OMOTRANSFOBIA, DDL ZAN ALLA CAMERA/ Diretta, Pd “Legge liberticida? No, sacrosanta!”

- Niccolò Magnani

Legge anti omofobia, misoginia e omotransfobia alla Camera: ddl Zan con voto a settembre? Le novità e le posizioni in campo

Omofobia
Un messaggio contro l'omofobia (Foto LaPresse)

Lega e Fratelli d’Italia hanno presentato un numero altissimo di emendamenti in commissione per fare ostruzionismo al ddl Zan e il dibattito alla Camera si è concluso dopo tre ore abbastanza animate. La legge targata Pd contro l’omotransfobia ha acceso le polemiche già nel corso delle ultime settimane e le dichiarazioni del dem Alessandro Zan hanno contribuito ad acuire lo scontro: «Siamo aperti a nuove modifiche, ma la proposta di legge non verrà svuotata: dobbiamo approvarla presto, siamo già in ritardo rispetto ad altri Paesi». Zan ha poi rispedito al mittente le critiche di chi evidenzia che sia una legge liberticida: «No, è una legge sacrosanta che rispetta la Costituzione: mi auguro che in aula ci sia un clima costruttivo di collaborazione, ma accogliere istanze non significa snaturare il test». (Aggiornamento di MB)

LEGGE OMOFOBIA IN AULA ALLA CAMERA

Inizia oggi il lungo (e tortuoso) iter in Parlamento del Ddl Zan, il progetto di legge contro omofobia, omotransofobia, misoginia e in generale tutte le discriminazioni con violenza legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere: «Tra pochi minuti a #Montecitorio inizierà la discussione generale sul ddl contro #omotransfobia e #misoginia. È tempo di legge, dopo quasi 30 anni, per rendere il Paese più civile, migliore», lo ha scritto stamane su Twitter il relatore del progetto di legge Alessandro Zan che dopo 25 anni vede approdare alla Camera un testo tra i più divisivi e criticati anche all’interno dei singoli partiti del Parlamento. Ci saranno oggi le prime discussioni generali alla Camera dopo che giovedì scorso la Commissione Giustizia ha dato mandato al relatore Pd Alessandro Zan, ma il percorso si appresta ad essere non breve con centrodestra sul piede di guerra contro la legge che viene definita “bavaglio del diritto di opinione e stampa”, con Italia Viva non convinta appieno dal testo del Ddl e con parte del mondo LGBT che rigetta il testo. Il ddl Zan prevede il carcere da uno a 4 anni per chi istiga a violenza omofobica intervenendo sull’articolo 604 bis del codice penale e “legandosi” alla legge Mancino che già contrasta i reati di razzismo. Oltre a giornate nazionali e programmi in favore dello sviluppo LGBT, viene istituito dalla nuova legge un programma per la realizzazione in tutto il territorio nazionale di centri contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere.

LEGGE ZAN SULL’OMOTRANSFOBIA: LE NOVITÀ

Lega e FdI hanno presentato svariati emendamenti atti a porre più ostruzionismo possibile e con l’arrivo in Parlamento il 3 agosto si profila un possibile contingentamento non prima di settembre per il probabile voto finale: la Commissione Affari costituzionali ha espresso parere proposto dal relatore Stefano Ceccanti (Pd) e approvato all’unanimità, chiedendo di intervenire in due punti del testo base contro l’omotransfobia. Uno relativo alla “clausola salva idee”, l’altro riguardante le condotte discriminatorie: potrebbe a questo punto essere presentata anche in Aula la questione «pregiudiziale di costituzionalità» che unita al voto segreto previsto potrebbe sbarrare anche definitivamente la strada al ddl Zan, spiega il focus di Open-Online. «Un bavaglio alla libertà d’espressione e di opinione che apre la strada a pericolose derive liberticide», attaccano Lega-FdI mente Pd con Forza Italia e M5s hanno fatto votare un emendamento “salva-idee” dove si esclude dal reato di omotransfobia e misoginia «affermazioni e frasi che rappresentino la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio e alla violenza». Durissimo invece il parere di ProVita e Family Day che si uniscono alle critiche della Cei sulla legge Zan: «La teoria del gender diventerà legge e i bambini saranno obbligati a festeggiare l’identità transgender già dall’asilo, questo succederà in ogni scuola di ordine e grado». Molto dure anche le femministe che con Francesca Izzo criticano l’impianto del ddl Zan: «no all’identità di genere, il sesso non si cancella».



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