Moratti: “vaccini in base a Pil? Mai detto”/ Lettera ad Arcuri: “rivedere iter”

- Alessandro Nidi

Letizia Moratti e la frase sui vaccini “Distribuzione in base al Pil? Mai detto”. Vincenzo De Luca attacca: “Ad un passo dalla barbarie”. Lettera inviata ad Arcuri: “rivedere l’iter”

Regione Lombardia, Moratti e Fontana
Letizia Moratti e Attilio Fontana, rimpasto Regione Lombardia (LaPresse, 2021)

Dopo due giorni di forti polemiche su dichiarazioni considerate “manipolate” dalla stessa Letizia Moratti, in serata l’Ansa riporta della lettera inviata dalla vicepresidente di Regione Lombardia al commissario all’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri. Non vi sarebbe alcun accenno esplicito al Pil, bensì diversi altri fattori richiesti dalla Lombardia per rivedere la modalità di assegnazione dei vaccini: «prevalenza e incidenza elevate del virus, elevata urbanizzazione e mobilità intra ed extra regionale della Lombardia, manifestazione del dinamismo economico della regione che deve essere preservato in quanto motore trainante del Paese». Su questo insistono Letizia Moratti e Attilio Fontana, nell’attesa che l’iter per il ricorso al Tar sulla zona rossa possa portare i frutti sperati: «chiediamo al commissario Arcuri la revisione degli step di approvvigionamento dei vaccini anti-Covid 19, con anticipo delle dosi». (agg. di Niccolò Magnani)

DE ROSA (M5S): “LA MORATTI MENTE”

Letizia Moratti smentisce le dichiarazioni che le sono state attribuite in merito alla distribuzione dei vaccini anti Covid. «Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito», la premessa. Poi ha spiegato: «Il Pil è un indicatore economico-finanziario che attesta l’attività in una Regione, che, questo sì, ho detto, è il motore dell’Italia. In questo senso questa Regione ha la necessità di essere tenuta in considerazione, non parlo di piano vaccini ma di zona rossa». Ma Massimo De Rosa, capogruppo M5s in Lombardia, l’ha attaccata dopo la rettifica: «Le scuse e il conseguente implicito e immediato ritiro della proposta stessa, che registriamo con ovvia soddisfazione, sarebbero state sufficienti. Vergognarsene al punto di arrivare a mentire, invece non è certo sinonimo di un buon avvio per chi vorrebbe riformare la Sanità in Lombardia». A proposito dell’audio diffuso da alcune testate, relativo alla riunione di ieri dei capigruppo, «l’assessore ha inequivocabilmente legato il criterio del Pil al piano vaccinale». (agg. di Silvana Palazzo)

LETIZIA MORATTI “VACCINI IN BASE A PIL? MAI DETTO”

Letizia Moratti fa chiarezza in merito alle indiscrezioni emerse sulla proposta di nuovi criteri per la distribuzione dei vaccini anti Covid alle Regioni. «Ho fatto una riflessione per proporre al commissario Arcuri una riflessione da sviluppare poi in sede di Conferenza Stato-Regioni per il miglioramento del piano vaccinale», ha dichiarato durante il Consiglio regionale. E ha precisato: «Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito». In merito agli spunti da suggerire al commissario Domenico Arcuri, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia ha spiegato che «partono dal tema delle zone più colpite e che potrebbe riguardare mobilità e densità abitativa, perché sono fattori di accelerazione della trasmissione e del contagio». La polemica però non si placa: «Ci sono mattine nelle quali ti possono cadere le braccia: il tuo Paese in preda a una crisi politica difficile da decifrare e nel momento sbagliato, la tua Regione che chiede l’assegnazione dei vaccini in base al Pil», ha scritto sui social il sindaco di Milano Beppe Sala. Ancor più duro Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania: «Leggo con sconcerto le affermazioni della signora Moratti a sostegno di una distribuzione di vaccini legata al Pil delle diverse regioni. Si fa fatica a credere che si possa subordinare l’uguale diritto alla vita di tutti, a dati economici. Si direbbe che siamo a un passo dalla barbarie. La signora Moratti è persona intelligente e civile. Mi auguro che voglia chiarire che si è trattato di un’affermazione non meditata, che non risponde alle sue convinzioni». (agg. di Silvana Palazzo)

LETIZIA MORATTI E LA FRASE SUI VACCINI: BUFALA?

Piovono attacchi nei confronti di Letizia Moratti, neo-assessore al Welfare della regione Lombardia, ma stando a quanto riferisce IlGiornale.it, le dichiarazioni dell’ex ministro dell’istruzione (“Più vaccini a chi ha più Pil”) sarebbero state decontestualizzate. Secondo il quotidiano meneghino la Moratti, parlando dei vaccini, avrebbe fatto riferimento a quattro parametri: “Il contributo che le Regioni danno al Pil – si legge sul sito del giornale – mobilità, densità abitativa e zone più colpite dal virus. Non si parla di ricchezza, ma si fa riferimento a quattro elementi ben specifici avanzati al commissario straordinario all’emergenza Covid-19 mediante una lettera”. Dall’assessorato al welfare hanno poi precisato che il riferimento al Pil è legato alla richiesta di una “accelerazione nella distribuzione dei vaccini in una Regione densamente popolata di cittadini e anche di imprese, che costituisce una dei principali motori economici del Paese”, aggiungendo che “se si aiuta la ripresa della Lombardia, si contribuisce in automatico alla ripresa dell’intero Paese”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LETIZIA MORATTI: “PIÙ VACCINI A REGIONI CON PIÙ PIL”. SPERANZA: “NON C’ENTRA NIENTE!”

Nelle ultime ore è divampata una polemica che coinvolge il nuovo assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti, e il ministro della Salute, Roberto Speranza. Una lite a distanza generata dalla richiesta che la componente della Giunta Fontana ha inoltrato per iscritto al commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, al fine di ridefinire i parametri per la distribuzione delle dosi di vaccino. Secondo la Moratti, devono essere tenuti a mente, in occasione delle operazioni di ripartizione, quattro parametri fondamentali: il contributo che le regioni danno al Pil, la mobilità, la densità abitativa e le zone più colpite dal virus. Come è facilmente intuibile, a scatenare l’ira di altre forze politiche, degli utenti del web e, quindi, dello stesso Speranza, è stato il punto in cui si parla della ricchezza di un territorio da tenere a mente come elemento utile ai fini delle quantità di vaccino da destinare a ogni singola area geografica d’Italia. Così, nonostante il tentativo del governatore lombardo, Attilio Fontana, di difendere “una serie di integrazioni che mi sembrano estremamente coerenti e logiche”, subito si sono levate voci contrastanti.

LETIZIA MORATTI VS ROBERTO SPERANZA, LUI: “IL VACCINO È UN BENE COMUNE”

Le richieste di Letizia Moratti, prima di scatenare la reazione del ministro Roberto Speranza, hanno favorito quella dell’europarlamentare Pierfrancesco Majorino, che su Twitter ha scritto: “Moratti propone di dare più vaccini alle regioni più ricche rispetto a quelle più povere. Questo dopo che Regione Lombardia ha fatto un disastro (che ha arricchito alcuni privati) pagato da tutto il Paese”. Anche l’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, si augura “che sia una fake news. Non può essere il Pil il parametro per l’accesso ai vaccini, né a livello nazionale, né mondiale. Sarebbe come dire che abdichiamo al senso profondo del diritto alla salute”. Infine, come preannunciato, è giunta la replica di Speranza alle parole della Moratti, che ha sostituito da poco Giulio Gallera in Regione: “Tutti hanno diritto al vaccino, indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono. In Italia la salute è un bene pubblico fondamentale, garantito dalla Costituzione. Non un privilegio di chi ha di più”. Più chiaro di così…

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