LE MOSSE DI ERDOGAN/ “Pronta la svolta buonista per non urtare Biden”

- int. Marco Bertolini

Con la disponibilità a “elaborare un’agenda positiva”, Erdogan apre all’Ue da una posizione di forza e con un occhio rivolto agli Usa

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Recep Tayyip Erdogan, presidente della Turchia, fa il saluto a quattro dita dei Fratelli musulmani (LaPresse)

Erdogan fa una clamorosa marcia indietro, dopo aver “mobbizzato” mezza Europa, Nord Africa e Mar Mediterraneo orientale, sfiorando lo scontro armato con la Grecia: “Siamo disposti a elaborare un’agenda positiva con l’Ue e a rimettere le nostre relazione su un binario giusto. Dobbiamo rendere il Mediterraneo orientale un mare di cooperazione per gli interessi comuni, piuttosto che una zona di concorrenza” ha detto nel suo discorso agli ambasciatori Ue ad Ankara. “Erdogan è un personaggio imprevedibile” afferma in questa intervista il generale Marco Bertolini,  già comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze e della Brigata Folgore in molte missioni internazionali, dai Balcani all’Afghanistan, “e queste sue parole possono significare diverse cose, tra cui la più probabile è che adesso, dopo aver mostrato il suo lato più rude e battagliero, stia pensando di incassare quanto la potenza che ha ottenuto gli potrà permettere”. C’è poi da tenere conto che si sta preparando all’insediamento di Biden alla Casa Bianca: “Dopo l’atteggiamento isolazionista di Trump, che ha evitato di impegnarsi in ogni contesa, dalla Siria alla Libia, i democratici cambieranno sicuramente questo approccio, tornando a una politica interventista; d’altro canto, Biden è stato per due volte il vicepresidente di Barack Obama, l’uomo delle Primavere arabe e dell’intervento in Libia”.

Adesso Erdogan si mostra più conciliante. Perché? E quanto è affidabile un personaggio come lui?

Una interpretazione di quanto ha detto potrebbe essere che dopo aver mostrato la faccia cattiva e ottenuto risultati non indifferenti, mi riferisco soprattutto alla Libia, adesso passi all’incasso per vedere se le azioni di intimidazione svolte nei confronti dell’Europa negli ultimi anni possono dargli un risultato politico. Non dimentichiamo che la Turchia ha sempre ambito a essere parte dell’Unione Europea, e pare che abbia accennato anche a questo. L’inclusione nella Ue continua a essere un suo obiettivo.

L’altra interpretazione?

Guarda caso queste parole vengono pronunciate quando sta cambiando l’inquilino della Casa Bianca, passaggio che non sarà privo di conseguenze. I democratici sono quelli che hanno sostenuto le Primavere arabe e innalzato il livello di tensione con la Russia durante la crisi ucraina. Intanto la Russia è diventata il nuovo alleato della Turchia. Davanti a un cambiamento complessivo che potrebbe indebolirlo, in quanto alleato di Putin, Erdogan assume questo atteggiamento “buonista”. È un tipo imprevedibile: oltre a essere un politico, è un capo carismatico, coltiva un suo programma personale che manifesta al suo stesso entourage soltanto una volta che lo ha deciso.

Ma la Ue sarà disposta a venirgli incontro? La Grecia nel frattempo ha acquistato caccia Rafale, significa che non si fida della Turchia?

La Grecia non si è mai fidata dei turchi anche se sono entrambi membri della Nato. Però la Grecia è un paese debole dal punto di vista economico e militare. Sicuramente gli equilibri nel Mediterraneo orientale hanno provocato tante reazioni da parte turca, perché Ankara considera quella parte di mare come propria zona di sfruttamento energetico. Bisogna vedere quanto Erdogan è sincero. All’Europa conviene andare a vedere cosa intende fare senza scendere a eccessive concessioni con un personaggio che ha già ottenuto miliardi per frenare i flussi migratori e dopo gli schiaffi che ha rifilato a Grecia e Italia, che però sono due paesi deboli. Può darsi che l’Europa accetterà di buon grado questa apertura.

Erdogan ha in mano i flussi migratori dall’Anatolia e dalla Libia. Cambierà qualcosa?

Erdogan ha due pistole cariche in mano, potendo gestire i flussi migratori dalla Turchia e dalla Libia. Torniamo alla prima ipotesi. Ha dimostrato di essere forte, spregiudicato, di infischiarsene del diritto internazionale. Adesso che ha dimostrato tutto questo contratta da una posizione di forza un accordo che lo possa favorire. Con l’attenzione rivolta al cambio di presidenza negli Usa, che porterà al potere una leadership meno isolazionista. Il fatto che torni una leadership obamiana e clintoniana lascia forse prevedere che cambierà qualcosa nei confronti del suo alleato russo e quindi la Turchia deve mettersi al riparo.



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