Legionella, 4 morti in 2 anni: sequestro padiglioni Policlinico Bari/ 5 indagati

- Mirko Bompiani

Legionella, indagine sul Policlinico di Bari: sequestrati i padiglioni Chini e Asclepios, cinque persone indagate. Le ultime notizie sul caso

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Immagine di repertorio

Quattro morti di legionella in due anni, sotto sequestro due padiglioni del Policlinico di Bari e diversi indagati. Sigilli scattati questa mattina, 24 novembre 2020, grazie ad una operazione dei carabinieri del Nas: i due padiglioni, Chini e Asclepios per la precisione, sono stati chiusi perché infetti da batteri di legionella. Il Fatto Quotidiano spiega che il sequestro preventivo è arrivato dopo un’indagine sui decessi registrati tra il 2018 e il 2020. Cinque le persone indagate dalla Procura: si tratta di dirigenti del Policlinico – Giovanni Migliore, Matilde Carlucci, Tiziana Di Matteo, Giuseppe Calabrese e Claudio Forte – chiamati a rispondere dei reati di omissione di atti d’ufficio e morte come conseguenza di altro delitto. Ricordiamo che l’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Alessio Coccioli con la pubblico ministero Grazia Errede.

Legionella, 4 morti in 2 anni: due padiglioni del Policlinico Bari sotto sequestro

La Gazzetta del Mezzogiorno riporta che il direttore generale Migliore verrà interrogato dal gip nella giornata di lunedì. In base a quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, il Policlinico di Bari sapeva della presenza della legionella dei padiglioni in base ai risultati delle analisi effettuate sull’acqua prelevata dai rubinetti. Nonostante ciò, gli amministratori della struttura avrebbero deciso di non fare alcun tipo di bonifica. Ma non solo: dal 2017 a questa parte il Dipartimento di prevenzione della Asl ha sollecitato in più occasioni il Policlinico a effettuare le bonifiche, con tanto di sospensione per i reparti dove è stato registrato il contagio. Attesi aggiornamenti nel corso dei prossimi giorni sul caso legionella al Policlinico di Bari, netta la posizione del deputato leghista Rossano Sasso: «Se verranno dimostrate omissioni, negligenze che hanno causato la morte di 5 persone chi ha sbagliato dovrà pagare duramente. Chiedo che venga fatta giustizia quanto prima per queste vittime ed esprimo solidarietà alle famiglie dei defunti, vittime della malasanità gestita in Puglia da oltre 15 anni dalla sinistra. Non si può ancora morire così, nel 2020».

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