LEGGE DI BILANCIO/ “Bonus senza ripresa e con un occhio alle elezioni”

- int. Francesco Forte

Il Governo ha approvato la Legge di bilancio. Non c’è molto spazio per gli investimenti pubblici e altre misure efficaci per la ripresa dell’economia

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Roberto Gualtieri, Ministro dell'Economia a P. Chigi (LaPresse, 2020)

Il Governo ha approvato la Legge di bilancio, che verrà presto trasmessa al Parlamento. Roberto Gualtieri si dice fiducioso che la manovra “passerà e che Camera e Senato miglioreranno il testo con il loro contributo”. Il ministro dell’Economia ha anche annunciato che “rafforzeremo l’intervento sia sul 2020 che sul 2021 attraverso lo scostamento di bilancio che ci consentirà di potenziare le misure e qualcuno degli interventi indicati, soprattutto di natura congiunturale sul 2020”. Per Francesco Forte, ex ministro delle Finanze e per il Coordinamento delle politiche comunitarie, è ben visibile «uno scostamento di bilancio enorme, cui non corrisponde però un robusto effetto positivo per l’economia. Non si intravvede poi alcuna idea di politica di crescita e di rilancio. Neanche per la sanità, per esempio per quanto riguarda i vaccini contro il Covid».

Perché dice che con questa manovra da 38 miliardi di euro non c’è un effetto positivo per l’economia?

Perché nella maggior parte dei casi, al di là degli stanziamenti, non si vede il contenuto effettivo dei provvedimenti, che arriverà solo in un secondo momento mediante decreti attuativi. L’eventuale effetto benefico delle misure, quindi, non è percepibile, non c’è un effetto annuncio positivo per le aspettative.

Dove le sembra più lacunosa la Legge di bilancio?

È una manovra in cui non c’è un vera politica di investimenti pubblici, che sono quelli che potrebbero trainare l’economia. Ci sono tante opere pubbliche bloccate che, anche se l’apertura dei cantieri richiede tempi tecnici, potrebbero dare una spinta alla crescita. Eppure non si vede traccia di procedure non dico commissariali, ma quanto meno semplificate per uno sblocco delle infrastrutture. Persino la rete unica di cui si parla tanto non è oggetto di misure specifiche. Mancano investimenti sull’alta velocità ferroviaria, non c’è nessun rilancio del Ponte sullo Stretto perché ora ci si è messi in testa di fare un tunnel che probabilmente finirà per costare di più.

Il Governo ha però prorogato gli incentivi del piano Transizione 4.0 a favore delle imprese. Questo aiuterà la ripresa?

Mi sembra una mancia priva di senso. Si offre un incentivo al rinnovo degli impianti in un’epoca in cui molte imprese non hanno una prospettiva, quindi non si mettono di certo a pianificare l’acquisto di macchinari. Una misura efficace, anche se costosa per il fisco, capace di smuovere gli investimenti privati come il superbonus del 110% non è stata invece rinnovata. Lo trovo assurdo.

Sono stati anche previsti sgravi per le assunzioni di donne e giovani, categorie da tempo svantaggiate nel mercato del lavoro.

Facilitare le assunzioni un periodo in cui è in vigore un blocco dei licenziamenti per evitare che ci sia una perdita di posti di lavoro è surreale. Questi sgravi sono privi di efficaci se non c’è alcuna spinta all’economia che possa creare nuova occupazione. Se stiamo puntando su ristori per le attività danneggiate dal lockdown come possiamo pensare che abbia efficacia un incentivo a chi assume? Questa è una finanziaria di spese correnti, di bonus, di mance, le più assurde, che prevede anche un aumento dei fondi per il reddito di cittadinanza. È una Legge di bilancio elettorale.

Perché elettorale?

Lo spiega la scelta di introdurre una riforma fiscale di cui non si sa nulla tranne che c’è uno stanziamento che si potrà usare dal 2022, quando ci sarà l’elezione del nuovo presidente della Repubblica e quindi verrà meno un collante della maggioranza e si potrà tornare al voto. Vien da pensare che quelle risorse siano state messe lì per fare delle trattative con le varie categorie economiche in vista di un appuntamento elettorale. Parlare di riforma fiscale stanziando solo le risorse senza spiegare in cosa consiste il provvedimento sarebbe diversamente insensato. Di certo è insensato il riferimento alle risorse del Recovery fund.

Cosa intende dire?

Da un lato, non sappiamo ancora quando arriveranno queste risorse, visto che il percorso del bilancio Ue, cui il Next Generation Eu è legato, si è bloccato per via del veto di Ungheria e Polonia. Dall’altro, nella Legge di bilancio non ci sono indicazioni programmatiche circa l’utilizzo di questi fondi. Anche in questo caso, quindi, un’occasione per dare indicazioni sugli investimenti, dando un stimolo all’economia, è stata sprecata. Ci sono solo stanziamenti e indicazioni generiche.

(Lorenzo Torrisi)

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