Lidia Schillaci “Eros Ramazzotti? Mi ha trasmesso umiltà”/ “La musica cura l’anima…”

- Luca Bucceri

Lidia Schillaci, ospite a “L’ora solare”, ha aperto il cuore ai telespettatori raccontando il suo percorso professionale e un aneddoto su Eros Ramazzotti

Lidia Schillaci, L'ora solare
Lidia Schillaci, L'ora solare

Ospite a “L’ora solare” di Paola Saluzzi su TV2000 Lidia Schillaci ha aperto il cuore ai telespettatori sul significato della musica nella sua vita. La cantante palermitana, classe 1984, non nasconde la propria emozione ripercorrendo le tappe fondamentali della sua vita che le hanno permesso di arrivare, nel 2002, a debuttare in tv nel programma “Operazione trionfo” di Miguel Bosé. Non una vittoria in tutti i sensi per la bellissima siciliana, che dopo aver partecipato al primo talent show della storia della tv italiana, ha avuto sì un contratto discografico, ma tante difficoltà ad inserirsi nel mondo dello spettacolo: “I tempi erano diversi rispetto ad oggi, non sapevano dove collocarmi e da lì non è successo nulla. Amo l’arte da quando ero bambina, da piccola avevo l’amore per la musica anche nelle recite. Mi ha aiutato a colmare dei vuoti che avevo, cantare e fare musica mi ha accompagnato e mi ha fatto sentire sicura. Mi faceva sentire me stessa e libera”.

Il primo incontro con la musica, come in tutte le più belle favole, è quasi casuale: “Ricordo, quando avevo tre anni e mezzo, che mi divertivo a giocare con la radio e una mattina ho sentito Summertime e ne sono rimasta rapita. Lì mi è sembrato di capire quale fosse il mio cammino e non ho mai cambiato idea”. Ad aiutare Lidia Schillaci nel proprio percorso professionale una famiglia unità più che mai: “Mia mamma ha speso il suo primo stipendio per regalarmi un pianoforte, ha fatto un sacrificio enorme dimostrandomi con un gesto che credeva in me. Quando hai il sostegno della famiglia ti si apre il cuore”. Dalla radio al pianoforte, passando per tanti eventi minori che poi l’hanno portata al successo: “Il mio primo concerto l’ho fatto a 8 anni, avevo una band che si chiamava “Lidia e la Blu Blues Band” e facevamo jazz. La voce di Louis Armstrong e lo strumento mi hanno rapita, era appassionata del genere nonostante a casa mia non si sentisse. Ho fatto tantissime cose, ho partecipato anche allo Zecchino d’Oro e poi, a 18 anni, è arrivato “Operazione trionfo”.

Lidia Schillaci e Ramazzotti: “Mi ha trasmesso umiltà, anni meravigliosi”

Nel 2005 poi il vero e proprio trampolino di lancio con Eros Ramazzotti: “Ramazzotti doveva cantare con Anastacia perché aveva fatto il singolo “I belong to you” con lei, ma per il tour ci voleva una voce che la sostituisse nei live. Ai concerti tutti si aspettavano uscisse lei, ma invece c’ero io. E’ stato molto bello, perché ho fatto tantissimi provini e a Milano ebbi l’opportunità di farlo con Ramazzotti stesso. E’ stato stupendo, ci siamo messi a cantare insieme e mi ha trasmesso tanta umiltà. Otto anni meravigliosi, tour mondiali che mi hanno permesso di crescere”.

Nonostante la tanta esperienza l’emozione non la abbandona mai: “Prima di salire sul palco sono sempre la bambina che ascoltava Summeritime alla radio, quando finisco di cantare mi tremano le gambe perché per me è come immergersi e buttarsi nel vuoto”. La siciliana ha poi raccontato il periodo del lockdown vissuto nel 2020: “Abbiamo avuto tanto tempo per riflettere e stare con noi stessi, le prime due settimane sono stata presa alla sprovvista perché mai nella storia è successa una cosa del genere. Si è fermato tutto, ma ho voluto dire la mia quando tutto era fermo, ma mai nulla è realmente fermo perché la vita continua. Ho fatto un concerto social dalla mia Sicilia per dare un segnale positivo. La musica è la cura dell’anima. Tante persone mi hanno chiamato per cantare negli ospedali per stare vicini ai malati, per me la condivisione è tutto e la amo. Cerco di emozionarmi ogni volta, perché la musica ci accompagna in ogni momento della nostra vita. Io con Summertime ho iniziato tutto, quella è la mia musica”.

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