Legge omofobia, Boldrini: “Depositata a giorni”/ “Non è bavaglio al libero pensiero”

- Davide Giancristofaro Alberti

Legge contro l’omofobia depositata entro la prossima settimana. Secondo Laura Boldrini, prima firmataria di uno dei testi, sarà una norma che permetterà all’Italia di equipararsi ad altre nazioni

laura boldrini
Laura Boldrini al corteo per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne (LaPresse, 2018)

Verrà discussa a breve la legge che punisce l’omofobia, la cui prima firmataria di uno dei testi è la deputata Laura Boldrini, ex presidente della Camera. Dopo che l’adozione del testo è slittato di una settimana, sembra finalmente giunta la volta buona affinchè lo stesso possa divenire legge. Del resto gli episodi di omofobia e transfobia sono all’ordine del giorno, e in Italia non vi è alcuna norma del codice penale che li punisce, salvo ovviamente i casi di reati come omicidio e aggressioni. “Questa legge sull’omotransfobia era attesa da molti anni – racconta la stessa Boldrini parlando con i colleghi di Fanpage – la prima proposta di legge su questo tema risale addirittura al 1996, presentata da Nichi Vendola (sono passati 24 anni). È una legge che il Paese aspetta – aggiunge l’ex numero uno della Camera – perché c’è un evidente vuoto legislativo nel nostro ordinamento”. Al momento esiste solo una bozza di testo base non ancora depositata, ma a breve si aprirà la discussione generale “dove potrebbero eventualmente essere recepiti altri suggerimenti”.

LEGGE CONTRO L’OMOFOBIA, BOLDRINI: “CEI? NON VA CONTRO LIBERTA’ DI PENSIERO”

Obiettivo dei Ddl presentati alla Camera, il contrasto all’omofobia e alla discriminazione di genere “ai danni di alcuni gruppi sociali, che colpiscono l’orientamento sessuale, l’identità di genere o il genere. I testi hanno tutti una parte penale, una parte sanzionatoria – continua la Boldrini – ci si inserisce nella legge Mancino del 1993, estendendola ai reati motivati da omofobia, transfobia e misoginia”. la deputata conta di depositarla entro la prossima settimana, su spinta anche del Premier Conte, di modo da iniziare l’iter legislativo il prima possibile. Come sottolineato dalla politica marchigiana, si punta ad uno strumento per “arginare anche il sessismo e la misoginia”, un aspetto quest’ultimo che non “è molto discusso, ma è un elemento fondamentale di questa legge”. La Cei aveva criticato la legge parlando di deriva liberticida: “La legge non colpisce chi diffonde idee – ribatte la Boldrini – bisogna ribadire che non è in discussione in nessuno dei testi la libertà di opinione. Non c’entra nulla il bavaglio alla libertà di pensiero, è fuori dal nostro perimetro”.



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