“Lockdown è inutile”/ Remuzzi: “Con le mascherine si evita il 95% delle infezioni”

- Carmine Massimo Balsamo

Il professor Giuseppe Remuzzi ad Agorà: “Alla lunga, i Paesi che hanno chiuso rispetto ai Paesi che non hanno chiuso hanno gli stessi morti”

remuzzi
(Agorà)

Prosegue il dibattito sull’utilità del lockdown per arginare la pandemia da Covid-19, Giuseppe Remuzzi ha le idee chiare. Intervenuto ai microfoni di Agorà, l’esperto ha evidenziato: «La letteratura internazionale è molto divisa sul fatto che il lockdown serva davvero o non serva. Negli Usa, gli stati che hanno avuto lockdown più importanti sino andati meglio di quelli che hanno avuto un atteggiamento più libero».

Se per l’epidemiologo John P.A. Ioannidis il lockdown è totalmente inutile, Giuseppe Remuzzi ha rimarcato: «Il problema è il sovraffollamento degli ospedali: il lockdown è una misura di emergenza per cercare di evitare il sovraffollamento degli ospedali e per vicariare la difficoltà che hanno alcune persone a rispettare glia atteggiamenti di prudenza individuali».

GIUSEPPE REMUZZI SUL LOCKDOWN

«Alla lunga, i Paesi che hanno chiuso rispetto ai Paesi che non hanno chiuso hanno gli stessi morti. C’è un effetto immediato dei lockdown, quello di non sovraccaricare gli ospedali: quello non te lo puoi permettere quando gli ospedali hanno la maggior parte delle TI occupate da pazienti Covid», ha aggiunto Giuseppe Remuzzi ai microfoni di Agorà, per poi citare un altro importante studio sulla lotta contro il virus: «Se tutti portassero la mascherina e fossero attenti con i distanziamenti, il 95% delle infezioni sarebbero evitate. Il lockdown diventa un sistema per ottenere qualcosa che si potrebbe ottenere anche in altro modo ma che di fatto è difficile da ottenere». Il direttore dell’Istituto Mario Negri si è poi soffermato sugli ultimi dati sulla pandemia in Italia: «Adesso abbiamo un livellamento e una tendenza a diminuire delle persone in terapia intensiva. C’è una tendenza ad appiattirsi di questa curva. I morti si vedranno più tardi ridurre. I morti di adesso si sono ammalati diverse settimane fa, questa è l’ultima cosa che vedremo scendere».



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