DON GALLO/ Si può scegliere il “mondo” e buttare la Chiesa?

- Renato Farina

Ieri è morto Andrea Gallo, sacerdote genovese, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto. Le sue proposte: matrimonio dei preti, sacerdozio alle donne, nozze gay. RENATO FARINA

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Non voglio fare il torto a don Gallo di parlare bene di lui. Lo tratterò da vivo, così come sono sicuro egli è, al cospetto del Dio ricco di misericordia. Fa paura il tentativo di farne l’icona del prete perseguitato dalla Chiesa e dai vescovi. Si osservi e si provi a spiegare perché tutti i giornali dei grandi editori e dei banchieri lo esaltino come il profeta dei poveri vessato dal potere ecclesiastico. Balle. È stato don Gianni Baget Bozzo ad essere sospeso a divinis per aver fatto politica…

Sia chiaro. I rapporti personali e gli affetti sono intangibili, e guai a chi non li rispetta. Dunque occorre inchinarsi dinanzi alle lacrime degli amici e di coloro che hanno goduto del suo affetto, che certo era capace di esprimere come i preti veri.

Ma allora perché don Gallo ha voluto tirare contro, umiliandolo, chiunque non fosse della sua idea politica, con la scusa che lui stava coi diseredati?

Diseredato Grillo, diseredato Dario Fo? Diseredato il comunismo gonfio di se stesso e dei suoi milioni di vittime? Don Gallo lo ha onorato disonorando le sante messe con questa sua utopia senza carità e completamente cieca. Chi si professa comunista dopo la verità testimoniata dai sopravvissuti ai gulag sparsi ovunque nel mondo, è come i negazionisti di Auschwitz. Come si fa a non voler vedere e a tacere? Amore della propria illusione giovanile?

Ancora, come si fa a dire di stare con gli ultimi, ed esserlo davvero, ma poi non vedere ciò che una santa come madre Teresa di Calcutta ha vissuto e ripetuto sempre: e che cioè i più miseri sono i bimbi abortiti nel grembo? Purtroppo don Gallo si è messo contro la proposta di moratoria sull’aborto e ha definito i medici obiettori come “medici incompleti”. Questo gli ha causato molta popolarità, così come la partecipazione al gay pride, l’accusa a un vescovo morto e anonimo di avergli fatto avances sessuali quando lui era seminarista e l’offerta di andare con lui a puttane, la critica violenta e senza spiegazioni a papa Ratzinger e al cardinale Scola. 

Tutte le idee alla moda, non proprio emarginate o derelitte, hanno avuto in don Gallo lo sbandieratore richiestissimo: matrimonio dei preti, sacerdozio alle donne, nozze omosessuali, chiudere il Vaticano, spedire in Africa Berlusconi, Vendola al potere, droghe libere, sesso facile.

Forte pratica controcorrente e in fondo cristiana l’ostentato consumo di sigari toscani. Spero di potergliene portare una scorta, come nella pubblicità del caffè di George Clooney. Quando sarà tempo, naturalmente.

 

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