LETTURE/ E se pensassimo seriamente di allearci con la “nazione delle piante”?

- Sofia Boccetti

È in corso alla Triennale di Milano e fino al 1° settembre una mostra sulle piante. Il titolo prende origine da un libro di Stefano Mancuso

bosco piante 1 lapresse1280
La cosiddetta "Foresta blu" vicino ad Halle, in Belgio (LaPresse)

È in corso alla Triennale di Milano e fino al 1° settembre un’esposizione il cui titolo è piuttosto insolito: “La nazione delle piante”: una mostra che conduce alla scoperta del mondo vegetale, a partire dalla sua reale estensione, fino a svelarne delle capacità inimmaginabili. Un’occasione per chi volesse trascorrere del tempo tra scoperte e curiosità, riempiendosi gli occhi di meraviglia sulle piante che stanno intorno a noi.

Il titolo prende origine da un libro di Stefano Mancuso, La nazione delle piante, appunto. È anche questo libro, oltre alla mostra, che ci piacerebbe consigliare, magari proprio come lettura estiva. Un libro scritto con un linguaggio semplice, divulgativo, ma al contempo denso di nozioni che la maggior parte di noi ignora. Un libro per aprire gli occhi in modo alternativo, più completo e soprattutto più consapevole, sul mondo che ci circonda.

Avevo visto per caso Mancuso a una trasmissione televisiva qualche mese fa: una persona semplice, dall’aspetto e dalla voce gentili, con parole dense di contenuti interessanti, che avresti ascoltato parlare per chissà quanto tempo senza annoiarti. Ho poi scoperto che Stefano Mancuso è professore nell’Università di Firenze e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, con all’attivo numerose pubblicazioni in termini di libri e articoli scientifici ed è stato inserito nel 2012 da Repubblica nella lista dei 30 italiani destinati a cambiarci la vita. Anche solo questo sarebbe un valido motivo per leggere un suo scritto.

Eccoci quindi a parlare della nazione delle piante. Dal nostro punto di vista umano, quando qualcuno parla di nazione, pensiamo subito agli uomini che rientrano in una struttura amministrativo-territoriale. L’autore invece considera nazione una comunità di individui che condivide l’origine, i costumi, la storia, le organizzazioni e le finalità. In questo modo, le piante formano a buon diritto la nazione più popolosa al mondo. Scrive Mancuso: “Ho immaginato che le piante, come genitori premurosi, dopo averci reso possibile vivere e resesi conto della nostra incapacità a svilupparci autonomamente, corrano di nuovo in nostro soccorso, regalandoci delle regole da seguire come vademecum per la sopravvivenza della nostra specie”.

Ecco il punto di vista innovativo: piante come organismi intelligenti, che agiscono per aiutare l’uomo. Inizia così l’enunciazione della Costituzione delle Piante: una serie di 8 articoli, ognuno spiegato e argomentato in un capitolo dedicato, che porterà il lettore a considerare il mondo vegetale come l’alleato più importante e essenziale per la salvaguardia del pianeta terra.

Mai come in questi anni si parla di ecologia, di riduzione degli sprechi, di riciclo dei rifiuti. Ma quanti dei “green-addicted”, di cui pullulano le nostre città, considerano davvero la conservazione e soprattutto la diffusione delle piante come uno dei principali strumenti per recuperare i danni fatti dal genere umano al nostro pianeta?

Leggere quindi per riflettere, magari proprio all’ombra di questi genitori, che ci hanno protetto ancora da prima che tutta la nostra specie nascesse e che continuano a proteggerci, nonostante la scarsa considerazione che troppo spesso abbiamo per loro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA