La Dottrina sociale della Chiesa è ancora attuale nel mondo del lavoro e sindacale. Se ne parlerà in un seminario a Roma
Che senso ha riprendere oggi l’insegnamento della Dottrina sociale della Chiesa? O forse sarebbe più pertinente una domanda (ancora più radicale) circa l’opportunità di una “dottrina sociale”, a cosa debba servire, cosa avrebbe da dire la Chiesa, oggi, sulle dinamiche del lavoro e delle relazioni economico-sociali correlate.
Occorre partire da domande essenziali come quelle precedenti per cercare di comprendere l’itinerario che il Circolo culturale Ettore Calvi ha posto al centro della propria riflessione, nel seminario nazionale che ogni anno si svolge alternativamente a Roma, Milano e Firenze (quest’anno nella capitale nell’ultimo weekend di novembre). In particolare, il Presidente del Circolo Daniel Zanda è intervenuto sui medesimi temi su questo giornale negli scorsi giorni.
Perché una dottrina sociale, quali indicazioni concrete possono essere considerate adeguate al contesto di “turbolenza sociale” che stiamo vivendo, costellato da scioperi e manifestazioni da una parte e da una paziente e quotidiana costruzione di una relazione umana e civile nel circolo “obbligato” di un lavoro che possa generare reddito sufficiente per sé e per la propria famiglia?
I soci e simpatizzanti del Circolo sono prevalentemente attori sindacali, operatori del mondo del lavoro e accademici che si interrogano e cercano di aiutarsi da oltre vent’anni, in questo sodalizio intestato al senatore milanese che, negli anni’ 50, ha fondato la Cisl della metropoli meneghina. Un circolo, un luogo di dibattito culturale e formativo, vissuto da generazioni anagraficamente distanti che, tuttavia, sono accomunate dal desiderio di approfondire temi e problemi pertinenti al proprio vissuto quotidiano, educandosi a un giudizio che salvaguardi e valorizzi tutti i fattori in campo, senza censure e con grande libertà.
Il centro della riflessione avrà il proprio inizio nell’approfondire il contesto della Rerum Novarum, l’enciclica di 135 anni fa sul lavoro e sulle dinamiche sociali di fine 800, caratterizzate da un capitalismo senza regole e abbastanza retrivo, con l’affermarsi di una contro-risposta “ideologica” di un socialismo senza umanità che mise la Chiesa di Leone XII nella posizione di indicare una “terza via”, che potesse valorizzare la dignità degli uomini e delle donne del lavoro (come li avrebbe chiamati 100 anni dopo San Giovanni Paolo II nella Laborem Exercens).

Dal documento madre della Dottrina sociale agli sviluppi successivi, sotto il profilo storico e la documentazione papale che ne è seguita, saranno al centro dell’intervento di Luca Farè, ricercatore dell’Università di Bergamo, introdotto dal sociologo Giancarlo Rovati.
Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, in dialogo con Massimo Ferlini, interverrà sul ruolo dei corpi intermedi e la loro attualità, nel contesto di questa fase del millennio in cui i poteri della finanza e del turbocapitalismo stanno imponendo logiche sociali ed economiche, che rischiano di allargare le forbici delle disuguaglianze e delle contraddizioni che affiorano nei contesti di lavoro che conosciamo.
Che cosa e a quali condizioni hanno qualcosa da dire e da affermare sindacati e associazioni di rappresentanza, le opere e gli enti del Terzo settore, tutte le diverse e svariate iniziative di carattere educativo, sociale ed economico oltre che i sodalizi che si occupano della politica nelle amministrazioni locali, insomma tutto quello che di pubblico e privato sociale il nostro Paese ha espresso come ricchezza e benessere reale?
In quale direzione possono svilupparsi traiettorie di partecipazione nei processi decisionali? E quali salti di qualità devono compiere, riattualizzando le loro origini storiche, ricomprendendo un ruolo educativo e formativo per i propri aderenti?
Domande impegnative, a cui rispondere cercando di disegnare itinerari in essere ed esperienze da cui trarre esempio, riconoscendone il valore paradigmatico intrinseco ma anche la dimensione sociale correlata. La testimonianza di Marco Piuri, da poco presidente della Fondazione Banco Alimentare, a qualche giorno dal grande evento della Colletta alimentare svoltasi in concomitanza della giornata mondiale dedicata dalla Santa Sede alla povertà nel mondo, rappresenta un esempio concreto di un corpo intermedio che offre una risposta fondamentale ad un bisogno essenziale quale quello alimentare, attraverso l’opera solidale di migliaia di volontari, fondamento e fulcro di iniziative che si sviluppano attraverso la gratuità del tempo, fattore decisivo offerto dalle persone.
Riprendendo la domanda iniziale ovvero se la Dottrina sociale della Chiesa ha qualcosa da dire oggi, in questo terzo millennio in cui le tecnologie rischiano di essere le “padrone del mondo”, sulle domande presenti, indicando linee guida utili e pertinenti per l’azione delle donne e degli uomini del lavoro e di coloro che lo rappresentano, su questi temi si svilupperà il dialogo finale tra due protagoniste di primo piano e impegnate nei rispettivi campi d’azione, provocate dalle domande di Emmanuele Massagli, giovane presidente della Fondazione Tarantelli.
Simona Beretta, docente di politica economica in Università Cattolica nonché direttore del Centro di Ateneo per la Dottrina sociale della Chiesa e Daniela Fumarola, Segretaria generale della Cisl, dialogheranno sull’attualità della Dottrina sociale e su quali indicazioni si possono trarre per generare risposte ai problemi del lavoro e dell’economia, con al centro l’umano, l’umanità delle persone, chiunque esse siano.
Da punti di osservazione diversi e nei rispettivi campi di azione e responsabilità, per dirla con il grande poeta e saggista britannico T.S. Eliot, “c’è un lavoro comune e un compito per tutti, ognuno al suo lavoro”. Anche per ciascuno di noi.
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