LETTURE/ Emily Dickinson, perché il paradiso inizia in questo mondo

- Gianni Mereghetti

Papa Francesco nell’omelia della messa di Natale ha citato un verso di Emily Dickinson: “Chi non ha trovato il Cielo quaggiù lo mancherà lassù”. Un metodo

strega 640x300
Immagine dal web

Papa Francesco nell’omelia della messa di Natale ha citato un verso di Emily Dickinson: “Chi non ha trovato il Cielo quaggiù lo mancherà lassù”. È un verso di una eccezionale forza evocativa in cui vibra la sensibilità poetica della Dickinson, la quale ha vissuto l’ultimo periodo della sua esistenza nella villa paterna ad Amherst in un volontario isolamento. Per la poetessa dal volto lentigginoso il Paradiso inizia in questo mondo e solo così ne potremo vedere il compimento nell’altro. Questa è la sua certezza incrollabile della continuità della vita.

Per anni la Dickinson ha vissuto nello stesso luogo, in solitudine; non c’era come per noi nessun virus che la costringeva a stare chiusa in casa, lo fece per trovare ciò che nella vita è essenziale. Dalla sua dimora nella Main Street di Amherst, ha testimoniato che si può vivere in ambiti ristretti e ordinari, ma che al tempo stesso il cuore sa aprire gli ampi orizzonti dell’esistenza, essere in rapporto con il tutto che c’è in ogni particolare della realtà.

Che il Papa abbia citato Emily Dickinson proprio in questo tempo di pandemia è altamente significativo: è una indicazione a trovare il metodo per affrontare questi strani tempi. 

In una su poesia Emily scriveva: 

Mai vidi una brughiera –
mai vidi il mare –
eppure so che aspetto ha l’erica
e che cos’è un’onda –

Con Dio non ho mai parlato
né visitato il Cielo –
eppure certa sono del luogo come
se il biglietto avessi già consegnato

Qui sta il fulcro della poesia della Dickinson, il perno della sua vita: tutto è uno spiraglio verso l’infinito. Parte dalla realtà concreta, dai suoi fiori, dal suo orto, dai suoi amici, dalla morte di chi ama, perché è dentro ogni piccolo e povero particolare il punto di apertura al tutto. Così oggi Emily ci rassicura che si può vivere ogni contingenza, perché bella o brutta che sia è la via per volare verso la bellezza dell’infinito. 

La poesia della Dickinson è una poesia per i nostri tempi, perché ci sfida a vivere ogni condizione nella certezza che il suo significato è oggi; infatti mentre si affronta un piccolo frangente del reale vibra il vento impetuoso dell’infinito. E come lei dice, i nostri biglietti sono già vidimati per questo viaggio che ci porta al compimento del nostro desiderio di gioia totale. 

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI

© RIPRODUZIONE RISERVATA