“Lockdown generale in Italia un errore”/ Venturi: “Bastano zone rosse per focolai”

- Silvana Palazzo

Sergio Venturi contro lockdown generale in Italia: “Un errore, non ce n’era bisogno”. L’ex commissario all’emergenza coronavirus dell’Emilia-Romagna: “Bastano zone rosse per focolai”

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Sergio Venturi, commissario coronavirus Emilia Romagna (Facebook, 2020)

Il lockdown generale? Un errore. Ne è convinto Sergio Venturi, che è stato commissario ad acta per l’emergenza coronavirus in Emilia-Romagna. «Se dovessi rifarlo domani, non lo rifarei come l’abbiamo fatto», ha detto, come riportato dal Resto del Carlino, in merito al lockdown. Ne parla al termine del mandato, ripercorrendo i mesi trascorsi a combattere contro il Covid-19, e senza esprimere concetti banali. «Non si può chiudere un intero Paese quando non ce n’è alcun bisogno». L’ex assessore regionale alla Salute, intervenuto in una lunga diretta organizzata dai Giovani democratici, ha spiegato che le restrizioni sono più efficaci se mirate in alcuni focolai particolarmente aggressivi. «Conviene intervenire nel piccolo, questa è la lezione che abbiamo imparato quest’inverno», ha proseguito Venturi. L’esempio è quanto accaduto a Piacenza, Rimini e Medicina, dove furono introdotte zone rosse “ristrette” per arginare il contagio. Il «rammarico» di Venturi è che il governo non abbia deciso di includere una parte del Piacentino nella zona rossa di Codogno, primo focolaio conclamato di coronavirus in Italia.

“ABBIAMO EVITATO CHE BOLOGNA DIVENTASSE BERGAMO”

Le zone rosse di Rimini e Medicina, comunque, sono state per Sergio Venturi «decisive per evitare che diventassimo una seconda Lombardia». L’ex commissario ad acta dell’emergenza coronavirus ha spiegato che, blindando Medicina, «abbiamo evitato che Bologna diventasse Bergamo». Ma «la zona rossa dell’Italia non ha senso» per l’ex assessore alla Salute. «In alcune regioni abbiamo avuto solo qualche centinaio di casi, poteva avere senso impedire gli spostamenti da regioni molto “impestate” alle altre». Invece ritiene «eccessivo» il fatto di «disturbare il regolare interscambio tra le regioni del sud». Per questo, nonostante le differenze politiche, giudica «simpatica» la presidente della Regione Calabria «quando ha detto perché non poteva aprire i ristoranti all’aperto». Ma comunque Venturi precisa di avere «molto rispetto» per le decisioni prese in quelle settimane. «Ma sarebbe tragico se non imparassimo da ciò che è accaduto». Nella diretta ha comunque spiegato che «non ci potremo più permettere una chiusura così prolungata».

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