Legionella dopo Coronavirus? Rischi edifici vuoti/ “Guariti da Covid più vulnerabili”

- Emanuela Longo

Dopo il Coronavirus paura per Legionella? I rischi per chi torna in ufficio o altri luoghi di lavoro rimasti a lungo chiusi per il lockdown

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Immagine di repertorio (pixabay)

Con l’avvio della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus in tanti sono tornati al lavoro ma all’ansia di essere contagiati dal Covid-19 adesso potrebbe aggiungersi anche quella di contrarre un’altra malattia: la Legionella. Questo vale non solo per coloro che tornano in ufficio ma anche per le palestre, hotel e per tutti quei luoghi che a causa del lockdown sono rimasti a lungo chiusi. A lanciare l’allarme è il New York Times secondo il quale proprio il prolungarsi del lockdown potrebbe portare a rischi invisibili per la salute dell’uomo. Alcuni studiosi tra cui Andrew Whelton, professore associato di ingegneria civile, ambientale ed ecologica alla Purdue University hanno posto l’accento soprattutto sui rischi provenienti dall’impianto idraulico dove l’acqua è rimasta stagnante per mesi facendo così accumulare batteri. A destare maggiore preoccupazione è soprattutto la Legionella pneumophila e che può portare alla morte di un contagiato su 10 stando alle statistiche dei Centers for Disease Control and Prevention. Basterebbe un piccolo focolaio per far diffondere la malattia. A far preoccupare ancora di più è la tendenza di questa malattia a colpire maggiormente persone con un sistema immunitario compromesso.

LEGIONELLA DOPO CORONAVIRUS? RISCHIO EDIFICI VUOTI E POSSIBILE SOLUZIONE

Sull’argomento e sui rischi correlati alla Legionella è stato condotto uno studio realizzato da Whelton e dai suoi ricercatori e pubblicato sulla rivista AWWA Water Science e che analizza i rischi del ristagno idrico durante il lockdown: “I pazienti sopravvissuti al Covid potrebbero essere più vulnerabili e tornando al lavoro potrebbero doversi preoccupare di contrarre un’altra infezione”, scrivono. A causa della chiusura prolungata di molti locali, potrebbe essere avvenuta la proliferazione dei batteri nell’impianto idrico. Basterà a quel punto anche solo scaricare l’acqua del water per provocare una dispersione dei batteri nell’aria. Lo stesso avviene quando sarà aperto un rubinetto dopo diverse settimane di lockdown. Per ridurre il rischio di malattia, molti responsabili di edifici tendono a usare un quantitativo di disinfettante nell’impianto idrico ma questo potrebbe non essere sufficiente in caso di acqua stagnante per troppo tempo. “Basta anche solo un weekend perché l’effetto del disinfettate sia sparito”, ha chiarito l’esperto. Come ovviare al problema? Una soluzione potrebbe essere quella di far scaricare del tutto l’acqua stagnante nelle tubature, sostituendola con acqua pulita, usando un disinfettante ed aumentando la temperatura dell’acqua per uccidere eventuali batteri.

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