Ljuba Rizzoli: “Covid, ho temuto di morire”/ “Non riuscivo a respirare, poi il buio”

- Alessandro Nidi

Ljuba Rizzoli ha rivelato di avere pensato di non farcela a sconfiggere il Coronavirus. Oggi sta meglio e ripercorre alcuni aneddoti di vita privata

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Ljuba Rizzoli (screenshot da video YouTube)

Ljuba Rizzoli ha rilasciato un’intervista ai microfoni del “Corriere della Sera”, nella quale ha ripercorso gli aneddoti recenti e passati della sua esistenza, fra cui la morte del marito Andrea Rizzoli e della figlia Isabella e il Covid-19 sconfitto dopo una lunga lotta. La donna è appena rientrata nella sua abitazione a Montecarlo dopo un mese e mezzo di cure presso il Centro Ranieri III: “Ho preso il virus per colpa mia, ho fatto il primo vaccino e mi sono sentita forte. Continuavo a spostare la seconda dose. Ai primi di dicembre, avevo un leggero malessere. Dopo qualche giorno di febbre mi è arrivato il peggio che mi potesse capitare: mancanza di respiro”.

La donna ha raccontato di avere provato “una sensazione terribile. Dicevo tra me e me: ecco è finita. Mentre uscivo da casa avvolta in un lenzuolo bianco impartivo le ultime volontà a Lucia, la persona che mi segue da più di trent’anni. Poi, il buio totale”. Oggi, fortunatamente, sta meglio, e ricorda i suoi incontri illustri in gioventù: “Mi divertivo a fare la civetta. Avevo 23 anni e mi trovavo al tavolo sul ‘Cristina’ con Onassis, Grace Kelly e il principe Ranieri. Winston Churchill mi chiedeva se non mi dava fastidio il sigaro. Ali Khan mi corteggiava. Edda Ciano mi impartiva una lezione sui brillanti”.

LJUBA RIZZOLI: “HO AVUTO MOLTI CORTEGGIATORI”

Sempre al “Corriere della Sera”, Ljuba Rizzoli ha rivelato di essere stata molto corteggiata, addirittura da re Fahd, che per conquistarla le fece trovare due Rolls Royce e le promise in regalo un jet. Un giorno la invitò a pranzo a “La Réserve” di Beaulieu e lei si presentò all’appuntamento vestita di rosso con i capelli tirati e una coda postiche. A tavola, nel farle una carezza, le cadde il postiche e ci rimase male, in quanto voleva mostrarsi al meglio. Lui, però, con eleganza “continuava a parlarmi dell’aereo che voleva regalarmi. A fine pranzo arriva il suo entourage per portarlo via. Io agitata chiamo Gianni Agnelli e mi confido. L’Avvocato, cinico come sempre: ‘Accetta… Per l’arabo è solo una nocciolina. Poi me lo giri, io in cambio ti propongo la Ferrari Testarossa’”.

In conclusione di intervista, Ljuba Rizzoli ha sottolineato che definirebbe la sua vita la più artificiale e squilibrata del mondo. Ho sofferto troppo. Quando è mancata Isabella è cominciata la spirale distruttiva. Unica gioia rimasta Annina Rizzoli, figlia di Angelo, con la sua bella famiglia che ricorda i tempi passati. Lei, le uniche radici che mi tengono ancorata”.





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