aosta si legge che l’assemblea rappresenta un’importante opportunità “per discutere e approfondire non solo la questione dei tagli del governo”, ma “sarà anche l’occasione per avere un quadro generale delle proposte e delle rivendicazioni dei sindacati per la tutela delle pensioni, per una legge sulla non autosufficienza, per il diritto a curarsi, per un invecchiamento attivo e in salute e per una reale riduzione della tassazione. Contro l’indifferenza e i silenzi del governo, per contrastare le politiche sbagliate verso le persone anziane e le loro famiglie, è più che mai necessaria un’ampia mobilitazione che coinvolga tutto il Paese. La manifestazione del 1° giugno in piazza San Giovanni a Roma ha proprio questo significato e i pensionati valdostani ci saranno. L’assemblea sarà anche l’occasione per fare il punto su quota 100 e sulla pensione di cittadinanza”.

SALVINI: QUOTA 100 STA DANDO RISULTATI POSITIVI

Matteo Salvini anche oggi torna a parlare della riforma pensioni. Secondo quanto riporta Mf-Dow Jones, infatti, a margine dell’assemblea annuale di Rete Imprese Italia il vicepremier ha detto che “Quota 100 sta dando risultati positivi e sta dando lavoro nuovo e ricambio generazionale anche se l’Ue non era d’accordo”. Una dichiarazione contenente una critica indiretta all’Ue, che già è stata bersaglio delle parole del leader leghista quando ha parlato del dovere di rivedere i vincoli europei, come quello del 3% sul deficit/Pil. Tuttavia Salvini non ha risparmiato nemmeno una stoccata a Luigi Di Maio, spiegando di essere “disponibilissimo a parlare di salario minimo, ma l’emergenza nel Paese è ridurre le tasse a chi crea ricchezza e dà lavoro, ovvero le imprese”. Il vicepremier ha anche risposto a Giuseppe Conte, che ha parlato di un’impresa difficile a proposito del lavoro necessario a evitare l’aumento dell’Iva con la prossima Legge di bilancio. Dal suo punto di vista è infatti scontato che non ci sarà un incremento dell’Imposta sul valore aggiunto.

PENSIONI ANCORA NELLA CAMPAGNA ELETTORALE

Nel bene o nel male uno dei temi della campagna elettorale per le europee del 26 maggio continua a essere la riforma pensioni. Lo mostra anche un articolo apparso su tigullionews.com, dove si fa riferimento al voto che ci sarà in alcuni comuni della zona. Si legge infatti: “Noi italiani non siamo forse servi volontari di tutti i vari partiti, mentre poi dichiariamo a ogni passo il nostro odio per quelli stessi partiti? Non siamo forse noi italiani coloro che hanno 150.000 leggi vigenti e molta trasgressione in più rispetto a nazioni dove la legge è meno ossessiva e vessatoria? Non siamo forse noi italiani ad avere la ricchezza privata più alta di quella dei tedeschi? Che ci frega a noi, se lo Stato fallisce, se poi la pensione e lo stipendio ci arrivano lo stesso, magari avendo lavorato poco o nulla (ne conosco di persone che hanno preso la pensione a 55 anni con 20 anni di lavoro effettivo ma ben 40 di contributi, e parlo di operai non di Marchionne o Agnelli)”. In un altro passaggio si fa notare che il popolo “sceglie di scollegarsi dalla politica, pur di potere insieme coglierne le elargizioni in stile Cassa del Mezzogiorno, e pur di potere nello stesso tempo insultare quella élite che concedeva pensioni anticipate, piccoli e grandi monopoli”.

TRIDICO: GIOVANI AVRANNO 1.500 EURO A 70 ANNI

Nel corso di un’audizione alla commissione Lavoro della Camera, Pasquale Tridico è tornato a parlare di riforma pensioni, in particolare delle pensioni di cittadinanza. Il Presidente dell’Inps ha spiegato, secondo quanto riporta Teleborsa, che le domande presentate finora sono circa 186.000, pari al 14% di quelle complessive che comprendono anche il Reddito di cittadinanza. Complessivamente, considerando quindi sia reddito che pensione di cittadinanza, secondo Tridico il tasso di rigetto si aggira intorno al 25-27%. Un quarto dunque delle domande presentate non è stato accolto. Secondo quanto riporta momentoitalia.it, il Presidente dell’Inps ha parlato anche del futuro pensionistico dei giovani, spiegando che chi oggi inizia a lavorare e ha un’età intorno ai 27-28, con uno stipendio medio di circa 1.500 euro al mese, avrà, a 70 anni, una pensione media di 1.500 euro al mese. Questo se non ci saranno interruzioni di carriera e gli stipendi saranno stabili. Cosa tutt’altro che scontata visto l’andamento del mercato del lavoro negli ultimi anni.

RIFORMA PENSIONI, SALVINI: OBIETTIVO È QUOTA 41

Nelle ultime settimane i rapporti tra Lega e M5s non sembrano idilliaci e anche i leader dei due partiti non si risparmiano vicendevoli punzecchiature. Matteo Salvini ha però chiaro “che non esiste una maggioranza alternativa” e in un’intervista al Corriere della Sera sembra voler gettare acqua sul fuoco spiegando che il Governo ha ancora tanto da fare, anche in tema di riforma pensioni. “L’obiettivo non è quota 100, è quota 41: se hai lavorato per 41 anni, vai in pensione. E poi la riforma della giustizia, della scuola, l’autonomia, la riforma fiscale”. I sindacati dei pensionati non sembrano però essere contenti dell’operato dell’esecutivo e a Cagliari si è tenuta un’assemblea unitaria di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil in cui, come si legge nel sito di Rassegna sindacale, “è emerso il clima d’insoddisfazione verso le politiche del governo nazionale, che non ha ascoltato sinora le richieste dei sindacati su pensioni, welfare, sanità e assistenza. Nonostante i molteplici appelli rivolti alle forze politiche che governano il Paese, l’unica decisione adottata è stata, infatti, quella del taglio della rivalutazione delle pensioni, alla quale si aggiungerà un corposo conguaglio che i pensionati dovranno restituire nei prossimi mesi”.

BONGIORNO SUL TURNOVER NELLA PA

Il ministro per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, ha confermato che la riforma pensioni con Quota 100 porterà a un aumento delle uscite di dipendenti pubblici, che quest’anno potrebbe attestarsi a 100.000 unità, cui aggiungere i 150.000 pensionamenti che ci sarebbero comunque stati indipendentemente da Quota 100. Dunque ci sarà un importante turnover attraverso concorsi che, con una nuova formula, consentiranno di avere una “correzione automatizzata” e quindi più veloce. Bongiorno ha anche evidenziato l’esistenza di “un grosso problema per i giovani, che non riescono a trovare lavoro quando escono dall’università”. Per questo, “con il ministro Bussetti abbiamo deciso di creare un corso che permetta al ragazzo che studia all’università alla fine del suo percorso universitario di poter fare un concorso direttamente nella Pubblica amministrazione. Questo permette a chi si iscrive all’università di sapere che ha questa opportunità alla fine del corso di laurea e permette alla Pubblica amministrazione di assumere ragazzi. Non è possibile che si entri nella Pubblica amministrazione soltanto a 35 anni. Si deve entrare prima”.

RIFORMA PENSIONI, GLI EFFETTI DI QUOTA SULLA PA

La riforma pensioni con Quota 100 potrebbe avere un effetto importante sulla Pubblica amministrazione. E una ricerca sul pubblico impiego presentata ieri in apertura della trentesima edizione di Foruma Pa 2019, la manifestazione sull’innovazione e la sostenibilità nella Pubblica amministrazione organizzata da Fpa, società del gruppo Digital360, mostra che “per l’effetto combinato di varie misure di riduzione della spesa degli ultimi anni, tra pensioni di vecchiaia, opzione donna, pensioni anticipate e quota 100’ (per cui si contano già 41mila domande, che potrebbero arrivare a 100mila entro l’anno) circa 500mila dipendenti pubblici nell’arco dei prossimi 3-4 anni avranno maturato i requisiti per ritirarsi dal lavoro, ma potranno essere sostituiti da nuovo personale grazie allo sblocco del turn over di compensazione al 100%”.

LA POSSIBILITÀ DI UN TURNOVER AL 100%

Un ricambio che “rappresenta una straordinaria opportunità di rinnovamento per una Pa sempre più anziana, in cui l’età media del personale è di 50,6 anni, e sale oltre i 54 anni nei Ministeri, alla Presidenza del Consiglio, nelle Prefetture o negli Enti Pubblici non economici. Gli over 60 sono il 16,4% e gli under 30 solo il 2,8%”. Secondo la ricerca, “al 2019 il personale stabile della Pa che ha compiuto 62 anni è di oltre 500.000 persone (il 16,7% del totale) e circa 154 mila persone hanno maturato oltre 38 anni di anzianità. Per Quota 100 le domande pervenute all’Inps da personale Pa sono 41.033 (il 33,4% del totale) e si stima possano salire a 90/100 mila nell’anno. Guardando solo il requisito anagrafico, si stima un’uscita di 100 mila personale dalla sanità e 204 mila nella scuola nell’arco di 3-4 anni da dover sostituire con turnover 100%”.

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