LETTERA AL CORONAVIRUS/ Qual è la vera compagnia nella solitudine?

- Lettera firmata

Dalla comunità di recupero L’Imprevisto ci scrivono per raccontarci come vivono questo momento di solitudine causato dal coronavirus

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(LaPresse)

Scopro in questi tempi dettati dal coronavirus che tutto era già in me. Tutto albergava  nel mio cuore: paura, tristezza, ansia, noia, in certi momenti anche pazzia. Tutto si sussegue nelle giornate in un vortice pieno di passione.

Già lottavo con tutto ciò, perché allora, adesso, in questi particolari tempi, tutto risuona prorompente? Qualunque parola, azione, gesto e silenzio ha una forza maggiore e anche i sentimenti sono più fragili e più a fior di pelle.

Forse ho paura che tutto quel che già c’era, ora, lo debba portar da sola?

La lontananza fisica con amici, parenti e luoghi cari per me così essenziali per vivere mi stanno facendo sperimentare in modo ancor più stringente le domande che ho nel cuore: come farò a vivere ora? chi mi sorreggerà nelle difficoltà? qual è la vera compagnia nella solitudine?

La vera compagnia non può essere solo una vicinanza prossimale. Così si vede un’impotenza poiché qualunque affezione umana è misera in confronto al desiderio di vita e anche alla paura che può attanagliare le giornate.

E allora? Allora se fai silenzio e attenzione ti accorgerai che dal tuo cuore verrà su come un fiotto un’umanità speciale, nuova, quasi divina, l’unica vera compagnia della vita.

Non devi far niente di particolare perché ti è donata e ti accorgerai che il mondo è pieno di questa presenza eccezionale perché l’essenziale domina quando il male scalpita.

con affetto   

Elisabetta Selva

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