SINDACATI E POLITICA/ Per Cgil, Cisl e Uil la sfida va oltre l’unità

- Giuseppe Sabella

L’elezione di Maurizio Landini alla guida della Cgil si inserisce in una sfida importante che i sindacati hanno di fronte per il bene del Paese

maurizio landini
Maurizio Landini, Cgil (Lapresse)

L’elezione di Maurizio Landini alla guida della Cgil è certamente un fatto di rilievo. Oggi il volto più noto dell’intero movimento sindacale ne ha conquistato il vertice. E ora? Landini senza dubbio cambierà qualche equilibrio, da troppo tempo il sindacato confederale – che in gran parte è quello che può comunicare su larga scala – ha perso appeal, sia per la sua debolezza, sia perché già soffriva la figura di Renzi, figuriamoci in questo ultimo anno quando Camusso, Furlan e Barbagallo avevano di fronte Di Maio e Salvini. Davvero un confronto impari.

Innanzitutto, la manifestazione nazionale unitaria #FuturoalLavoro proclamata da Cgil, Cisl e Uil del 9 febbraio, inizialmente prevista a Roma in Piazza del Popolo, è stata spostata a Piazza San Giovanni. La decisione dello spostamento – hanno spiegato le tre confederazioni in una nota congiunta – è stata presa per la necessità di trovare una piazza più capiente vista la grande adesione prevista. L’iniziativa è stata indetta da Cgil, Cisl e Uil a sostegno della piattaforma unitaria con la quale le tre confederazioni avanzano le loro proposte e per chiedere al Governo di aprire un confronto serio e di merito sulle scelte da prendere per il Paese.

Non c’è dubbio che “la grande adesione prevista” che porta a una piazza più grande è il primo e palpabile segno dell’effetto Landini. Il neo Segretario generale della Cgil riporta il sindacato a essere soggetto popolare: i lavoratori lo amano, lo sentono come un loro vero rappresentante. Ciò può dar origine a una nuova fase, proprio per l’effervescenza che Landini riverbera sulla base. Alla fine, il senso più vero delle organizzazioni sta nella loro capacità aggregativa e nel superare i loro limiti di natura burocratica.

Landini è molto capace di comunicare alle persone tanto quanto Di Maio e Salvini. Da questo punto di vista, il sindacato con Landini avrà la forza e la capacità di tornare a farsi sentire prepotentemente e di dar del filo da torcere al Governo giallo-verde. È anche chiaro che, come abbiamo già scritto, l’elezione di Landini sortirà degli effetti anche negli altri sindacati. Come si muoveranno Cisl e Uil lo vedremo, a ogni modo – a proposito di Trio Metal – Rocco Palombella è da circa 10 giorni segretario organizzativo della Uil. Marco Bentivogli non ha a oggi trovato spazio nella sua confederazione, ma anche in Cisl potrebbe esserci qualche avvicendamento e tutto può succedere.

In questa fase è fondamentale che Cgil, Cisl e Uil lavorino insieme e senza strappi, cosa che negli ultimi 20 anni è avvenuta a fasi alterne. La speranza è che Landini sia capace e voglia essere soggetto di unità e non di rottura. Landini è quello del caso Fiat, ma è anche quello che ha portato la Fiom alla firma del contratto metalmeccanico 2016 avendo il merito di allinearsi a una serie di posizioni che per anni aveva contrastato. Parliamo quindi di un sindacalista capace di cambiare. E non c’è dubbio che oggi la guida della confederazione gli chiede di interpretare il ruolo in maniera del tutto nuova, sia perché non è più al vertice dei metalmeccanici, sia perché non siamo più nel 2010.

Lui lo sa, le sue dichiarazioni sono all’insegna dell’unità. Certo è che non basta essere uniti, bisogna che Cgil, Cisl e Uil – insieme agli imprenditori – tornino a essere soggetto propositivo per il Paese. Siamo in recessione e senza un piano di sviluppo – cosa che questo Governo non è in grado di elaborare – non andremo lontano.

Twitter: @sabella_thinkin



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