LETTURE ROCK/ “Miss O’Dell”: la mia vita con George Harrison, Mick Jagger e Bob Dylan

- Paolo Vites

La storia della prima road manager rock donna, l’americana Chris O’Dell che lavorò con i Beatles, gli Stones, Bob Dylan e tanti altri e anche la storia del rock vista dalla parte delle donne

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Chris O'Dell con Mick Jagger

Forse l’avete intravista sul tetto della Apple, mentre i Beatles si esibivano nel loro ultimo concerto, seduta tra Yoko Ono e la moglie di Ringo Starr. Magari l’avete scorta in quel grande casino che erano le sedute di registrazione riportate alla luce da Peter Jackson nello straordinario documentario Get Back. Sicuramente non avrete potuta vederla mentre con il suo fidanzato portava all’Isola di Wight in elicottero a Bob Dylan delle armoniche nuove: il cantautore americano per il suo primo concerto dopo tre anni infatti se l’era dimenticate a casa. Se vi siete domandati chi è quella ragazza misteriosa nel retro copertina di Exile on main street degli Stones, be’ è sempre lei. Ha fatto da corriere per la droga a Keith Richards durante la tournée USA del 1972. E’ la Pisces Apple Lady dell’omonima canzone di Leon Russell, la “woman down the hall” in Coyote di Joni Mitchell e, naturalmente, la Miss O’Dell di George Harrison.

Ecco, il cognome lo avete: è Chris O’Dell. E se vi state domandando se è la solita groupie del rock, no, Chris non era una groupie ma una lavoratrice indefessa, ufficio stampa per Beatles, Stones e poi tour manager di Bob Dylan, Santana, CSNY, Fleetwood Mac e decine di altri. Un personaggio straordinario che grazie alla forza di volontà e alla passione per il rock, a vent’anni lasciò Los Angeles per volare a Londra, alla sede della Apple a chiedere lavoro.

Se le donne, almeno negli anni 70, erano figure di contorno in campo musicale, buone al massimo da sposare e abbandonare in pochi giorni (“Leon (Russell) doveva avere una ragazza nuova, non ci vedevamo da una settimana e ovviamente si era trovata un’altra di cui innamorarsi. Io lo avevo respinto e lui era andato avanti. Avevo aspettato troppo tempo. Il rock’n’roll funzionava così, come una porta girevole”) o da portarsi a letto e poi scaricare finita la tournée prima di incontrare la moglie, Chris O’Dell dimostrò che le donne potevano avere ben altri ruoli e dare ordini alle star.

E’ il ritratto che spunta fuori da questo bellissimo libro, che non è solo una serie di ricordi, ma appunto un utile manuale per tutte le donne che desiderano farsi strada nella vita.

I mie anni rock’n’roll (Caissa Italia Editore, 376 pagine, euro 22,00; ottima come sempre la traduzione di Elena Montemaggi, una delle pochissime traduttrici che dimostra come non basta sapere l’inglese, ma bisogna anche conoscere il mondo della musica rock per non pubblicare le castronerie che si leggono abitualmente nel nostro paese) è l’autobiografia di Chris O’Dell, la prima donna tour manager della storia del rock, una lettura avvincente, onesta, senza nascondersi, senza rendere tutto un gossip. Chris fu invece testimone delle debolezze enormi che si portavano dietro le star, spesso dei bambini bisognosi di essere voluti bene.

Come George Harrison, che nonostante fosse sposato, continuava a provarci con lei fino a scriverle una canzone. La moglie Pattie Boyd che sapeva quanto il marito fosse uno sciupafemmine, fu chiara con Chris sin dall’inizio: “Basta che non provi a portarti a letto mio marito”. Lei mantenne fede alla promessa e fu così che visse a lungo con la coppia nella loro meravigliosa villa di Friar Park ed è così che Chris e Pattie sono buone amiche ancora oggi.

E fu così che si trovò ad assistere alle scene più incredibili, come quando era seduti al tavolo della cucina di Ringo Starr e Harrison disse all’amico dei Beatles che stava andando a letto con sua moglie: “Ringo, sono innamorato di tua moglie”. Laconica risposta piena di british humor: “Meglio te che qualcuno che non conosciamo”. In poco tempo, la stessa O’Dell fu coinvolta in una storia bollente di tre mesi con Ringo: “Dove c’è musica rock e droga, il sesso segue automaticamente”, dice a titolo di spiegazione.

Eric Clapton veniva spesso a Friar Park. Diceva che era lì per vedere O’Dell quando, in realtà, era infatuato di Pattie, la moglie di Harrison, che è stata l’ispirazione per la sua sincera canzone d’amore Layla. Presto si trovò nel mezzo di uno straordinario triangolo sessuale che coinvolgeva George Harrison, Ringo Starr e la moglie del batterista, Maureen.

Ma come sempre c’è un prezzo da pagare, specialmente in quegli anni turbolenti che furono i 70: “Il mio bere stava davvero sfuggendo di mano, bevevamo tutti e prendevamo sempre coca, erba e anfetamine”.

L’esperienza alla Apple una volta che i Beatles si sciolsero, la porta a lavorare per i Rolling Stones durante il tour americano del 1972. Diventa assistente personale di Mick Jagger e il viaggio verso il suo letto nonostante il cantante degli Stones fosse sposato  è molto breve.

“Immagino che facesse parte del lavoro” dice. “Ho passato ogni giorno a casa sua probabilmente sette giorni alla settimana. Ero la persona a cui si rivolgeva. Andavo alle feste con lui e tutto il resto. Se ci fosse stata una descrizione del lavoro come impiegato dagli Stones a quel tempo, sono abbastanza sicura che avrebbe incluso una clausola che sarebbe stata più o meno questa: dormi con Mick ogni volta che lo chiede”.

Tre anni dopo diventa tour manager della Rolling Thunder Revue di Bob Dylan. “E’ una persona molto intensa e riservata. Non condivide molto di se stesso – in molti modi è molto guardingo – almeno è così che l’ho trovato in quel momento”, dice. “Mi è piaciuto lavorare con lui”, aggiunge O’Dell. “Ma può essere fonte di confusione. Può sedersi lì e conversare con te, e guardarti dritto negli occhi ed essere totalmente impegnato, e poi un’ora dopo, ti guarderà attraverso di te come se non ti conoscesse”. I due si rincontreranno un paio di anni dopo, quando Dylan è ormai divorziato dalla moglie Sara. La invita a salire nella sua camera, e semplicemente le dice: “Perché non ci sdraiamo insieme nel letto?”.

La vita frenetica, le droghe sempre a disposizione la consumano sempre di più e a un certo punto per salvarsi la pelle nel mondo del rock’n’roll c’è un solo modo: scendere dalla giostra.

Negli anni 80 sposa l’onorevole Anthony John Mark Russell, figlio del quarto barone Ampthill, un membro della Camera dei Lord. “Sono passato dalle rockstar all’aristocrazia”, ​​ride O’Dell. Russell muore pochi anni dopo e oggi Chris O’Dell vive in America, dove si è sposata con un consulente per le dipendenze da droghe e alcol e ha un figlio di trent’anni.

E’ sopravvissuta e come dice lei: “Ho avuto una vita memorabile, piena di avventure sfrenate e opportunità inimmaginabili circondata da rock star e celebrità. Ho vissuto tempi magici, eccitanti, spiazzanti e al contempo spaventosi, Malgrado la follia e lo smarrimento, le pessime (qualcuno direbbe stupide) decisioni e le buone (io direi piuttosto fortunate) scelte, le amicizie vere e gli amari tradimenti, gli up e gli inevitabili down dello sballo, questa è la mia vita e non ne cambierei neppure un pezzettino per paura di perdere tutto”.

In questo libro troverete l’incredibile storia di una sopravvissuta al rock’n’roll.

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