Le cinque fasi della pandemia/ A che punto siamo? Fauci: “Non arriviamo all’ultima…”

- Luca Bucceri

Le cinque fasi della pandemia, a che punto siamo? Le parole dell’epidemiologo Bonanni e Fauci: “Non arriviamo all’ultima…”

Cina, emergenza Coronavirus
Cina, emergenza Coronavirus (Web, 2020)

Cosa serve e quale cammino bisogna percorrere per dirsi definitivamente fuori dalla pandemia da Covid-19? Sono domande che da due anni, da quando è scoppiato il caos coronavirus, in tanti si fanno e alle quali si cerca una risposta chiara e univoca. A provare a rispondere a questi quesiti, in diretta streaming al “World Economic Forum”, ci ha pensato il dottor Anthony Fauci, consulente medico del presidente Usa Biden per il Covid. Fauci ha sottolineato che in pandemia ci sono 5 fasi distinte tra di loro e ha spiegato in quale fase ci troviamo attualmente. “Il mondo è ancora nella prima fase, quella di impatto critico, con un impatto ancora molto negativo sul globo intero. Le fasi successive sono decelerazione, controllo, eliminazione e eradicazione”.

Intervistato dal Corriere della Sera è poi l’epidemiologo Paolo Bonanni a dare un quadro più chiaro: “Le cinque fasi riguardano l’evoluzione di ogni pandemia; la prima è quella della pandemia attiva, con un forte impatto negativo (come quello che subiamo oggi) sulla popolazione e i sistemi sanitari. La decelerazione è dovuta al fatto che le persone man mano si contagiano e acquisiscono un’immunità (che può essere più o meno duratura). Nel caso del Covid, insieme ai guariti, ci sono anche le persone che acquisiscono immunità grazie ai vaccini”.

LE CINQUE FASI DELLA PANDEMIA E QUELL’ULTIMA DIFFICILE DA RAGGIUNGERE

Nella disamina rilasciata al Corriere della Sera Paolo Bonanni ha aggiunto sulle fasi successive: “La terza fase è il controllo. Controllare un’infezione vuol dire ridurre la morbosità della malattia a un livello tale per cui non costituisca più un problema di sanità pubblica. La fase endemica è quella che ha, ad esempio, il virus dell’influenza stagionale. La quarta è l’eliminazione. Eliminare una malattia infettiva vuol dire che quella malattia non viene più rilevata per almeno tre anni in una determinata area geografica, come avvenuto per la poliomielite nella regione OMS europea dal 2001. Il virus, nella fase dell’eliminazione, però, non è estinto”.

L’ultima fase è quella dell’eradicazione, che secondo Bonanni è difficile da raggiungere: “Quando si ottiene l’eliminazione progressiva di un determinato virus in tutto il mondo, si può arrivare all’eradicazione, che non riguarda più soltanto la malattia infettiva, ma coinvolge anche l’infezione. L’unica malattia infettiva che è stata eradicata finora è il vaiolo. È molto difficile eradicare un’infezione: bisogna avere praticamente la quasi totalità della popolazione mondiale immune e la possibilità di eradicazione dipende anche dal R0, quel parametro che abbiamo imparato a conoscere che misura il tasso di contagiosità di base degli agenti infettivi. È tanto più facile eradicare un agente infettivo quanto più il suo R0 è basso”.





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