LETTERA/ Le mascherine di Scampia che valgono più della formazione professionale

- Roberto Sanseverino

A Scampia, nelle difficoltà di un quartiere disagiato, si può imparare non solo un mestiere ma un bene per se stessi e per gli altri

mascherine scampia
Mascherine fatte dalle ragazze di Scampia
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Caro direttore,

Carrón nella sua lettera scrive: “In queste occasioni – che il Mistero non ci risparmia – possiamo cogliere con ancora più chiarezza la grazia del carisma che ci ha investito, verificando la sua capacità di farci stare davanti a quello che accade. L’unica condizione per essere sempre e veramente religiosi è vivere sempre intensamente il reale”.

Qui a Napoli stiamo realizzando un corso di formazione professionale dal titolo IeFP Operatore dell’abbigliamento: è un progetto sperimentale partito l’8 maggio del 2017 che ha coinvolto 18 ragazze di Scampia, allora tra i 14 e i 16 anni d’età, tutte a rischio dispersione scolastica con situazioni personali difficili.

L’obiettivo del percorso, al termine del triennio, prevede il conseguimento della qualifica professionale di operatore dell’abbigliamento, titolo che consentirebbe loro l’immissione qualificata nel mondo del lavoro o il rientro nel percorso scolastico ordinario con l’iscrizione al quarto anno di una scuola superiore.

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L’obiettivo che ci siamo posti all’inizio, però, è che questa esperienza potesse prima di tutto dar loro la possibilità di diventare donne protagoniste della propria vita, di essere formate, sì, per esser pronte nell’approccio col mondo del lavoro, ma che nel cammino fossero aiutate – attraverso gli strumenti man mano offerti loro – a crescere umanamente e a scoprire il proprio desiderio, ad imparare a vivere all’altezza del proprio desiderio, a sfruttare il tempo a loro disposizione, a “vivere intensamente” ogni istante della propria vita.

Le allieve, oltre a seguire in aula le lezioni relative a tutte le materie scolastiche ordinarie (italiano, storia, inglese, matematica, chimica, etc.) hanno partecipato anche a lezioni pratiche nel laboratorio di sartoria, attiguo all’aula scolastica.

Qui grazie, alle competenze dei docenti di cui ci siamo avvalsi, hanno imparato a cucire a mano e con le macchine industriali, a disegnare i modelli usando supporti digitali avanzati come Adobe Illustrator, a usare il ferro da stiro industriale, a creare bozzetti e a riconoscere e trattare i diversi materiali, a definire e variare la taglia di un capo a mano o con l’ausilio dei supporti informatici.

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Il valore di questa progettazione, innovativa e sperimentale, la passione degli operatori coinvolti, l’impegno dell’ente attuatore, la costruzione di una rete territoriale e la collaborazione degli attori istituzionali hanno consentito al soggetto proponente e gestore delle attività, la EITD scarl, e ad altri enti che insieme vi collaborano, di essere insigniti di alcuni riconoscimenti come il premio nazionale per l’eccellenza della formazione Adriano Olivetti per l’anno 2017 e 2018 nella sezione Educational e il Premio Duale sulla formazione indetto dalla Camera di Commercio Italo-Germanica in collaborazione con il Ministero dell’istruzione tedesco, per il primo apprendista duale della Regione Campania.

Come sappiamo, per fermare l’avanzata del virus COVID-19, diverse disposizioni sono state emanate dal Consiglio dei Ministri nel nostro Paese per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica. Tra questi provvedimenti troviamo la sospensione delle attività didattiche in tutte le scuole di ogni ordine e grado fino al prossimo 3 aprile, comprese le Università, corsi professionali, master, ferma restando la possibilità di svolgere attività formative a distanza.

In questi giorni di stasi ci siamo interrogati sulla forma che potesse assumere per noi l’ipotesi della didattica a distanza nei nostri corsi IeFP svolti sul territorio di Scampia e questo ha aperto molte riflessioni sul tipo di utenza alla quale ci rivolgiamo e destiniamo, con fatica e dedizione, la nostra attività; riflessioni foraggiate dall’impegno profuso ogni giorno sul campo per motivare le nostre allieve e attivarne la partecipazione.

Come risponder a quanto citato nella lettera di Carrón “La vocazione è andare al destino abbracciando tutte le circostanze attraverso cui il destino ci fa passare“?

A seguito di ciò, consapevoli delle difficoltà e nel desiderio di mantenere ancora alta l’attenzione di tale utenza anche nelle lezioni teoriche a distanza e grazie anche alla grande collaborazione degli uffici REI e dei Servizi Sociali del Comune di Napoli presso la Municipalità 8, segno di una rete attiva sul territorio, abbiamo scelto di assegnare alle nostre ragazze un lavoro di tipo pratico che al contempo abbracci lo scopo sociale e l’animo solidale dei nostri allievi e che offra loro uno sguardo diverso sulla realtà.

Come farci compagnia in questo frangente? Di quale compagnia abbiamo veramente bisogno? Quante volte cerchiamo una risposta svuotando l’avvenimento che ci ha raggiunto, riducendolo a un ambito di rapporti che ci protegga dall’urto delle cose, che ci risparmi la sfida delle circostanze, invece che sospingerci a viverla! Ma una simile compagnia non può rispondere: in momenti come quelli che stiamo attraversando, in cui l’urgenza del vivere si fa ineludibile e potente, diventa più evidente che mai.” L’unica risposta è aderire alla realtà.

Considerato l’ulteriore disagio che il quartiere, uno dei più feriti nella città di Napoli, sta affrontando per la mancanza di forniture di mascherine, fenomeno dal quale tutta l’Italia è in realtà afflitta, l’idea è quella di organizzare lezioni laboratoriali informali, svolte a distanza con il supporto della docente di pratica Assunta Severino, la tutor Anna Florio e la coordinatrice Filomena Oricchio, con l’obiettivo di realizzare delle mascherine artigianali in cotone lavabile e sterilizzabile, che non sostituiscono in alcun modo quelle a norma, ma che possano essere un segno della presenza di un riferimento positivo sul territorio, un simbolo di solidarietà e di speranza, un ausilio momentaneo per tutte quelle famiglie che si sono rivolte agli uffici REI per chiedere supporto.

EITD, con la collaborazione del centro Hurtado dei padri Gesuiti, della cooperativa la Roccia e di innumerevoli aziende coinvolte, ha procurato il materiale per realizzare le mascherine.

Dopo una breve lezione on-line, il materiale è stato consegnato alle allievi attraverso i “panieri” calati dai balconi, tipici della nostra cultura e che mai come oggi permettono di rispettare le distanze di sicurezza previste dalle linee guida del decreto che ha regolamentato – a fini di tutela – i nostri comportamenti di questi giorni. Si è dato, dunque, inizio alla produzione.

La scelta di assegnare tale compito ha una duplice finalità: favorire l’impiego delle  nostre ragazze  che, come tutti gli italiani, si trovano nella condizione di non poter uscire di casa, impegnandole in un’attività che permetta loro di applicare da casa le competenze e le tecniche apprese nel corso della formazione (taglio del cartamodello, della stoffa, cucitura della mascherina con macchina da cucito casalinga e stiratura); in secondo luogo alimentare il senso civico e lo spirito solidale nel quartiere attraverso il piccolo contributo dei nostri studenti, adottando misure momentanee in attesa di una  fornitura adeguata di mascherine.

“Gesù approfitta di ogni circostanza per far vedere ai suoi discepoli il Suo modo di stare davanti a tutto quello che accade, a qualsiasi imprevisto, anche doloroso, affinché essi sperimentino la pertinenza della Sua presenza, del rapporto con Lui”.

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