LETTURE/ “Nuova Generazione”: da De Gasperi a Calamandrei, al presente servono radici

- Bruno Foresi, Giuseppe Calabrese

L’associazione “Nuova generazione per il bene comune” sta approfondendo alcune figure chiave della storia politica e culturale italiana

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Enrico De Nicola firma la Costituzione il 27 dic. 1947. A sinistra Alcide De Gasperi, ultimo a destra Umberto Terracini (foto dal web)

Alla fine dell’anno 2020, dopo un’estate quasi “normale”, la pandemia era tornata a colpire in modo virulento e l’Italia intera stava trascorrendo le festività natalizie in lockdown.

Il tradizionale discorso di fine anno del presidente della Repubblica era molto atteso e non ha tradito le aspettative. In particolare, un passaggio rimarrà nella storia: “La società ha dovuto rallentare ma non si è fermata. Non siamo in balìa degli eventi. Ora dobbiamo preparare il futuro. Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori. I prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall’emergenza e per porre le basi di una stagione nuova. Non sono ammesse distrazioni. Non si deve perdere tempo. Non vanno sprecate energie e opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte. È questo quel che i cittadini si attendono”.

Sergio Mattarella, in questo discorso, prospetta una sfida che richiama l’unità morale e civile degli italiani per realizzare una convergenza di fondo, che ha già permesso al nostro Paese di superare momenti storici di grande, talvolta drammatica, difficoltà. Quel richiamo alla politica e alle classi dirigenti di questo paese è tuttora valido, mentre, alla pandemia che ancora non finisce di colpire i più fragili, si è aggiunta la devastante guerra nel cuore dell’Europa, con le sue tragiche conseguenze di crisi economica, di emergenza alimentare ed energetica, che preannunciano un autunno molto critico.

La storia insegna: è questo il presupposto con cui è emersa l’idea, all’interno dell’Associazione Nuova Generazione per il bene comune (NG) di Torino, di raccontare come alcuni grandi leader della nostra storia nazionale, diversi tra loro per epoche e contesti, ma anche per impostazione culturale e tratti di personalità, abbiano influito su ciò che è oggi l’Italia.

La necessità è quella di guardare indietro per poter avere una visione sul futuro più solida, dando radici di memoria al presente e affrontando le fragilità del nostro tempo, con la forza delle grandi idee del passato, quelle che non smettono mai di indicare la strada, restano sempre forti e originali, intuitive e intelligenti, esempi di virtù e possibilità per l’avvenire.

Mattarella, nel suo discorso del 2020, parla delle pesanti conseguenze sociali ed economiche della pandemia, dei posti di lavoro persi, delle categorie più penalizzate: giovani, donne, persone con disabilità. Parla delle tante imprese che temono per il loro futuro, parla dei lavoratori precari e del senso di smarrimento.

Eppure, i grandi leader del passato ci hanno insegnato che è proprio nella visione di insieme che si affrontano le difficoltà, è nel senso di comunità ritrovato, nel remare tutti insieme nella stessa direzione, qualche volta anche andando contro un certo facile sentimento dell’opinione pubblica, contro la scelta della via più immediata, con coraggio e convinzione.

In primo luogo, lo scopo del lavoro di NG è stato quello di capire cosa voglia dire essere “costruttore” affinché quest’affermazione non si riduca ad una mera esortazione. Per questo motivo è stato chiesto ad alcuni amici – docenti di università o di liceo – di aiutarci a realizzare alcuni video di presentazione di alcuni “costruttori”. L’obiettivo di questo progetto è strutturare video-pillole di circa 20-25 minuti ciascuna, in cui si descrivano personaggi storici importanti per la società, in ambito politico, ma anche culturale e dell’industria, ovvero i “costruttori” che hanno fatto l’Italia.

Ad oggi, sono stati realizzate video-pillole, relativamente a:

Alcide De Gasperi, politico, più volte presidente del Consiglio dei ministri dal 1945 al 1953, statista che opera per la ricostruzione dell’Italia dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale e rende protagonista l’Italia nella costruzione dell’Europa unita;

Aldo Moro, politico, accademico, padre costituente, più volte presidente del Consiglio dei ministri, opera per realizzare e consolidare una democrazia “compiuta” a livello nazionale;

Pier Paolo Pasolini, regista cinematografico, poeta, scrittore, attento osservatore dei cambiamenti della società italiana, con lucidità, per primo, ne denuncia l’omologazione culturale al consumismo;

Luigi Einaudi, economista, accademico, politico e giornalista, secondo presidente della Repubblica Italiana, il primo ad essere eletto dal Parlamento italiano. È membro dell’Assemblea costituente e governatore della Banca d’Italia. Liberale, combatte lo statalismo e per una società libera, persegue istituzioni minime, basate sulla trasparenza, in modo che siano più vicine al cittadino e da lui facilmente utilizzabili o contestabili, insieme a federalismo e decentramento amministrativo, che rispondono bene a queste esigenze;

Piero Calamandrei, politico, avvocato e accademico italiano, nonché uno dei fondatori del Partito d’Azione. Giurista che si interroga sulle forme da dare al sistema democratico, per garantire un governo stabile, caratteristica che ritiene fondamentale;

Amedeo Peyron, avvocato e politico italiano, uno dei sindaci di Torino più amati nel dopoguerra, rimane in questa carica dal 1951 al 1962. Federalista convinto, nei suoi due mandati cerca di rinnovare le strutture e lo spirito della città in prospettiva europea.

Augusto Del Noce, filosofo, politico e accademico italiano. Filosofo della politica, prevede il “suicidio della rivoluzione” marxista, mentre il movimento comunista è all’apice del suo sviluppo e anche la sua realizzazione in una decomposizione, il cui esito, per una forma di eterogenesi dei fini, è una società tendenzialmente tecnocratica e nichilista.

Queste video-pillole sono già fruibili sul canale Youtube dell’associazione, mentre sono in via di realizzazione altri approfondimenti su Adriano Olivetti, tra i principali artefici dello sviluppo industriale italiano, e Primo Nebiolo, protagonista a livello mondiale nella promozione della pratica sportiva a tutti i livelli.

Due sono gli aspetti di maggiore interesse che in questi video sono stati approfonditi: quale è stato il contributo dei costruttori al bene comune e qual è l’eredità che ci lasciano.

Questo lavoro di approfondimento ha portato ad un primo incontro pubblico, organizzato insieme alla Compagnia delle Opere di Torino, al quale sono stati invitati: Stefano Lo Russo, sindaco di Torino e Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione Crt. L’incontro è fruibile sul canale Youtube di NG.

A partire da un breve estratto di ciascun video, ad ogni costruttore è stato associato un concetto, che poi è diventato spunto di domanda per i due relatori: l’internazionalizzazione e l’europeismo per De Gasperi, la libertà in economia per Einaudi, la stabilità di governo per Calamandrei, l’amore per la democrazia per Moro, l’attenzione per la vita del popolo per Pasolini e per Del Noce, il bene comune per Peyron.

Lo scopo dell’incontro è stato soprattutto quello di contestualizzare cosa voglia dire essere costruttore oggi, con una visione prospettica e non contingente, ovvero quali fondamenta rinsaldare, modificare o immaginare per il futuro dell’Italia. È stato così possibile sperimentare che si possono affrontare temi “alti”, che l’interesse per la polis può essere ridestato e comunicato se solo si hanno davanti esempi credibili e affascinanti.

È stato molto interessante constatare come i due relatori non si siano tirati indietro, abbiano affrontato sinceramente la sfida di interloquire con dei “costruttori” dal punto di vista sociale e politico e si siano anche verificate delle convergenze inaspettate.

Questo incontro è soltanto un primo passo di un percorso che si va delineando: sicuramente sono in cantiere altre video-pillole per presentare altri costruttori, mentre il progetto prevede che i video saranno presentati in diverse occasioni, ma soprattutto saranno portati nelle scuole, grazie ad alcuni accordi già stretti con i dirigenti scolastici di alcune strutture scolastiche nel torinese. Inoltre, in seconda battuta, i video saranno sbobinati e i testi saranno utilizzati come mini-pubblicazioni da presentare sempre nelle scuole e in altri contesti culturali, con uno sguardo però sempre rivolto alle nuove generazioni.

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