Salvini annuncia il cambio del simbolo della Lega dalle prossime Elezioni Politiche 2027: ecco perché, quali scenari in campo e la svolta con il Premierato
LA LEGA CAMBIA IL SIMBOLO DALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE: DOPO QUASI 10 ANNI ADDIO A “SALVINI PREMIER”
Cambio in vista per la Lega su simbolo e scritta in vista delle prossime Elezioni Politiche del 2027, anche se forse l’esordio della nuova immagine del Carroccio potrebbe arrivare anche prima, non appena sarà chiarito il destino della legge elettorale. Era il 2017, un’era geologica fa per la politica, quando Matteo Salvini presentava a Milano il nuovo simbolo della Lega: la scritta “Salvini Premier” per ambire alla guida del Paese, concretizzata in parte dalle Elezioni Politiche del 2018 con la salita al Governo in coabitazione con il M5s, e poi l’exploit del 40% alle Europee 2019.
Al contempo, un cambio di look alla “vecchia” Lega Nord, con l’abolizione del colore verde e l’ingresso del colore blu, per dare una connotazione anche nazionale ad un partito storicamente sorto nel Nord Italia. Ebbene, quel simbolo che vedete nella foto qui sopra, pare ormai destinato alla pensione: ad annunciarlo lo stesso segretario federale Matteo Salvini, intervistato da “La Repubblica”. «Abbiamo diverse proposte per modernizzare il simbolo della Lega», racconta il vicepremier a quasi 10 anni dalla nascita del “Salvini Premier” campeggiante su tutti i simboli e le liste locali della Lega.

In primo luogo l’abolizione della scritta “Premier” ha un unico, ovvio, motivo: come ribadisce il leader legista, «dato che sarà Giorgia Meloni la candidata Presidente del Consiglio, sarebbe curioso tenere la scritta Salvini Premier». Quello che è però certo è che nel nuovo prossimo simbolo del Carroccio, al netto del restyling e refresh più moderno, sarà ancora presente lo storico simbolo di Alberto da Giussano: «quello resterà per sempre», garantisce Salvini.
LA STORIA SUL SIMBOLO, IL PREMIERATO E LA POSSIBILE NUOVA LEGGE ELETTORALE
Pochi mesi prima del Congresso federale della Lega nell’aprile 2025, dove è stata ridisegnata la mappatura ai vertici del Carroccio (oltre a Stefani, neo Governatore del Veneto, e Durigon, sono stati nominati come altri vicesegretari anche Sardone e Vannacci), il leader leghista ha concluso l’iter di registrazione per la proprietà di tutti i simboli della Lega.
Significa che da gennaio 2025, chiunque volesse cambiare nome e simbolo del partito, dovrà concordare con Salvini ogni singolo passaggio: da qui ora la volontà dello stesso Ministro delle Infrastrutture di voler modificare a fondo la struttura del simbolo, rendendolo più moderno e sopratutto legandolo alla possibilità di avere già in funzione la riforma del Premierato alle prossime Elezioni Politiche.
Se ciò non fosse, resta comunque indicata Meloni come leader del Centrodestra e come potenziale candidata al secondo mandato a Palazzo Chigi: Salvini con questo passo non depone certo la battaglia politica, solo immagina una Lega ancora nella coalizione con però ruolo sempre di prim’ordine come ha dimostrato la recentissima tornata elettorale in Veneto.
È proprio dopo la larga vittoria di Alberto Stefani che il vicepremier ha allontanato ogni potenziale ipotesi di una conversione della Lega sul modello della CDU-CSU in Germania, ovvero affiancare al Carroccio nazionale una Lega più locale nel Nord tra Lombardia e Veneto, «ragionerò con tutti ma sulle Politiche del 2027 imminenti non mi metto a riorganizzare un partito a meno di due anni dal voto», conclude il vice Presidente del Consiglio. Resta da capire se e con quale legge elettorale si arriverà alle urne, con l’indicazione o meno del Premier già nel simbolo della coalizione, e quale ruolo potranno avere gli alleati di Meloni, da Forza Italia a Noi Moderati quanto alla “nuova” Lega.
